Nella prima repubblica digitale i quotidiani italiani pescavano ampiamente nella rassegna stampa mondiale, traducevano abusivamente gli articoli migliori e li pubblicavano il giorno successivo all’uscita sul New York Times come se fossero loro senza che nessuno o quasi se ne accorgesse.

Nella seconda repubblica digitale i quotidiani italiani pescavano un po’ meno ampiamente nella rassegna stampa mondiale gli articoli migliori e li pubblicavano il giorno successivo come se fossero loro esponendosi alle critiche e agli sberleffi di un minuscolo gruppo di blogger e appassionati su Internet che erano gli unici che se ne accorgevano.

Nella terza repubblica digitale i quotidiani italiani pescano ancora meno ampiamente nella rassegna stampa mondiale gli articoli migliori e li pubblicano il giorno successivo esponendosi alle critiche di un numero sempre maggiore di persone alcune delle quali contatterano su Twitter l’autore dell’articolo copiato che sputtanerà l’autore della traduzione semiabusiva in twittervisione.

12 commenti a “Copiare ai tempi della twittervisione”

  1. Boris Limpopo dice:

    Purtroppo ilpost e Linkiesta sono ai primissimi posti, senza nemmeno un hat tip

  2. alf dice:

    Rampini è già stato beccato altre volte a fare riassuntini da columnist che il pane se lo guadagnano per davvero. Non credo che abbia perso status di “grande firma del giornalismo italiano” né che i suoi emolumenti abbiano ricevuto contraccolpi.

  3. alf dice:

    @boris limpopo

    Se non vedi le differenze…

  4. jacques dice:

    @Boris gli articoli di Slate.com tradotti sul Post (il primo esempio che mi viene in mente) sono firmati e autorizzati.

  5. paolo tucilio dice:

    ironically enough a scriverlo è un collaboratore de il post

  6. paolo tucilio dice:

    @jacques e i centoni da wikipedia lo sono?

  7. unserunfriendly dice:

    @paolo Rampini dove lo vedi tra i collaboratori ?
    http://www.ilpost.it/chi-siamo/

    E poi di tutto il letame che c’è nei giornali il post mi sembra molte spanne sopra, come qualità e trasparenza.

    Stupirsi perchè prendono alcuni articoli pescano da wikipedia mi sembra proprio voler fare le verginelle.

  8. Carolus dice:

    Non è proprio una copiatura. È più un “abstract”. ;)

  9. diamonds dice:

    Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa sul punto Vittorio, lui che ancora, contrariamente al giornale per cui scrive, ancora non ha perso la street-credibility(cfr wikipedia sui Cypress Hill)

  10. ArgiaSbolenfi dice:

    Non potrebbe essere che tra le testate ci sono degli accordi per la riproduzione degli articoli, dei quali l’autore originale non è al corrente?

  11. Visto nel Web – 139 | Ok, panico dice:

    […] Copiare ai tempi della twittervisione ::: manteblog […]

  12. Economia dice:

    ah ah ah ah ah ah
    Lo sai cosa? Basterebbe mettere un piccolo link “source” , il giornalista straniero che si è fatto il mazzo per scriverlo non si arrabbierebbe ed il gioco sarebbe fatto, niente più sputtanamenti, ma no, questa cosa non è prevista dai giornalai italiani

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