Confesso che guardo da tempo con un misto di fiducia e pessimismo questi primi mesi del tentativo Renzi. Molto cose mi piacciono molte altre mi infastidiscono. E mi fa bene leggere punti di vista non preconfezionati al riguardo da parte di persone che stimo. Così oggi, per casualità vi segnalo due articoli anti-Renzi che mi hanno colpito. Il primo lo ha scritto Malvino, splendidamente cattivo as usual:

Così, ci tocca sentirci dire che i padri costituenti erano barbosi scassacazzi che l’hanno messa giù un po’ troppo pesante solo perché traumatizzati dal fascismo, poverini, mentre il nuovo mago delle televendite ha fegato, e polso, e coglioni, si vede dalla grinta che mette nell’urlare: «E qui, siore e siori, mi voglio rovinare: aggiungo alla riforma costituzionale il taglio di un miliardo alla politica». Sputacchia un poco su quelli in prima fila perché ha una lieve micrognazia, ma mica è detto che l’Uomo della Provvidenza debba per forza essere un mascelluto, basta sappia galvanizzare i fessi e strizzare l’occhio ai furbi.



Il secondo lo ha scritto Christian Raimo su Il Post che devo ringraziare per la citazione non banale di Nick Kamen:

Questi dubbi non sfiorano i sostenitori di Renzi e del suo piglio decisionista. Ieri la cloud socialnetworkara di chi si interessa di politica è stata elettrizzata dal sedicente scoop di Claudio Cerasa, che dal suo blog sul Foglio, aveva scovato un disegno di legge del 1985 in cui Rodotà (Rodotà-tà-tà, come lo chiama con gran simpatia Cerasa), insieme ad altri proponeva il monocameralismo. A parte il modo non so quanto corretto di riprendere idee di trent’anni fa (in un mondo in cui esisteva il Pci, la Democrazia Cristiana, il brigatismo rosso, ?ernenko e Nick Kamen) e inchiodarci le persone (io per dire, nel 1985, ero perché in Italia governassero gli sceriffi e volevo essere uno di loro), sarebbe stato utile leggersi in maniera attenta quel disegno di legge.



Leggeteli, che vi piaccia Renzi oppure no.

25 commenti a “Il tentativo Renzi (visto da sotto)”

  1. Matteomenin dice:

    Povero Matteo, lasciatelo lavorare.

  2. frank dice:

    Un time out è d’obbligo prima della seconda modifica del titolo V in cosí pochi anni

    A cominciare da quel pesce d’aprile del 2001, ovvero la riforma costituzionale del TitoloV operata da Prodi, D’Alema, Amato, ovvero un dichiarato voto di scambio con la Lega. Quel voto di scambio che ora con Renzi, non contenti, vogliono rimaneggiare

    “Renzi non ha colpe” quindi un paravento dato che sta portando avanti un vecchissimo programma, senza scontentar la larga intesa pe il potere, fregandosene allegramente delle prioritá e delle colpe

    “Un governo si giudica dopo 100 giorni” E stiamo aspettando sulla riva da un ventennio. Ci permetterete dopo un ventennio di giudicare un altro governo della ditta dei soliti ignoti

  3. frank dice:

    Un altro dato inquietante è come viene utilizzato l’enorme potenziale iniziale di governi eccezionali e con numeri da dittatura: con Monti c’era un blocco unico di oltre il 90%, con Renzi una maggioranza trasversale e variabile data da un partiti opportunamente modulari, strapotere oggi mitigato solo dal movimento promosso da Grillo e qualche voce dissidente nel PD.

    Dunque: Come viene utilizzato l’enorme potenziale iniziale, quali politiche vengono scelte in prima battuta circa i primi 100 giorni, e chi viene colpito. (Un potenziale destinato a perdere peso col passare del tempo) E quali politiche vengono scrupolosamente tenute a bada e a fine legislatura, come le politiche che riguardano la regolamentazioni delle lobby e del conflitto d’interessi, televisione e controllo, mentre cominciano a smontare il palco e si stanno spegnendo le luci

    Con Monti e ora con Renzi si sta ripetendo lo stesso giochino: Renzi per la propaganda sfrutta i provvedimenti finanziari di Letta (orgogliosi di Monti e delle riforme piú austere dEuropa), firmando accordi internazionali con l’allegria di un vincitore di Bingo, ma come primo vero provvedimento il PD rende ancor piú flessibile il lavoro precario. E questa volta non è Berlusconi: è proprio il PD

    L’altro dato impressionante è la totale assenza di iniziative di piazza e che hanno in parte caratterizzato la propaganda di centrosinistra sotto il berlusconismo, sotto e di fianco

  4. Userunfriendly dice:

    Iniziative di piazza scarse e dal risultato nullo, se ricordo bene.
    Parecchi appelli via internet, e poi tutti su facebook

  5. ale dice:

    esatto e come qualcuno prova a fare iniziative di piazza tutti a lamentarsi e a regalare dei fascisti, sempre da dietro facebook, e parlare di mancanza di democrazia

    lo schifo peggiore, da 20 anni

  6. Carolus dice:

    Cernenko nell’85 c’è arrivato pelo pelo.

