Non vivendo sulla luna so perfettamente che l’eleganza uno non se la può dare e che talvolta – in questo Paese piuttosto spesso – è addirittura controproducente. Nonostante questo ho vissuto con discreto fastidio la campagna mediatica dell’ultimora che il PD ha organizzato a Roma contro Virginia Raggi.

La prima domanda che mi faccio è: ma siamo sicuri che l’aggressività becera e insistita paghi? Voglio dire, anche essendo disperati, quanti voti sarà possibile raccimolare organizzando un flusso di tag sul social media che ripetano mille volte che l’avversaria è una bugiarda? Qualcuno li ha contati? E nel caso ha magari contato anche quelli di chi osservando una simile sceneggiata si è schifato ed ha deciso di votare qualcun altro o di non votare? Mi piacerebbe vedere dei numeri.

La seconda domanda: perché omologarsi al trivialissimo marketing politico inventato da Beppe Grillo e dai suoi strateghi? Conviene? Secondo me no, per due ragioni. La prima è che Grillo ed i suoi lo fanno meglio, fanno più ridere (quel poco che…) sono più gaglioffamente aggressivi e senza ritegno. Insomma rotolarsi nel fango col maiale, come diceva il poeta, spesso non conviene per il semplice fatto che alla fine noi lo facciamo per spirito di sacrificio invece al maiale piace. La seconda ragione per cui non conviene è che si tratta di una specie di dichiarazione di inabilità culturale spedita al proprio elettorato. Purtroppo le scelte strategiche non sono senza conseguenze: per qualcuno che troverà divertente offendere la candidata avversaria a 24 ore dal voto ci sarà qualcun altro (tipo me) che vivrà un simile attacco come un’offesa alla propri residua intelligenza, già in passato molte volte provata da rottamazioni, lanciafiamme, gufi ecc. Di nuovo, non penso di essere il centro del mondo: dico solo che a me, elettore del PD, tutto questo armamentario dialettico non piace.

Terza domanda: perché coinvolgere i propri dirigenti? Ieri il “LA” allo storming su Raggi bugiarda è partito da un tweet di Debora Serracchiani, non esattamente uno dei tanti oscuri social media qualcosa del partito che gli addetti ai lavori hanno imparato a conoscere ma tutti gli altri no. E a differenza di quanto accade di solito devo dire che, per qualche ragione, ieri sera non è avvenuto il solito rimpallo del medesimo tweet fra senatori e deputati PD digital connessi: spesso impegnati a disegnare la strategia digitale del partito a colpi di messaggi tutti uguali.



Schermata 2016-06-19 alle 18.01.58



Quarta domanda: perché giocare sporco? Perché inviare un sms di spam (perché di questo si tratta) ai cittadini romani attraverso un alias (ricordo che esiste una norma Agcom per cui chi utilizza un alias per gli sms deve averlo iscritto ad un registro e telefonando al proprio operatore telefonico è possibile sapere chi sia la società dietro al nome fittizio) ribadendo l’hashtag #bugiarda riferito alla Raggi e linkando un video di 30 secondi da un profilo Youtube intestato a tal Rachele Piscopo (un profilo aperto ieri in giornata e verosimilmente falso)? Qual era il progetto: creare un’onda virale scatenata da non-si-sa-bene-chi, nella quale migliaia di cittadini si indignano per le bugie di Virginia Raggi? Ma sul serio?
Al di là del fallimento del progetto (il video è stato visto circa 6000 volte in 24 ore, pochissime dato lo spam che lo ha interessato) perché invadere così pesantemente la privacy dei propri possibili elettori? E soprattutto, perché non firmarlo?

Se noi siamo i buoni – come si dice sempre – la mia idea è che semplicemente non ci si dovrebbe comportare così.

31 commenti a “Se noi siamo i buoni”

  1. Emanuele dice:

    Quale sarebbe il senso di usare SMS anonimi che linkano ad un profilo falso che carica un video clone con titolo standardizzato quando poche ore prima la vicesegretario ha linkato un video ufficiale senza nessun anonimato?

  2. Paolo dice:

    e infatti, purtroppo: la prima domanda è opportunistica

    non la politica, non le idee, ma l’opportinismo

    non rimane più nulla, fattene una ragione. Ho votato due volte Prodi pensando di fare del bene e invece ho poi scoperto che era esattamente l’opposto: la creazione di un autoritarismo estero per correggere la povera democrazia locale.. un progetto assolutamente autoritario e antidemocratico.

