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Un tabloid inglese nelle settimane scorse ha costretto Lilly Wachowski a dichiarare pubblicamente la propria identità sessuale.

Un ridicolo studio scientifico sulla presunta identità di Bansky è stato citato in prima pagina da molti giornali in tutto il mondo (in Italia la palma del peggiore se l’è guadagnata Repubblica)

Oggi l’inserto culturale del Corriere della Sera pubblica un lungo delirante articolo sull’identità della scrittrice Elena Ferrante (interessata e editore hanno smentito ma chisseneimporta ormai il giochetto è fatto).

È l’informazione dei fatti degli altri. Il trionfo degli assalti tipo Striscia la notizia a Salinger che fa la spesa al supermercato. La nuova pornografia informativa che non vuole più distinguere fra notizia ed invasione della privacy altrui perché sa bene che da simili bassezze guadagnerà una vasta effimera attenzione.

5 commenti a “Elena Ferrante e l’informazione dei fatti altrui”

  1. Gianni Lanzi dice:

    Giornalismo da pianerottolo che guarda dal buco della serratura. Ben si sposa con una TV “gossipàra” e chiacchierona. La cosa triste è vedere l’audience che questo tipo di iniziative suscita.

  2. stefano dice:

    @Mante
    ha dimenticato i PR di festini gay, dove venivano serviti Martini gay con l’immancabile oliva LGBT.

  3. Marco dice:

    Nelle arti visive a volte si considera l’opera in sé, l’opera e l’autore, l’opera e il contesto sociale. In letteratura probabilmente meno, ma non mi sembra solo morbosa questa curiosità.

  4. Marco dice:

    Ma la cosa più allucinante è tutta questa attenzione (persino il Booker Price…) di Elena Ferrante, una scrittrice (o scrittore?) da Harmony. Non mi meraviglia che abbia un successo enorme in USA… Mi è capitato tra le mani un suo libro durante una vacanza a casa di amici e dire penoso è dir poco, sia a livello della storia che della scrittura.

  5. efano dice:

    Si chiama Banksy, non Bansky