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I giornalisti del Daily Telegraph arrivando al lavoro stamattina si sono accorti di una strana scatoletta nera sotto le loro scrivanie. Hanno messo il nome del produttore (stampigliato sulla plastica dell’involucro) su Google e hanno scoperto che il loro datore di lavoro aveva messo dei sensori in grado di registrare i movimenti dei dipendenti e ottimizzare i costi di impresa. È successo un casino e dopo l’articolo uscito su Buzzfedd l’azienda si è ufficiosamente difesa inviando una mail ai dipendenti sostenendo che i sensori erano temporanei e servivano per rilevare la temperatura ambientale e ottimizzare il consumo energetico. Nessuna comunicazione ufficiale del Telegraph alle molte richieste di chiarimenti piovute dalla stampa.


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Questa sera il Telegraph ha mandato un secondo messaggio ai dipendenti dicendo che l’esperimento per salvare il pianeta dall’effetto serra è sospeso.

12 commenti a “Una ridicola storia di sorveglianza”

  1. simone dice:

    E qui mettono addirittura per CCNL lo work-spy-game.

  2. ste dice:

    Il video è Orwell puro:
    https://youtu.be/SN9C-LU-7g0

  3. ArgiaSbolenfi dice:

    E che diavolo è il work-,game-spy? Una di quelle stupide gamificaton?

  4. Narno dice:

    @simone
    Magari possiamo grattare la vernice di un articolo del FQ e scoprire che lo «work-spy-game» (e in italiano?), nella legge cui tu alludi, ha l’intento e il limite espliciti di monitorare come il dipendente usa gli strumenti messigli a disposizione dall’azienda. Quindi di proprietà dell’azienda, con lo scopo unico o preponderante – in tal caso con limiti fissati dal contratto che definisce i benefit – di fare un certo lavoro.
    Io non trovo scandaloso se il mio datore di lavoro mi sanziona perché io faccio lo straordinario dopo aver passato due ore tra la mia pagina Fb e il mio carrello su Amazon.
    Così, prima magari passavo pure per l’impiegato stakanovista, mentre i miei colleghi d’ufficio sapevano che giocavo a solitario fino alla pausa pranzo, ma per ovvie ragioni non lo dicevano al capo. Poi sono stato in malattia o in missione per un po’, e la giovane stagista che mi ha sostituito smaltiva la mia mole di lavoro in due terzi del tempo, chissà perché.
    Ah, fra l’altro dall’ufficio scrivevo sul mio profilo Fb parole di fuoco contro quel ladro di Marino che usava la carta di credito comunale per cene private. (La vicenda dei ladri di Sanremo non ci insegnerà mai abbastanza.)

  5. ArgiaSbolenfi dice:

    @simone: hai dei responsabili così inetti da non accorgersi che cazzeggi sul lavoro e fai straordinari inutili? Nella mia esperienza, lo sapevano tutti di quelli fatti così, senza bisogno di sensori, analisi dei log o delatori, dagli altri dipendenti ai durigenti. E questi o sono stati prima o poi allontanati o hanno continuato a cazzeggiare (per le solite questioni cluentelari – familiste italuche).

  6. david dice:

    Piace ricordare l’abolizione del divieto dei controlli a distanza contenuto nel Jobs Act.
    Un sorriso (di sinistra).

  7. diamonds dice:

    Ricorda tanto quel tipo sorpreso a rubare un motorino ai Parioli giustificatosi sostenendo di essere un reporter free lance che si documentava sulla sicurezza notturna nelle strade di Roma(arrestato)

  8. Shylock dice:

    Giornalista: persona pagata per raccontare quello che succede agli altri, ma che se ne accorge solo quando succede a lui.

  9. rico dice:

    Davvero grossolani. Ci sono spycam grandi come mezza matita, da inserire ovunque (gamba del tavolo, portapenne, tastiera).
    Questi del daily telegraph o sono stupidi o volevano farsi scoprire per vedere e registrare le reazioni.

  10. ArgiaSbolenfi dice:

    In circostanze specifiche, come per esempio monitorare l’utilizzo di ambienti come sale riunioni, aule, sale conferenze, dei quali è difficile prevedere il riempimento quei dispositivi potrebbero avere senso. Ma per monitorare scrivanie che sono normalmente occupate non si capisce proprio il perché. Manie di controllo, acquisto inutile frutto di incompetenza, notizia diffusa male. Non lo capisco.

  11. Atos dice:

    Si inizia con le esagerazioni , si saggiano le reazioni, si tara il tiro, si rifà con metodi più subdoli, e si continua nella stessa direzione.
    Il trend , da un pezzo, è il regresso dei diritti.

  12. Giò dice:

    Ma quale regresso dei diritti, a LAVORARE!!!