    E’ finita. I miei voti non li rivedrete mai, mai, mai più, carissimi camerati. Diventerete ancora più cattivi, cercando di far leva sulla paura e sul terrorismo, serrerete le fila, farete spam selvaggio. E’ finita: sono voti persi per sempre, non solo, non sarà astensionismo: saranno voti CONTRO e comunque in modo non prestabilito e non per partito preso.

    Non è un dettaglio. Non me ne frega più nulla di tutti questi discorsi opportunistici. Fine

  3. Paolo dice:

    || Serrare le file, nelle marce militari, disporsi in maniera compatta; fig. agire, procedere solidalmente

    http://dizionari.repubblica.it/Italiano/F/fila.php

  4. diamonds dice:

    Ok, ripartiamo da Civati (e da Rodari:

    Il dittatore

    Un punto piccoletto,

    superbioso e iracondo

    “dopo di me – gridava –

    verrà la fine del mondo!”

    Le parole protestarono:

    “Ma che grilli hai pel capo?

    Si crede un Punto – e – basta,

    e non è che un Punto – e – a – capo”.

    Tutto solo a mezza pagina

    lo piantarono in asso,

    e il mondo continuò

    una riga più in basso.

  5. Mario dice:

    L’aggressivitá e le stronzate pagano (vedi Lega, M5S). Si stanno semplicemente adattando all’elettorato.

    Cosi funziona il sistema democratico, se i cittadini vogliono stronzate i partiti devono proporre stronzate.

  6. Paolo dice:

    La goccia che ha fatto traboccare il vaso è squisitamente europea e socialista: durante le sacrosante proteste francesi, nella totale omertà italica, per colpa di un giornalismo renzionario e militante, il caro Hollande sta rivedendo il diritto alla libera manifestazione.. Siamo tutti Charlie ed europei. Ed è quello che ci aspetta. Ogni regime è buono per definizione per i suoi scarrafoni. Nemmeno le destre cattive si erano spinte a tanto, ogni altro commento è superfluo.

  7. holly dice:

    quel video è stato realizzato da daniele cinà, che è approdato alla truppa renziana a rimorchio di gennaro migliore, per il quale gestiva il sito di corrente. rachele in arte cinà

  8. Isa dice:

    Non so fino a che punto sia il caso di augurarsi conteggi, visto che poi quando li fanno (l’argomento non è quello, ma è un discorso sul metodo) qui da noi li fanno così: http://www.bookblister.com/2016/06/17/le-parole-importanti-fanno-parecchio-comodo/

  9. alessandro dice:

    yawn…..

  10. alessandro dice:

    ZzZzZzzzzzz

  11. Pampurio dice:

    Paolo (ciao , ti capisco e non posso non essere d’accordo su quasi tutto quello che hai scritto) il tuo risentimento è un esempio pratico di quello che riesce a fare un partito che perde il contatto con chi lo ha sempre votato in cambio delle promesse di accesso (temporaneo e vincolato) al lato in vista del potere da parte di un’establishment opaco e conservatore che il potere lo tiene nelle stanze riservate anche se i voti non li ha perché se li procura a mazzi dove conviene e grazie a servi furbi.
    Ieri FI , oggi il PD, domani m5S.

  12. Pampurio dice:

    @Mante.
    Esatto, se si è i buoni non ci si deve comportare così.
    Se.

  13. gregor dice:

    @paolo

    M5s è peggio del PD, visto che almeno il PD ha regole democratiche al suo interno.

  14. Paolo dice:

    @Pampurio

    ma non m’interessa, perchè non sono legato al m5s come tu sei legato al PD, non mi piace l’idea di scuderia, o in questo caso degenerativamente squadrista.

    il rancore è la reazione all’opportunismo, ‘nessuno è incolpevole’ come diceva Strehler

    l’ideologia è nelle azioni di tutti i giorni, non nelle parole. Dalle azioni io deduco l’idea che hai in testa, quindi eleggi un brutto ceffo perchè ti rappresenta. tu dici: perchè c’è un nemico, perchè è un periodo brutto, siamo sotto attacco, perchè siamo ad un passo dal baratro

    ma chi ha creato questo sistema goccia dopo goccia?

