Qual è il ruolo di Laura Boldrini nella vicenda complicata e multiforme dell’odio in rete, specie di quello di cui sono vittima le donne? Prima di tutto – secondo me – di dare l’esempio. E l’esempio è semplice, visto che tra l’altro Boldrini ha staff, collegamenti e possibilità che quasi nessuno ha: dovrebbe prendere i peggiori commenti che l’hanno raggiunta on line (si tratta nella maggioranza dei casi di commenti su Facebook con nome e cognome) e denunciarli per minacce o diffamazione o quello che gli avvocati riterranno. Non tutti perché significherebbe un lavoro immane e significherebbe soprattutto non aver capito il mezzo (il mezzo funziona che le persone ragionevoli si incontrano a metà), ma i peggiori potrebbero e dovrebbero essere denunciati.

Invece Boldrini – molto mal consigliata o magari semplicemente seguendo il suo istinto – fin dall’inizio del suo mandato (fin dalla famosa intervista con Concita de Gregorio su Repubblica) si ostina ad utilizzare i temi dell’odio in rete per una sua personale battaglia comunicativa. Battaglia nella quale francamente mi pare non abbia né grande titolo né gigantesche competenze. Una battaglia soprattutto fragilissima e dai risvolti molto complessi, capace in un battibaleno di trasformarsi in un rischio concreto per la libera espressione di tutti i cittadini.




Oggi, dopo aver pubblicato un estratto dei peggiori commenti ricevuti in rete nelle ultime settimane, Boldrini ha twittato che la prossima settimana incontrerà i vertici di Facebook per discutere dei temi dell’odio in rete. Ecco francamente Presidente, lasci perdere, lasci che siano altri ad occuparsi con la dovuta distanza di temi tanto importanti. Denunci i peggiori dei suoi odiatori in rete, ne ha i mezzi e le possibilità (mezzi e possibilità che spesso mancano a quasi tutti noi quando veniamo offesi in rete). Così facendo offrirà lo stesso un importante servizio ad un’idea di Internet italiana più civile, libera e responsabile.

9 commenti a “Il ruolo di Laura Boldrini”

  1. nicola dice:

    Ho un caso analogo molto vicino a me e niente. Consiglio di denunciare, se il caso, o di allontanarsi da certe pagine se non è possibile fare altrimenti. Non mi ascoltano e la situazione peggiora. – Venendo alla Boldrini, sicuramente questa mossa dà visibilità a persone che non la meritano. Non credo proprio che capiranno di averla fatta fuori dal vaso fino a quando qualcuno non li chiamerà a rispondere dell’offesa. Un’occasione sprecata. (Una pattaglia –> Una battaglia)

  2. DinoSani dice:

    Bravo Mante! Questa storia che in rete passa di tutto dipende anche, purtroppo, da chi non fa nulla per denunciare e invece lancia proclami contro tutt il web. Come se qualcuno ti insultasse per strada e decidessi di prendertela con tutti quelli che camminano su quel marciapiede… perché si accettano commenti e insulti che fuori da internet quereleresti immediatamente? Tra l’altro si parla di insulti fatti con nomi e cognomi e quindi facilmente individuabili e perseguibili. No, bisogna fare le campagne contro tutto il web.
    Mi chiedo: non si pensa che gli insulti ai politici in rete arrivano e fuori no perché i politici in strada in mezzo alla gente proprio non ci mettono piede? Se l’unica piazza che frequenti è quella, dove altro ti possono insultare!? È ancora: gli urlatori del web se perseguiti continuerebbero a farlo o si potrebbe creare anche lì i “giardini puliti” tanto cari all autore di questo blog?
    La sensazione è che si applichi al web le stesse logiche che si utilizzano per le curve negli stadi, con gli stessi, inutili e devastanti risultati.

  3. Michelangelo dice:

    Io invece ritengo che la maniera corretta sia l’applicazione della legge. Se non altro dimostrerebbe che è troppo articolata e complessa per fenomeni di questo tipo. Se una persona riceve diciamo 2k insulti da persone facilmente identificabili (un giudice può facilmente avere l’dentificazione da FB) semplicemente fa 2k denunce separate. Se io la incontro a Forlì (ci lavoro) e la insulto personalmente avrei delle conseguenze forse anche immediate per cui ci penso, ma se lo faccio qua oppure su FB non vedo come mai dovrei consentirmi di dire e fare cose che nella “vita reale” non farei per paura delle conseguenze (non sono ottimista, quella è la realtà per queste persone). Quindi sarebbe necessaria una legge chiara e semplice per accettare le conseguenze di quello che si scrive, mantenendo comunque la certezza della libera espressione. Non penso che queste situazioni possano essere risolte con compromessi e sicuramente meno ancora con discussioni o forum.

  4. Shylock dice:

    Sarà che non ho né grande titolo né gigantesche competenze, ma mi sfugge la differenza sostanziale tra il ‘Vai Laura, denunciali tutti’ di Mantellini e il ‘Prendete le generalità di quell’uomo’ di Berlusconi.

  5. Luigi dice:

    @ Shylock
    Probabilmente la stessa differenza che c’è tra il dare del buffone a qualcuno e il minacciarlo di morte…

  6. Shylock dice:

    @Luigi: credo sia pressoché impossibile, senza prima rimuovere il chip del ridicolo, considerare minacce di morte credibili, rispetto a una carica dello Stato dotata di scorta e quant’altro, degli sfoghi da tastiera un tanto al terabyte,
    Anzi, si potrebbe obiettare che a Berlusconi qualche treppiede o duomo in miniatura è arrivato, a Boldrini oltre le invettive niente, a quanto mi risulta.

  7. Andy61 dice:

    Purtroppo la Boldrini non perde occasione per mostrare tutta la sua inadeguatezza derivante probabilmente dal non aver mai ricoperto ruoli di reale resposabilità istituzionale.
    Personalmente credo che certe posizioni di garanzia debbano essere ricoperte da persone che abbiano una solida esperienza in ruoli di responsabilità e che siano in grado di scindere la propria persona dalla carica pubblica.

  8. L'odio in rete e il fantasma della censura dice:

    […] per dire di un post di Massimo Mantellini, blogger di Manteblog, direttore del Punto informatico, ritenuto uno tra i […]

  9. L'odio in rete e il fantasma della censura dice:

    […] per dire di un post di Massimo Mantellini, blogger di Manteblog, direttore del Punto informatico, considerato tra […]

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