Oggi ho scritto una cosa lunga su Fanpage sul Beppe Grillo mansueto del dopo elezioni. In poche parole non ci credo.

Il Grillo che si cura la gastrite in video sul suo blog non è diverso dal Grillo che urla di essere “oltre Hitler” da un palco davanti alla folla plaudente, ne è il completamento ovvio, nell’irrisolta questione di accertare, prima di tutto con se stessi, se si è carne o se si è pesce. Grillo pensa, forse a ragione, che scegliere non sia necessario e non gli sia utile: noi da parte nostra potremo forse commuoverci per le lacrime di dolore dell’attore sul palco ma solo per cinque minuti, solo fino a quando la chiusura delle quinte manderà tutti gli spettatori a casa.


9 commenti a “Un Beppe Grillo buono”

  1. Pier Luigi Tolardo dice:

    Io,a questo punto, vorrei sapere solo quanto gli da’ il Malox per tutta questa pubblicità’ che non è’ solo il link sul blog.

  2. frank dice:

    A questo punto nemmeno io credo al Mantellini che predica l’etica di rete e sostiene un partito che in un continuo bombardamento mediatico detta i contenuti informativi sulla rete televisiva che dovrebbe esser pubblica. Un modo di fare autoritario mostrando buon viso. Un gioco truccato. La corruzione degli intellettuali italiani comincia lì, e non è legata a Grillo. Così come le fondazioni e i finanziamenti di Renzi

    La seconda repubblica finirà quando finiranno i lobbisti, Berlusconi, De Benedetti. Forse durerà più della prima, e non sono funzionari democristiani ma lobby.

    Sistema senese.

  3. frank dice:

    l’etica di rete del Mante è lo stretto controllo televisivo …

    questa politica puzza di autoritarismo

    tanti cari saluti

  4. Claudio dice:

    Scusa Mantellini tu l’hai letto il Job Acts?

    Ecco cosa prevede il decreto proposto dallo stesso Renzi e dal ministro del lavoro Giuliano Poletti:

    Viene alzata da 12 a 36 mesi la durata dei contratti a tempo determinato senza causale, cioè quelli per cui non è obbligatorio specificare il motivo dell’assunzione. La forza lavoro assunta con questo tipo di contratto non potrà essere più del 20 per cento del totale degli assunti.

    I contratti a tempo determinato si potranno rinnovare fino a un massimo di otto volte in tre anni, sempre che ci siano ragioni oggettive e si faccia riferimento alla stessa attività lavorativa.

    Salta l’obbligo di pausa tra un contratto e l’altro.

    I contratti di apprendistato avranno meno vincoli. Per esempio per assumere nuovi apprendisti non sarà obbligatorio confermare i precedenti apprendisti alla fine del percorso formativo. La busta paga base degli apprendisti sarà pari al 35 per cento della retribuzione del livello contrattuale di inquadramento.

    È prevista inoltre l’abolizione del Durc (Documento unico di regolarità contributiva), il documento sugli obblighi legislativi e contrattuali delle aziende nei confronti di Inps, Inail e Cassa edile. Sarà sostituito da un modulo da compilare su internet.

    Il decreto è stato duramente criticato da alcuni sindacati. Soprattutto dalla Cgil e in parte anche dalla Fiom.

    Il 12 marzo il consiglio dei ministri ha approvato anche un disegno di legge delega al governo che affronta gli altri temi contenuti nel Jobs act: dagli ammortizzatori sociali ai servizi per il lavoro, dall’introduzione di un sussidio di disoccupazione al salario minimo, dalla riduzione delle forme contrattuali alla tutela per le donne in maternità.

    Queste misure avranno tempi di approvazione più lunghi. Il disegno di legge dovrà essere convertito in legge delega dal parlamento e il governo dovrà dare attuazione alla norma in un tempo stabilito dalla legge stessa.

    http://www.internazionale.it/news/italia/2014/03/18/cosa-prevede-il-jobs-act-di-renzi/

    Schiavi moderni.

    Poi oh uno è libero di votare quello che vuole, di pensare quello che vuole, anzi se vota è ancora più libero di dire la propria.