    scuse, solo scuse. Riguardano solo la tua coscienza. Se ci fosse democrazia eleggeresti forse uno che ti rappresenta veramente: ma non ci può essere democrazia perchè per frustrazione vuoi solo vincere, facendo l’opportunista, anche se poi ti rendi conto di averla persa.. quella democrazia (tanto difesa contro Berlusconi) Per me è prostituzione, son tutti discorsi di comodo
    Cambieranno i nomi, ma la mia priorità è bloccare il voto al PD: per sempre. In modo sobrio e austero, come piace al PD. E così stanno facendo in tanti, in modo silenzioso, ma senza avere più un’appartenenza partitica, non c’è bisogno. Il voto non sarà prevedibile come un tempo, sarà anche divertente, come un materassino ad acqua, come una barca senza motore tra la Libia e l’Italia

    @gregor

    per far carriera nel PD, e farsi largo tra le clientele, ci sarebbero REGOLE DEMOCRATICHE?
    Pussa via.

    Una raffinatezza, come negli scacchi ti utilizzo un’argomentazione del post precedente: i candidati da votare democraticamente allo show di XFactor da chi sono scelti? E saprei anche che a XFactor si fa una selezione, e sono tanti tanti, poi diventano tre-quattro. E saprai anche che da casa non puoi interferire nelle decisioni di selezione… Questa NON è democrazia, è un programma televisivo.

    Inoltre il PD non ha condannato la lottizzazione, ha solo detto a Grillo peggio per te che non ti sei preso il tuo osso: secondo voi è un discorso civile? Qual’è l’idea di Bene Pubblico? Una gestione privatistica?

  15. Paolo dice:

    @Pampurio
    ti ho risposto, è in attesa

    il diritto alla libera manifestazione in un Paese come la Francia non può essere oggetto di discussione, non è discutibile. Le sinistre di fatto peggio delle destre, a noi interessa il cittadino non la tessera del tifoso (ma si possono anche fare più tessere? un elettore del PD non può non fare la tessera di CL)

  16. Mario dice:

    @paolo “Inoltre il PD non ha condannato la lottizzazione, ha solo detto a Grillo peggio per te che non ti sei preso il tuo osso: secondo voi è un discorso civile? Qual’è l’idea di Bene Pubblico? Una gestione privatistica?”

    A nessuno interessa un discorso civile. L’elettorato è un modello complesso, deve essere riassunto in un modello più semplice per essere compreso. Il primo ad avere trovato il modello giusto è stato il berlusca.

    Ha capito che il modello che più si avvicina all’elettorato è quello del cane. Gli elettori non sono diversi da un cane, capiscono 3 cose: il padrone, il bastone, la carota.

    Il berlusca lo ha capito, Grillo lo ha capito, Renzi lo ha capito, Salvini lo ha capito.

    I “discorsi civili” sono ciò che gli inglesi chiamano “circlejerks”

  17. Stefano dice:

    Mantellini dice:
    “perché omologarsi al trivialissimo marketing politico inventato da Beppe Grillo e dai suoi strateghi?”

    Mario esprime lo stesso concetto:
    “L’aggressivitá e le stronzate pagano (vedi Lega, M5S). Si stanno semplicemente adattando all’elettorato.”

    Insomma: se lo fanno i partiti diversi dal mio, ciò non fa che confermare la loro essenza, se lo fa il “mio” partito è perché, ahimè, a malincuore si omologano e si adattano ad uno stato di cose che, fosse stato per loro!
    Questi ragionamenti li possono fare solo le persone che hanno bisogno di sentirsi parte del partito dei “buoni” (“Se noi siamo i buoni” dice Mantellini, con ironia certo, ma la cosa è sintomatica) e da tale premessa consegue tutto il resto, il pensare che qualsiasi porcata partorita dal proprio partito sia un errore di calcolo, un errore dovuto a non adeguata conoscenza del tema, un errore di una parte del partito: ogni autoinganno è valido pur di mantenere l’intima convinzione di far parte del “partito dei buoni”.

    Ho 40 anni e anch’io ero affetto dalla stessa malattia, poi son guarito: ho smesso di votare il PD, e pragmaticamente tornerei a votarlo qualora smettesse di essere una massa di arroganti e supponenti che rischiano di fare più danni di Berlusconi.
    Voto m5s, che non è il mio partito e di cui ho ben presente tutti i difetti che gli vengono mossi, e per il quale non ho bisogno di cercare alcuna giustificazione ai loro errori per sentirmi meglio con me stesso.

