Ieri mi domandavo – un po’ scherzandoci sopra – se Repubblica aveva chiesto il permesso per ripubblicare sul suo sito le foto della campionessa di scherma medaglia d’argento alle Olimpiadi di Rio:





Come accade sempre in questi casi temi diversi si sovrappongono: il fatto che le foto fossero pubbliche, la discussione sul detentore dei diritti o quello sulla proprietà intellettuale. Io alludevo invece ad un altro argomento rilevante: quello della deontologia professionale del giornalismo sul web.

Si tratta di un tema importante perché che una quantità elevata dei contenuti che i siti web editoriali pubblicano proviene, a vario titolo, da Internet. E si tratta di un tema rilevante perché implica la presa di coscienza di una nuova quota del proprio lavoro: quella di chiedere permesso o eventualmente offrire una retribuzione per ciò che si pubblica e che non è stato prodotto internamente o acquistato attraverso i canali usuali.

Nella grande maggioranza dei casi le buone maniere sarebbero più che sufficienti, solo che le buone maniere richiedono un lavoro che spesso il desk editoriale da noi non intende svolgere: si copia e basta. Eventualmente poi si cancella in un secondo tempo o si gestiscono le rimostranze nei rari casi in cui queste accadono.

Inutile dire che sempre più spesso le distanze fra buon giornalismo ed avventurieri col tesserino si misurerà su questo terreno.




Al riguardo è molto interessante osservare come si comporta BBC in casi del genere, tipicamente durante le emergenze. Oggi per esempio è scoppiato un vasto incendio a Greenwich, molti utenti che erano in zona hanno pubblicato foto e video su Twitter o Instagram. Ecco come si comporta BBC in casi del genere:

1) contatta l’autore (o gli autori come in questo caso) chiedendo di poter ripubblicare la foto o il video


Schermata 2016-08-08 alle 15.14.12


2) pubblica il contenuto citando sempre in maniera ampia l’autore


Schermata 2016-08-08 alle 14.43.32


3 commenti a “Media professionali e contenuti degli utenti”

  1. Giò dice:

    Non credo proprio che alla Fiamingo interessi… basta che se ne parli…. anzi meglio, così mi conoscono…
    Poi tutti questi social, nati e evoluti per sintesi del peccato più preferito:

    è la Vanità, bellezza, e tu non ci puoi fare niente….

  2. sav. dice:

    Poi Corriere e Repubblica brillano per mettere il loro logo dappertutto, senza chiedere nulla agli autori…

  3. Massimo Mantellini: La vista da qui. Appunti per un'Internet italiana. dice:

    […] La vista da qui è stato pubblicato nel 2014, mentre io sto scrivendo siamo nel 2016, è già si sono rivoluzionate un paio di regole. Ma una delle cose più evidenti che sono accadute online è che ora in rete, realisticamente, il titolo professionale non definisce la possibilità di dire la propria opinione, raccontare un avvenimento, influenzare altre persone. Tutti possiamo essere citizen journalist, tutti possiamo diventare una fonte, tutti possiamo creare qualcosa che è rilevante oggi e forse lo sarà in futuro. Forse anche meglio di molti “avventurieri col tesserino”. […]