    Il PD, tutto, a mio avviso, ha commesso degli errori gravissimi e continua a commeterne.

  5. renzo dice:

    La schiavitu’ edulcorata come motore della crescita…

  6. mORA dice:

    Io non credo a Grillo buono, perché non credo a Grillo cattivo.

    Grillo recita, lo fa da una vita.
    Se gli autori gli scrivono baci a tutti, lui dice baci a tutti; se gli scrivono Hitler, lui dice Hitler.

    Il problema è sempre il perché qualcuno lo usa come frontman, e con quali fini reali, visto che evidentemente i fini dichiarati sono fasulli.

    * * *

    @Claudio

    Quasi vero.
    Ti faccio un esempio: i precari nella PA a volte hanno anzianità che superano i quindici anni. Però per non far risultare che esistono precari inchiodati allo stesso posto da anche vent’anni, c’era il trucco dell’interruzione tra un contratto mensile/trimestrale.

    Peccato che in questo modo, sommando le interruzioni, e dovendoli pagare per motivi diversi per giustificare la discontinuità (capisci da te che non ha senso pagare per quindi anni una persona per fare una cosa – e la fa davvero, eh – e sostenere che non la assumi perché non ti serve) non maturino mai titoli ed anzianità per partecipare ai concorsi.

    Ecco, abolire l’interruzione, ed eliminare la causale sono due controparti dalla stessa soluzione.

    Chiedi a chi subisce queste vessazioni da anni, e vedrai che apprezza.
    Quanto ai sindacati, i precari non sono lavoratori, ai sindacati non gliene frega un cazzo di loro; salvo portarli come bandiera quando serve.

    Tutto quanto sopra nella mia personale esperienza.

  7. cla van dice:

    @Claudio comunque su una cosa hai torto: il PD non commette errori… fa quello per cui è pagato… questi qui non sono sprovveduti… gli sprovveduti sono quel 40% di boccaloni che l’hanno votato non comprendendo che i loro figli avranno uno stipendio pari al 35% del loro…. vergognatevi e basta… (e chiedo quasi scusa per i toni ma a leggere ste cose mi viene la gastrite acuta…) e si commenta l’Hitler o la pubblicità del Malox…

  8. Dino Sani dice:

    Insomma a leggere te Mante, e i tuoi colleghi di tutta la stampa, il problema dell’Italia era Beppe Grillo, e ora lo abbiamo risolto. E’ tanto falsa questa lettura del nostro paese da suscitare nausea. Ma non ti vergogni neanche un po’? E’ abbastanza chiaro che l’elettorato italiano è un po’ allo sbando, e un anno vota Grillo per mandare a casa i politici della casta, e l’anno dopo si impaurisce dello stesso Grillo che tutti i media dipingono come probabile vincitore (avete notato che solo in Italia i sondaggisti hanno sbagliato cosi tanto? come mai? forse perché sono legati ai partiti e vengono usati per le campagne?). Poi Grillo e i suoi hanno sbagliato tanto, mediaticamente e strategicamente in questi mesi, ma ci sta, non sono mica dei vecchi marpioni della politica o guidati da geni del marketing (ricordate i discorsi di Rutelli prima e dopo il guru americano?). Sono persone normali, in situazione eccezionale, e fanno un sacco di cazzate, soprattutto con le parole (con i voti no, andatevi a guardare cosa e chi vota in parlamento, per favore). Renzi ha goduto di un consenso (tra l’altro in numeri reali inferiore anche a Veltroni) che sembra voler dire: vediamo che puo’ fare. Ma è una fiducia a termine, se pensa che questi voti sono assicurati a prescindere commette lo stesso errore di Grillo. Oggi si vota per onde emozionali, almeno quei 4/5 milioni che si spostano e determinano i risultati elettorali. Mi piacerebbe capire da Mante da dove gli viene questa fiducia in questi personaggi che hanno contribuito non poco al disastro italiano. Ti è bastato un caffè con il sindaco? Era meglio se ti facevi dare 80 euro…

  9. Pier Luigi Tolardo dice:

    Quindi il bombardamenti mediaticomdinFrank sul Blog di Mante potenbbe essere finito? Che peccato…