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Io non è che non li capisca. Non è che non sappia come funziona. E quindi va bene, funziona così. Ci si siede intorno ad un tavolo. Qualche creativo, un pugno di autori, pubblicitari e produttori, qualcuno della Rai. E tutti assieme si cerca di dare un filo al progetto. E il filo del Festival di Sanremo quest’anno è una idea cospicua e disastrosa che si chiama bellezza.

B-e-l-l-e-z-z-a, senti come suona bene. Associarla al festival delle canzoni? Non male come pensata. A patto di essere ciechi o di vivere altrove. A patto di non avere come sponsor il Dash, di non sfoderare come conduttrice una simpatica signora che dice cacca e culo ogni tre parole. Ma non importa, fosse qui il problema.

Parlare di bellezza è un’ottima idea, apre straordinarie opportunità. Puoi celebrare De André o il Maestro Manzi (e chissà quali altre citazioni di poetica bellezza del passato ci riserveranno le prossime serate), a qualcuno verrà in mente l’utile aggancio con il film di Sorrentino che imperversa nei festival mondiali di questi tempi. E questo avverrà senza troppo sottolineare che quel film parla di tutt’altro, della bellezza terminata e decomposta che non prevede rivincite.
Niente a che fare insomma con i rimpianti vintage di Fabio Fazio ma ritratto assai più realistico del nostro quotidiano. Nelle strade sporche, nella gentilezza scomparsa, nei brutti orribili palazzi, nei Beppe Grilli urlanti, nella ormai definitivamente raggiunta scomparsa di una identità nazionale travolta dal vaffanculo per ogni nostro compagno di viaggio.

Lo spettacolo, quello in fondo, sta in piedi ugualmente. Noi, da parte nostra, siamo comunque disposti a credere a tutto, perché le belle parole in ordinata fila recitate da Fazio scaldano comunque il cuore. Così Michele Serra (uno degli autori di Sanremo) può scrivere anche lui un’Amaca sulla bellezza di Cat Stevens che nella sala piena di addetti ai lavori arriva e commuove tutti. Magari si potrebbe anche credergli quando scrive:


Ma so per certo che nel momento preciso in cui Cat Stevens ha cominciato a cantare (le 14 e 43) ho capito precisamente e definitivamente che cosa manca a Grillo per cambiare il mondo. Non gli manca l’impeto, non gli manca la rabbia, non gli manca, a occhio e croce, l’intelligenza. Gli manca la bellezza.



Io non so bene dove vivano gli autori di Sanremo, non so se da navigati professionisti l’aderenza con la realtà sia – come è possibile – l’ultimo dei loro problemi. Però ecco, forse la bellezza la si poteva lasciar stare. Del resto viviamo nel medesimo paese. Un luogo nel quale la bellezza è stata espulsa già da molto tempo da ogni angolo possibile. Non è ovviamente colpa di Fazio che la celebra professionalmente, né di Serra che ci scrive brevi elzeviri. Parrà incredibile ma non è nemmeno colpa di Grillo che di questo grande vuoto è forse una delle espressioni più fragorose. Così come non è colpa di Coconuda uno degli sponsor del Festival di Sanremo dal cui spot, in onda durante il festival, è tratto lo screenshot qui sopra.

L’Italia del resto è questa roba qui, inutile girarci intorno. Uscite cinque minuti per rendervene conto se non ci credete. È questa roba qui: perfettamente sintetizzata da Littizzetto e Grillo, da Coconuda e da tutti noi, svuotati come siamo da ogni idea e pretesa di bellezza che non sia quella sopravvissuta nei ricordi e nei segni di un tempo che non c’è più.

Non basterà la rappresentazione nostalgica della TV a restituircela. Nessun Cat Stevens verrà a noi dai suoi vent’anni a pulirci le strade, a costruirci case non orribili, ad allontanarci arroganza e casino, a restituirci il senso di comunità che è l’unico motore di ogni bellezza condivisa. De André è morto e il Maestro Manzi non c’è più. Coconuda invece, si guarda e si piace così.

16 commenti a “Sanremo e la bellezza”

  1. Giuseppe dice:

    Cos’è, una celebrazione del film di Sorrentino?

  2. diamonds dice:

    Del resto quasi nessuno e` in grado di decifrare il cielo e` sempre piu` blu di Gaetano. Quasi tutti lo considerano un motivo allegro senza comprendere che e` pervaso da cosi` tanta disperazione da farci tutti una bella scorticins

  3. Signor Smith dice:

    Sanremo è la conseguenza, non la causa. Date le premesse – per assurdo – potrebbe pure essere peggio.

