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Ieri arrivando a Termini, mentre scattavo questa foto del dinosauro massacrato dal negozio Nike, ho ricevuto un messaggio di Andrea Buoso giornalista dell’Ansa che stava arrivando anche lui a Roma per una assemblea all’Ansa (assemblea sugli esuberi da cui è poi scattato lo sciopero dei giornalisti dell’agenzia fino a lunedì prossimo). Poco prima in treno avevo letto e retwittato il comunicato sindacale dei giornalisti di Wired (Wired Italia cartaceo sostanzialmente chiude e mette in mobilità metà della redazione). Sempre ieri mattina, partendo in treno da Forlì, avevo notato il cartello di “cessata attività” dell’edicola della Stazione (una specie di simbolo in una città medio piccola, l’unica edicola che era quasi sempre aperta). Visto che dietro queste vicende, ci sono le vite delle persone che ci lavorano e delle loro famiglie, fare dotte dissertazioni sul futuro dell’informazione e sulle sue dinamiche digitali oggi non mi pare proprio il caso.

7 commenti a “Tutta una vita da giornalista”

  1. Pier Luigi Tolardo dice:

    Anche a Novara hanno chiuso l’edicola della Stazione, poi dopo circa 2 anni e’arrivata una famiglia, ha tenuto aperto qualche mese, quando aveva preso il giro perche’ non e’ facile alzarsi alle 5.00 e anche prima, ne so qualcosa, Grandi Stazioni ha chiesto agli esercenti di saldare i canoni arretrati che il gestore precedente non aveva pagato e a questo punto hanno chiuso anche loro e da un anno e’ cosi’…

  2. unAlberto dice:

    Che dopo Grandi Stazioni abbia arretrati in pancia relativi a precedenti gestori manco una lira…

  3. Shylock dice:

    Anche quando sono arrivati i mammiferi i dinosauri ne hanno risentito: all’inizio dicevano che quei mostriciattoli pelosi a sangue caldo non sarebbero durati, ma poi chi tra i lucertoloni non ha fatto downsizing ha dovuto chiudere bottega.

  4. Giò dice:

    E’ la stamp…. OOPS
    E’ il web, bellezza, e tu non ci puoi fare niente!… ;-)

  5. Ale dice:

    Ce sta a crisi

  6. Emanuele dice:

    Anche nelle stazioni della metro di Roma hanno chiuso più o meno tutte le edicole. E poi vedo edicole nelle piccole città che hanno in vetrina la metà delle riviste di una volta.

  7. Pier Luigi Tolardo dice:

    Nelle stazioni piu’ grandi la societa’ Grandi Stazioni ha indetto un’asta a cui potevano, in pratica, partecipare solo societa’ di un certo livello conomico, mentre i piccoli non avevano possibilita’ di vincere, cosi’ queste catenebora gestiscono le edicole delle stazioni dinRoma,Milano, Torino e i vecchi gestori, gli edicolanti indipendenti, al massimo hanno trovato lavoro come dipendenti di queste catene.