La faccenda del Corriere della Sera che pubblica un libro benefico prendendo vignette su Internet senza chiedere l’autorizzazione agli autori è davvero imbarazzante. Non ho idea di chi abbia preso simili decisioni autolesioniste, di sicuro persone con una cultura digitale modesta (oppure con una cultura digitale robustissima ma mandata in cavalleria per ragioni loro).

Chiunque del resto osservi, anche solo superficialmente, il sito web del principale quotidiano italiano, si accorge immediatamete delle molte stranezze che lo abitano, a partire magari da piccole ma rivelatici scelte di design (una su tutte quella odiosissima di mandare lo streaming audio video di default, ma anche il sistema di rating chiamato Passaparola, una cosa che forse andava bene su Virgilio negli anni 90, oppure il restyling recente del sito poi velocemente cancellato dopo le tonnellate di critiche ricevute). Tipici passi strategici dentro l’universo digitale decisi da qualcuno che con Internet ed i suoi linguaggi non sembra avere troppa dimestichezza.

Le peggiori pratiche del Corriere se ne fregano dei rapporti fra pari (che non a caso sono il cardine delle relazioni digitali), ignorano le consuetudini di rete (perché nelle teste di costoro Internet è una cosa differente da quella che è nelle nostre), sfidano la contrapposizione netta perché pensano non solo di essere nel giusto ma anche che il proprio bacino di riferimento sia più ampio e meno problematico di quello dei molti che oggi li attaccano.

Dispiace per i molti bravi giornalisti digitali del Corriere che incrociamo ogni giorno e che stimiamo ma errori come quello commesso oggi (ignorare la proprietà intellettuale dei contenuti in rete, un errore da matita blu) sembrano prima di tutto figli di un management (chiedo scusa per la brutta parola) che ha seri problemi col materiale che maneggia. È come se il messaggio implicito fosse che le sorti di un grande giornale come il Corriere vadano immaginate dentro i vecchi fasti della carta, mentre la versione digitale del prodotto possa essere lasciata ad una gestione poco meno che casuale. Che tanto, in fondo, ma chissenefrega di quelli là di Internet.



update: leggo ora che in un’intervista a Wired Ferruccio de Bortoli si è scusato ed ha detto che è colpa sua.

14 commenti a “Corriere.it e Internet, un rapporto difficile”

  1. .mau. dice:

    pensa che per me Passaparola è una cosa sensata (anche se non mi metterei mai a usarlo)…
    Poi, come ho scritto su Voices, secondo me la questione è molto più ampia, e in realtà non esiste un modo ufficialmente valido per gestirla: ma sicuramente la carta è cosa diversa dal digitale, e di questo al Corriere non hanno assolutamente tenuto conto.

  2. fabio piccigallo dice:

    L’ennesima figuraccia di un management (uno tra i tanti) evidentemente poco abituato ad avere a che fare col mondo digitale…

  3. userunfriendly dice:

    Scusarsi con un messaggino su twitter è un pò pochino.

    Soprattutto se nella scusa https://twitter.com/DeBortoliF/status/555767882357829632 si continua a appigliarsi alla scusa che l’errore è figlio della fretta, e non dell’ignoranza/arroganza.

  4. Larry dice:

    La cosa più surreale è la giustificazione che ha dato De Bortoli: non hanno richiesto il consenso perché questo avrebbe richiesto troppo tempo e non avrebbero chiuso la pubblicazione in tempo. E’ un po’ come svaligiare un negozio di notte e poi giustificarsi dicendo che il materiale rubato serviva la mattina presto, ma si è dispostissimi a pagarlo qualora il negoziante lo richiedesse.

  5. Corriere.it e il linguaggio di Internet - Enrico Giammarco dice:

    […] da indurre alle pubbliche scuse il direttore De Bortoli. Ha ragione Massimo Mantellini quando trova un filo comune con mille altri dettagli della gestione web e social di Corriere.it, ma io direi di […]

  6. Claudio dice:

    http://www.corriere.it/foto-gallery/scienze_e_tecnologie/15_gennaio_16/marte-ritrovata-beagle2-sonda-persa-11-anni-fa-pianeta-rosso-0adfd5bc-9d6e-11e4-b018-4c3d521e395a.shtml

    http://www.beagle2.com/resources/resources1.htm

    Il Corriere, come tantissimi del resto, dovrebbe scusarsi ogni 5 minuti.

    Oltre a tutti i filmati presi da Youtube..

  7. trentasei dice:

    Concordo pienamente.

    La risposta di De Bortoli “il corriere non guadagna” poi è paracula perchè non considera i ricavi aggiuntivi dovuti alla presenza del libro col corriere. Dona anche quelli? E la pubblicità derivata?

    Oltre al fatto che riduce tutto a una questione di soldi e uno, semplicemente, diritti o meno, sul Corriere potrebbe non volerci mai finire.

  8. valentinaa dice:

    Io non so quanto c’entri la cultura, o l’incultura, digitale. Ma so quanto c’entra la cultura imprenditoriale, come lo sa chiunque lavori con gli editori fin dal tempo dei telefoni a gettoni.

    ps Molti (moltissimi, sigh) anni fa scrissi una tesina che si chiamava “il mezzo è il messaggio a una certa velocità”, Internet era solo un pensiero e Virilio sfornava le prime perle (dromocrazia è roba sua). Nel 2015 non è credibile essere impreparati, se lo sei vuol dire che ti mancano le basi, e quindi sei inadeguato, o semplicemente che hai seguito un’altra formazione, non necessariamente anacronistica, semplicemente dominante, nel senso di autoritaria.

  9. Cosa direbbe un social media manager al Corriere della Sera | Framino dice:

    […] Corriere e internet, un rapporto difficile – Massimo Mantellini […]

  10. Visto nel Web – 166 | Ok, panico dice:

    […] e Internet, un rapporto difficile ma non sono scuse ::: manteblog ::: Come Non […]

  11. Stefano dice:

    Tratto da “La vista da qui” di Massimo Mantellini:
    “…Alludo invece alla nostra essenza di animali sociali, all’idea di un sistema di valori nel quale prima viene la diffusione della conoscenza, poi la tutela degli aventi diritto. Prima l’archivio incidentale, poi la retribuzione degli artisti e degli editori.”
    Per Il Corriere non vale lo stesso ragionamento ?

  12. massimo mantellini dice:

    @Stefano ovviamente sì, a patto che il Corriere sia un animale sociale (cosa di cui dubito)

  13. Appunti per un Corriere NON Sciacallo dice:

    […] del libro, se vi fos­sero sfug­giti, val­gono asso­lu­ta­mente il tempo di let­tura le con­si­de­ra­zioni di Mas­simo Man­tel­lini e le impres­sioni di Luca Sofri sulla […]

  14. Siamo tutti fatti di carne e bit - Culture digitali - Blog - L’Espresso dice:

    […] ha giustamente scritto "Non ho idea di chi abbia preso simili decisioni autolesioniste, di sicuro persone con una cultura […]