  4. Pernice Bianca dice:

    Caro Mantellini,

    purtroppo il livello è questo, la mediocrità al potere.

    Tanti “bravi presentatori”, tante “brave comiche”, tanti “bravi cantanti”, tanti “bravi politici” … a me sembrano solo una “brava, sinistra, mediocrità”, fortunatamente non sono il solo che la pensa così.

    Probabilmente sono il nostro specchio e noi siamo così, rassegnamoci.

  5. Corrado dice:

    Sto invecchiando e anche l’universo sta finendo…..

  6. Giulia V. dice:

    I miei figli sono bellissimi, sono “la bellezza”!
    I ragazzini che mi aspettano tra poco a scuola e mi accoglieranno con un sorriso sono “la bellezza”!
    Questa sera porterò alla riunone precongressuale un dolce casalingo con mandorle e pistacchi sfarinati perchè a nessuno si incastrino i pezzetti tra le gengive e la dentiera, non sarebbe “una bellezza”!

  7. roberto botta dice:

    dieci e lode a diamonds per lo splendido esempio, e cento e lode a Rino per la stupenda canzone di “grande bellezza” :-)
    buon cielo sempre più blu a tutti

  8. Ernesto dice:

    Paradossale che la moda del momento in questo paese sia la “bellezza” (concetto piuttosto variabile tra l’altro), non siamo proprio titolati in argomento, troppo lontano, nel tempo e nella memoria.

  9. cla van dice:

    … e sei riuscito a parlare male di Grillo anche qui… che bellezza…

  10. Paolo dice:

    Io però, non ho mica capito. Se parli di Sanremo, io ho smesso di guardarlo nel 1981. Con un breve periodo tra il 1987 e il 1988 in cui mi sono visto quelle due edizioni lì.
    E se invece parli di tutto il resto che c’è attorno, chiamiamola Italia questo resto di Sanremo, faccio molta fatica a essere d’accordo, se non in quelle giornate nere, un po’ sfigate, ma non troppo, quando piove sempre, e il tempo è sempre quello e il freddo non viene mai e allora girandomi i coglioni potrei arrivare a dire le cose che scrivi qui, ma solo forse, potrei arrivarci, consapevole che mi tira il culo. Ecco, alla fine, mi pare, di non essere d’accordo. Boh.

  11. massimo mantellini dice:

    @Paolo essere d’accordo non è mica obbligatorio

  12. paolo dice:

    D’accordo che non è obbligatorio essere d’accordo. E poi i punti di riferimento si deteriorano inevitabilmente e forse bisogna solo trovare i nuovi punti di riferimento, altri legislatori, in senso buono ( nuovi poeti, nuovi pazzi, ma i tortellini son sempre quelli, buonissimi ). Il mio 386 non serve più come un tempo, però l’imac, dai, funziona. La televisione, fa schifo, Sanremo fa schifo ( però c’è Santo Nicola al FuoriOrario ), va bene, c’è altro, tanto, ci sono altrove anche già esplorati, bellissimi. E a t’importa se siamo o non siamo d’accordo ? per me a te non importa, a me figurati, però diciamo delle cose.

  13. Emanuele dice:

    Io pensavo che Sanremo fosse un festival di canzoni.

  14. paolo dice:

    io pensavo che Sanremo fosse una parola.

  15. diamonds dice:

    A proposito di sanremo. Non pensavo che sarebbe stato possibile forgiare un prodotto cosi` scadente. C`e` del marcio in riviera

  16. Sanremo, la grande bruttezza ← Enrico Giammarco dice:

    […] Il tema del Festival (e dell’anno) era la bellezza. Effetto-Sorrentino? Non saprei, visto che il film con protagonista Toni Servillo che sta facendo incetta di premi in giro per il mondo racconta più che altro la decadenza di una città, di una classe sociale, di un Paese. In questo senso la trasmissione condotta da Fabio Fazio ha esplicitato perfettamente il messaggio. I conduttori e i vari ospiti si sono prodotti in una sorta di elegia della bellezza in quanto tale, una forzatura didascalica che non ha convinto nessuno, sia perché di bello c’era poco o nulla (mancavano pure i fiori, come l’avranno presa a Sanremo?), sia perché la realtà è ben diversa da quella auto-assolutoria contenuta nel monologo di Crozza, come ben descritto anche da Massimo Mantellini nel suo blog. […]