    Stefano

  18. diamonds dice:

    Quoto Stefano, come andava di moda dire anni fa.

  19. Pampurio dice:

    Ti quoto per aver quotato Stefano.

  20. massimo mantellini dice:

    @stefano in realtà io non ho un senso di appartenenza così forte, nel caso specifico del post mi interessavano dinamiche di comunicazione politica (specie sul digitale) che non mi piacciono e che fino a un po’ di tempo fa al PD non appartenevano per nulla. Per il resto pure io voto da anni in modo molto pragmatico e certo, proprio per questo, non potrei mai e poi mai votare Grillo..

  21. alessandro dice:

    urca libero pensiero, dai mantellini a forza di pompare il PD e denigrare il M5S fai piu danni al PD di quel che credi
    (che e’ poi il motivo per cui la gente vota il M5S non perche’ siano tutti un branco di cattivoni populisti)

    l’e’ trop fazil amig

  22. Paolo dice:

    a me invece piacciono parecchio le dinamiche di comunicazione politica del PD, son fatte bene, e in TV funzionano perchè sono interpretate con professionalità e rendono bene. Uno story telling rassicurante (o terroristico, a seconda) ma sempre di un certo livello. Proprio per questo non potrei mai e poi mai votare PD. Credo che ormai la morale del PD sia andata a farsi benedire

    PS
    faccio solo notare un dettaglio aritmetico: se prima entrambe votavamo il centrosinistra, oggi dovrai, da pragmatico conoscitore della real politik, trovarti un voto di destra destra per sostituirmi, questo in caso di astensionismo ma io purtroppo vado a votare, contro, e per il tuo partito i voti da recuperare sono due

    Questo fino a quando non cambia l’etica pubblica nel rapporto coi massmedia

  23. Paolo dice:

    @Pampurio ti chiedo scusa perchè leggendo velocemente ho travisato il tuo messaggio (non son d’accordo su nulla) e son partito per un soliloquio

    in realtà non è tanto un’accusa ad un’altra persona ma solo la mia esperienza e quindi un’autocritica ricordando gli anni passati da elettore di Prodi, col senno di poi, visto poi il disastro della UE e dell’Euro

  24. Mario dice:

    @Paolo “visto poi il disastro della UE e dell’Euro”

    Eccolo, il furbastro.

    Tu sei come i produttori di latte. Prima si lamentavano che le regole europee era fatte per danneggiarli, il complotto contro i bravi italiani. Adesso che, anche grazie a loro, la protezione dell’europa é venuta a mancare, hanno uno o due anni prima di doversi impiccare al capannone.

    Perché i produttori italiani non erano i migliori, erano solo i piú coglioni.

    Facile scaricare i ritardi mentali del paese su di una entitá esterna.

  25. Mario dice:

    Ah? Vengono moderate le parole forti?

  26. Paolo dice:

    @Mario, furbastro chi?

    Ma forse non hai capito: non è che scarichi su un’entità esterna.. ma è stata voluta un’entità esterna (più precisamente Prodi ha sempre parlato di ‘vincolo esterno’) per correggere l’Italia, e questo è un metodo autoritario per definizione. Non la decisione collegiale, consapevole e democratica ma una società eterodiretta

    e poi poi per raddrizzare chi e cosa, e come?
    sei pronto a raddrizzarti?

    no io veramente, come nel caso francese, pensavo prima di tutto ai diritti umani e tutte le conquiste di civiltà che dovrebbero caratterizzarci, forse non te ne sei accorto ma in Grecia si calpesta una cosetta come la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo

    la priorità è sicuramente la persona nel suo complesso, il mercato è solo una parte

  27. Mario dice:

    Ahhhh meraviglioso, questo blog é proprio ben frequentato:

    @Paolo
    “ma è stata voluta un’entità esterna”

    Giá, indovina da chi? dagli elettori italiani, tra cui io.

    “per correggere l’Italia, e questo è un metodo autoritario per definizione. Non la decisione collegiale, consapevole e democratica ma una società eterodiretta”,

    No, non per correggere l’Italia. Per una evoluzione dell’Italia da “cina dell’occidente” a paese rispettabile. Con decisone democratica, dei cittadini italiani, tra cui io.

    “e poi poi per raddrizzare chi e cosa, e come?
    sei pronto a raddrizzarti?”

    Eccezionale, adoro questo concetto: le cose fatte all’italiana sono le migliori, non funzionano solo perché c’é un complotto degli stranieri invidiosi.

