Il problema di Twitter è un problema senza soluzione. Dentro il sistema di riferimento che la compagnia si è data con la quotazione in Borsa, Twitter oggi non ha più molto a che fare con le aspettative dei suoi utenti. Le persone che fanno Twitter molto probabilmente non sono cambiate ma le loro scelte e le loro strategie lo sono eccome. Al riguardo una lettura illuminante è questo post sul blog della società dove si spiega l’ultima scelta tecnologica di Twitter, quella di imporre a tutti la partenza automatica dei video. È piuttosto evidente che si tratta di un post rivolto non agli utenti di Twitter ma agli inserzionisti ai quali Twitter, con giri di parole nemmeno troppo efficaci, dice: ecco cosa potrete fare da oggi con le zucche vuote di questi qua.


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A Twitter non sono stupidi, come non sono stupidi a Google quando si inventano complicatissimi sistemi in 7 mosse per loggarti o uscire da un account Gmail. È vero il contrario: dietro ogni interfaccia utente che a noi sembra stupida c’è una scelta intelligente. Solo che si tratta di una intelligenza che non riguarda noi.

Se davvero come si racconta nel post in questione l’autoplay fosse questa meraviglia che tutti gli utenti Twitter attendevano sarebbe possibile semplicemente disattivarlo con una spunta nei setting, ma così probabilmente non sarà esattamente come non possiamo rinunciare ad altre imperdibili e nuove funzioni come ad esempio “Mentri eri via”. Altra recente novità di Twitter che non posso eliminare ma che ogni volta che la chiudo (sono stati gentili hanno perfino messo la crocetta per chiuderla) mi chiede amichevolmente se mi è piaciuta (ogni volta) e anche se ogni volta gli dico NO, ogni volta Twitter me la ripropone e mi fa ricominciare il ridicolo giro di giostra a sancire una nostra crescente e vasta incomunicabilità. Twitter ha un nuovo fidanzato e quello purtroppo non siamo noi. Quando stavamo assieme Twitter mi avrebbe detto: “Mentre eri via non ti è piaciuto? NO. Non vuoi vederlo mai più finche campi? ESATTO. Ok cancellato.

Fino a poco tempo fa le scelte di interfaccia delle piattaforme sociali in rete erano dominate dalla “dittatura del default”. Twitter o Facebook cambiavano i settaggi di alcune opzioni e li rendevano automatici per chiunque (previa comunicazione in legalese che nessuno capiva). Una quota minima e attrezzata della clientela andava a frugare nelle opzioni per ristabilire un minimo delle proprie prerogative (in genere questioni di privacy) ma la grande maggioranza accettava tutto pedissequamente. Oggi la dittatura del default non è più sufficiente, il mercato richiede l’intera carcassa a propria disposizione e le nuove imperdibili funzioni sono quasi sempre “per tutti” e “non deselezionabili”. Prendere o lasciare, dice Twitter, con il suo fastidioso autoplay e con chissà cos’altro domani, e tutti noi siamo costretti a prendere, in nome del valore che la piattaforma comunque, fra mille intenzionali adulterazioni ed invasioni, continua ad offrirci. Resta da capire per quanto potranno andare avanti così, facendo finta di non sapere quanto siano stronzi e vendicativi certi ex fidanzati delusi.


10 commenti a “Gli ex fidanzati di Twitter”

  1. Giacomo dice:

    Ancora ci sono le API pubbliche, ancora possiamo scegliere un altro client, per adesso c’è solo più scelta.

  2. Shylock dice:

    Mavalà: oh sì, certo, sbufferete, sbatterete i piedini per un po’, magari ve ne andrete anche, ma tornerete dopo cinque minuti.
    Perché è gratis. Perché funziona. Perché ci sono tutti i vostri amichetti.
    “I know it’s crooked, but it’s the only game in town.”

  3. Guido Gonzato dice:

    Prendere o lasciare, appunto. Basta lasciare e vi garantisco che si vive benissimo lo stesso.

  4. Giò dice:

    Mai installato, come uotsapp. troppo invasivi.
    Anche su FB pochissimi mipiace cliccati. per me rimangono solo giochetti per bambini annoiati.
    Meglio i cari vecchi blog……

  5. luzmic dice:

    Ti è piaciuto questo post? Clicca per condividere su Twitter ;-)

  6. Mackley dice:

    Infatti come dice Giacomo, caro Mante, se non vuoi queste scelte nella interfaccia Web di twitter.com puoi sempre usare una app che si interfaccia via API… come TweetBot http://tapbots.com/tweetbot/mac/

  7. DG dice:

    Senza contare che, se non ti piace, puoi mandare una richiesta formale e farti restituire tutti i soldi che hai pagato per usarlo. Sono certo che accetteranno senza discutere.

  8. malmost dice:

    che poi, come sempre, allarmismo da anzianotto web-umarell. si può agevolmente disattivare: cnet.com/how-to/how-to-disable-video-autoplay-on-twitter/ ma vuoi mettere il gusto di lagnarsi.

  9. Visto nel Web – 188 | Ok, panico dice:

    […] Gli ex fidanzati di Twitter ::: manteblog […]

  10. spin dice:

    si, ma i blog oramai sono per pochi amici, intimi come forse agli inizi :)

    il che male non è…

    L’idea che mi sono fatta io è che il web si sia allargato moltissimo con i cellulari, per una utenza che mai si sarebbe presa un piccì nel 1998, gente che non ha voglia /tempo di scrivere un post, ma che preferisce i like e il commento al volo, e la fotina, magari con l’avanzo del cibo e il selfino…

    E per gente che lavora nell’amministrazione / direzione del personale delle società…