  7. diamonds dice:

    se ci fosse stata la possibilità,anche facendo la metà delle cose che questa va in giro dicendo di saper fare, i predecessori l’avrebbero fatta invece che finire scaricati ingloriosamente nel bagno turco della storia. Comunque, lasciamolo fare( vediamo dove arriva)

  8. Stefano Nicoletti dice:

    Come ho scritto altrove, articoli come questi necessitano di un apposito slogan, payoff, claim:
    ECCO IL DECLINO, SEGUIRA’ DIBATTITO!
    (mi scuso del maiuscolo, ma si addice a uno slogan).

  9. Pier Luigi Tolardo dice:

    E’ vero Rodotà propugnava il monocameralismo puro e semplice,lo ricordavo perfino io che non ero un costituzionalista. E allora? Meglio una Camera sola che 2 Camere di cui 1 finta: una Camera non più eletta ma composta da Sindaci di capoluoghi che già fanno una fatica bestia a fare bene i sindaci e spesso non ci riescono e 21 senatori nominati dal Capo dello Stato che è a sua volta eletto anche dal Senato…
    E la Camera che darebbe la fiducia eletta con un sistema elettorale che con il 37% dà la maggioranza ad un partito solo quando perfino la legge truffa richiedeva il 50 più uno, con uno sbarramento all’8% per i piccoli partiti quando già il 5% è altissimo, soprattutto con i soliti nominati che possono candidarsi dovunque…La democrazia ne esce troppo malconcia, meglio i Parrucconi dell’amico pelato di Renzi…Poi certo gli 80 euro vanno benissimo, il tetto per i manager pubblici idem, ma il governo non dovrebbe fare, da solo e senza accettare critiche le riforme costituzionali, neanche se alle Riforme c’è la donna dei tuoi sogni, che poi chissà chi si sposa, certamente uno molto ricco…

  10. Pier Luigi Tolardo dice:

    E poi vorrei dire che siamo capaci tutti a prendere a calci i sindacati con la disoccupazione al 13%, un milione di cassintegrati, gli stipendi bloccati da 3 anni nel pubblico e privato, anzi è un po’ da vigliacchi…

  11. gregor dice:

    Ho letto tutti e due gli articoli, entrambi gli autori sono arrivati fuori tempo massimo, è finito il tempo di Berlusconi e il Berlusconismo. Renzi. Ora c’è un premier che vuole cambiare le cose, in meglio, con idee molto interessanti che prendono pspunto da modelli europei… Perciò il primo analfabeta è Malvino.

    Secondo, La riforma di Renzi è apprezzata da professori e altri costituzionalisti e non è che quelli sono faziosi e i vari Rodotà sono unti dal signore, solo che i commentatori portano concetti pre-confezionati appunto dai vari Rodotà che li squalificano in partenza. Senza contare che che interpretare la costituzione a proprio piacimento, è un tradimento della carta.

  12. dnano dice:

    Non temo tanto lui quanto quelli che seguiranno e potranno usare la strada preparata adesso.
    La differenza tra quelli di ora e quelli del ’48 era proprio lo spessore culturale, morale e personale oltre all’essere sopravvissuti al nazifascismo.

  13. Carlo M dice:

    per la verità l’articolo di malvino è proprio penoso (as usual).

  14. Andrea S. dice:

    la critica di Raimo è interessante e ben strutturata. Indubbiamente i critici di Renzi possono partire da molte scelte che sembrano andare in direzioni diverse e peggiori della situazione attuale.
    Quando però nel merito Raimo racconta la sua personale vicenda elettorale, in cui sottolinea la sensazione di aver solo subito delle scelte, dimentica che questa condizione, certo non piacevole, deriva dall’applicazione esatta di quei poteri e organi costituzionali che oggi si vorrebbe cambiare. La Repubblica è parlamentare: dunque il popolo elegge un Parlamento, che poi nomina il governo. Gli ultimi due Presidenti del Consiglio non sono stati eletti: nemmeno quelli dal 1948 al 1993, se per questo.
    Senza correttivi, il parlamentarismo puro ha questo effetto. Produce una prevalenza delle Camere sul Governo, la cui sorte è perennemente in bilico, decisa spesso da un pugno di deputati più o meno interessati al bene comune.
    Un riequilibrio è necessario: questo lo sanno bene anche i costituzionalisti e i politologi più esperti.
    Ci sono molti modi per farlo, questo riequilibrio, e occorre parlarne. Ma bisogna farlo: se tutti avessimo avuto l’onestà intellettuale di partire da questa considerazione, oggi forse ci sarebbe meno bisogno di forzare la mano e di maltrattare illustri costituzionalisti.
    Io ricordo solo una cosa. Nel 2006, avevo 17 anni, e la Prof di Storia del mio Liceo decise di farci alcune lezioni di Educazione Civica (sono stato tra i pochi fortunati in Italia, devo dire). Prima lezione: il sistema di governo italiano. Prima frase della mia prof: l’Italia è una Repubblica Parlamentare. Il Parlamento è composto da due camere, con identici poteri. Questa condizione si definisce bicameralismo perfetto, anche se di perfetto non ha nulla, perché non funziona.
    Non era renziana quella Prof perché Renzi non era ancora nessuno. Ma la stessa cosa me l’hanno ripetuta in Università la prof di Diritto Pubblico e il prof di Scienza Politica.
    Forse il problema era già lì.