    “in Grecia si calpesta una cosetta come la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”

    Se ti interessa, i Greci vendono ancora titoli di stato, potresti comprarne un po’ ed aiutare il popolo Greco. Cosa che era da fare fin dall’inizio. Peró tra tutti quelli che si sono indignati per il popolo Greco non ne ho visti molti ad appoggiare l’idea di cacciare i soldi. Sei sempre in tempo comunque.

    “la priorità è sicuramente la persona nel suo complesso, il mercato è solo una parte”

    Ciccio, tu puoi fare quello che vuoi eccetto imporre la tua volontá ad altri. Quindi non vale “abbiamo votato che ci devi dare i soldi”.

  28. DinoSani dice:

    Caro Mante, fattene una ragione: NON siete i buoni.
    Forse nella tua ingenuità politica lo sarai TU, ma non di certo il partito che voti che da diversi anni è diventato il luogo migliore dove giocano i cattivi.
    Quanto al tweet e alla campagna denigratoria basta che leggi un solo giorno il quotidiano fondato da Antonio Gramsci per capire come si è ridotta la moralità, da quelle parti.
    Il risultato è che Grillo si prende le città, prima, e il governo, dopo.
    A meno di non risultare così incapaci da far provare nostalgia di Carminati e Buzza….ehehheheheh

  29. Paolo dice:

    @Mario

    scusa? tu avresti votato cosa e in che termini? Gli italiani non hanno votato nulla, al massimo potresti aver votato Prodi, ma non c’è una legge transitiva

    se hai votato Prodi, Prodi ha detto esplicitamente che il vincolo esterno è per correggere l’Italia, ovvero: ci vuole un poliziotto per farti fare i compiti, in modo autoritario, perchè: democraticamente e autonomamente non riesci a gestirti. E’ un altro modo per insultarti a tua insaputa.

    tanto per cominciare esiste una regola che vale nei Paesi più avanzati, e su cui non siamo abituati a ragionare: se la scelta fosse realmente irreversibile (o lacrime e sangue, e la comunicazione mi sembra caratterizzata da terrorismo) ci vorrebbe un larghissimo consenso, unanimità, come tutte le scelte di vitale importanza. Questo in un Paese rispettabile

    inoltre per accordi di tale portata non basta un fogliettino, devi avere una certificazione: i conti della Grecia “truccati” sono stati certificati da due enti certificatori, sono due società americane. Quindi la UE ha truccato le carte pur di far entrare la Grecia dove non poteva entrare: per adottare il marco ci vuole il salario tedesco, ci vuole un sistema tedesco. A dire il vero più di venti anni fa quando eravamo in regime Lira avevano fatto studi seri sull’adozione di una moneta forte, e quasi tutti gli esperti erano fortemente contrari

    altro paradosso: se sei per il libero mercato dovresti esserlo anche per il libero mercato dei cambi, giusto? La tua non è nemmeno una destra liberale, è una destra autoritaria. Lo stesso Prodi ha ammesso, dopo anni, che il vincolo monetario agisce sui salari, comprimendoli, redistributivo ma verso l’alto…

    e stop, mi fermo qui, tanto ci arriverete tra dieci anni, come sempre, come tutti i ritardi italiani

  30. Paolo dice:

    @mario
    ti ho risposto, è in attesa nei commenti. Aggiungo solo una cosa che mi sembra significativa in un Paese di cattolici non praticanti:

    Prodi è visto, soprattutto a sinistra, quasi come un santo

    la famosa politica di Prodi, “in due step”, tanto osannata a sinistra, ovvero: “prima i conti a posto e poi redistribuzione ai più deboli” è stata ufficialmente condannata dall’attuale Papa e che l’ha definita ‘criminale’ sottolineando l’assurdità di un tale metodo: i deboli hanno bisogno oggi, non domani
    (e mi ricorda anche un certo discorso di un certo keynes)

    per la desacralizzazione di Prodi ci vorranno parecchi anni, ahimè

  31. Paolo dice:

    chiedo al blogmaster se può sbloccare il commento perchè, anche alla luce di quel che sta avvenendo in Gran B, fornisce degli argomenti di discussione che ritengo fondamentali

    in particolare su questioni così importanti, come dentro/fuori UE, son contrario ai referendum con un quorum basso. Il referendum andava fatto prima, per l’ingresso, e con quorum alto, circa l’unanimità