Gianluca Diegoli, uno dei più bravi, sui dieci anni del suo blog:

Ora, scrivere e leggere non e’ piu’ il mezzo di espressione dominante, da quanto l’online e’ stato colonizzato dalla gente normale, da quando il mio vicino di casa ha Facebook e vive di Youtube. La gente guarda le figure, fisse o in movimento, su questo non ho dubbi (e pure io, sia chiaro). E ne sono pure contento, di questa de-elite-izzazione della rete, anche se ha eliminato la mia indifendibile e wishful-thinking speranza che l’online avrebbe reso anche la gente un po’ piu’ intelligente, in media. Ma vabbe’, non era davvero possibile. Ha solo divaricato le opportunita’: chi era gia’ curioso puo’ esercitare a un livello stratosfericamente superiore, chi guardava i programmi del pomeriggio, li puo’ avere ventiquattro ore su ventiquattro.
Dopo dieci anni, mi ritrovo a essere sopravvissuto: dove cazzo siete finiti tutti, verrebbe da dire: qualcuno ha fatto dell’online talmente una professione da non avere piu’ nessuna voglia di scrivere in prima persona, come un pasticcere che odia i dolci, qualcuno ha visto i suoi lettori meno assidui e si e’ scoraggiato o scocciato di scrivere per quattro gatti (oh, non che questo blog superi i 20.000 unici mensili), qualcuno e’ diventato famoso e deve sottrarsi alla celebrita’ il piu’ possibile, un altro ha clienti permalosi che non gli permettono piu’ di scrivere, in pratica e cosi’ vai di social, che hanno il vantaggio di limitare i pensieri per pochi e fidati (a parte quella cosa degli occhi).
Ha senso aprire un blog ora? Davvero, non lo so.


16 commenti a “Dove cazzo siete finiti tutti”

  1. Che fine avete fatto? | Bicycle Mind dice:

    […] (Via | Mantellini) […]

  2. LastKnight dice:

    Siamo semplicemente sopravvissuti.
    :)

  3. Daniele Minotti dice:

    *Clienti permalosi che non gli permettono piu’ di scrivere* che, dunque, sono *padroni*, sin da quando si facevano blog e markette.
    Non e’ cambiato nulla, se non il mezzo.

  4. nicola dice:

    Più il rumore di fondo si sposta altrove, più i blog diventano un luogo piacevole. :-)

  5. Andrea dice:

    Si che vale la pena, per se stessi, come un diario d’appunti digitale.
    Certo dopo 10 anni cala l’estro e la voglia. Però vuoi mettere rispetto a “140 caratteri e 2 faccine”?

  6. mORA dice:

    Sono dieci anni che mette gli apostrofi al posto degli accenti o lo ha fatto apposta per l’occasione che fa tanto telnet, un po’ come ai tempi di MC-link come sinonimo di BBS?!

  7. Kiko dice:

    La gente non diventa intelligente con l’uso del Web. Il Web esprime il riflesso assolutamente trasparente del reale valore di una persona. Dobbiamo accettare il verdetto: l’Italia è un Paese che sta morendo nei suoi valori, nei suoi ideali, quindi – disgraziatamente – nelle sue persone.

    Dannatamente semplice, dannatamente vero.

  8. PippoFerrante dice:

    Forse un giorno dei blog diranno: … che vanta innumerevoli tentativi di imitazioni.
    Ma tiene ben sveglia la mente!

  9. Alcune cose che avremmo dovuto imparare usando il digitale » Giuseppe Granieri dice:

    […] Il post di Gianluca è qui e si intitola: Un blog di 10 anni. Ma se é vero quello che sto per scrivere nel paragrafo successivo, puoi leggere la sintesi di Massimo che coglie i punti sostanziali. […]

  10. Alberto dice:

    Un altro post sui “bei vecchi tempi andati”?

  11. stefano quintarelli dice:

    “…Ed anche di come l’evoluzione dei device porterà a contenuti molto brevi, più simili a pillole, e contenuti più lunghi, più simili a saggi; e di come ci sarà una polarizzazione maggiore delle persone informate molto superficialmente e persone informate in modo più approfondito….”

    poche le seconde, moltissime le prime..
    http://blog.quintarelli.it/blog/2013/10/le-on.html

  12. diamonds dice:

    A me basterebbe sapere dove sono finiti Vittorio e Frank dopo le europee

  13. Narno Pinotti dice:

    @mORA
    Bastava leggere l’intero post (c’è il link) e si aveva la spiegazione degli apostrofi

  14. Luciano g dice:

    Ecco, io dopo 12 anni di blog mi ci ritrovo molto nel pasticcere che odia i dolci..

  15. prof. Maurizio Candurro dice:

    Da la ggente normali a la casalinga di Voghera e l’élite intelligens. Se l’informazione su internet segue il video, come intelligentemente scritto in un post, se segue cioè il modello televisivo .. a dominare è sempre la stessa élite del cazzo di uno dei più bravi e intelligenti (e famosi) .. La speranza di esser meno fascisti. (Vana)

  16. mattia dice:

    I lettori sull’Internet sono più o meno quelli, e sappiamo tutti che sono finiti in quei cazzo di social; e il blogger bravo che “scoraggiato o scocciato di scrivere per quattro gatti” lascia la baracca e rincorre le pecorelle su quelle piattaforme non ci fa una gran bella figura, secondo me.