  15. frank dice:

    @diamonds
    il ‘laissez faire’ non è mai stata una volontà democratica, ma una volontà di potenza. Ci devono essere tempi e modalità. Son sicuro che tra 100 giorni ne chiederanno altri 1000, ma ci sono già degli elementi per un giudizio, e prima di tutto una modalità antidemocratica: un popolo che vota con una legge incostituzionale, e un parlamento non pienamente legitimo che vuol cambiare i connotati della Repubblica.

    Non è esattamente “il Rodotà-tà dell’85” ..

    @Tolardo
    il monocameralismo e il presidenzialismo richiedono contrappesi adeguati. Quel che non è civile è l’ignoranza ostaggio di polemiche pelose di partito che a fatica chiameremmo ‘giornalismo’.
    E prima di intavolare una seria discussione: una classe colpevole del declino non può chiedere più potere. L’arbitro conceda il Time out
    E non basta cambiare un Renzi e far finta di nulla o far finta che esista solo lui ‘buono’ e tutti gli altri cattivi: ‘non mi fanno lavorare’ e ‘Italia ingovernabile’ sono tutte argomentazioni straabusate nei primi governi Berlusconi e poi sfociati nella bicamerale, e poi ancora governi di larghe intese.

    I pozzi sono inquinati: com’è possibile, con questi personaggi già delegittimati, fare onestamente un discorso sul monocameralismo “Rodotà-tà dell’85”?

    il problema è sempre “comprereste un’auto usata da quest’uomo”?

    Il nuovo uomo della fortuna non solo non è stato eletto democraticamente, ma in nessuno stato europeo governerebbe con una condanna in primo grado (Corte dei Conti) contro il patrimonio pubblico assieme ad altre venti persone

  16. frank dice:

    con ‘iniziative di piazza’ intendo ad esempio un Roberto Bolle che a Milano scende in piazza contro la decisione di Letizia Moratti di chiudere le scuole serali, quelle scuole che gli hanno permesso di studiare e diventare uno dei migliori ballerini professionisti.

    Scuole mai riattivate. Destra o sinistra.

  17. diamonds dice:

    Quello di trattare la cosa pubblica come proprieta` privata e non in comodato subito e` una peculiarita` dei nostri amministratori, a qualsiasi livello si trovino. Gli manca il senso del quadro generale(o forse ce l`hanno fin troppo presente. Ma stanno scherzando col fuoco

  18. diamonds dice:

    Comodato d`uso, pardon

  19. frank dice:

    Ha già detto molto Piero Ricca, esattamente un anno fa (A futura memoria) https://www.youtube.com/watch?v=FQG0ncTg6Iw

  20. diamonds dice:

    (ho paura a guardarlo. Mi spaventano i toni da ayatollha, o come diavolo si scrive)

  21. Paolo d.a. dice:

    Non so, quando ho dei dubbi sul Matteo nazionale corro a leggermi una cosa qualsiasi di Menichini sul Post e, puff!, riparto di slancio. Andrà tutto bene, il nostro compito è sorridere perché siamo felici e in ripresa.

  22. frank dice:

    :- ) si un po’ ayatollah, è vero. ma laico.
    https://it-it.facebook.com/pages/Qui-Milano-Libera/152967091411287

  23. Pier Luigi Tolardo dice:

    Menichini e’ passato dal Manifesto a Renzi: e’ un po’ come Bondi,rimasto comunista senza il comunismo.

  24. diamonds dice:

    frank , siamo sulla buona strada °_*

    https://www.youtube.com/watch?v=kB65oGYgrhw

  25. frank dice:

    ma laico… Matteo Renzi su inceneritori, tumori e oncologia medica

    https://www.youtube.com/watch?v=A52g6hly9t0