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Mi sono molto arrabbiato, qualche mese fa, per il vergognoso abbattimento di un centinaio di pini secolari in un viale della mia città. Oggi la magistratura ha rinviato a giudizio un dirigente comunale, il responsabile dell’Unità verde pubblico e il direttore dei lavori per violazione dell’art 10 del codice del paesaggio. Un danno culturale che ai miei occhi era fin da subito ben evidente e da più parti negato. Nessuno ci restituirà quei pini mentre la politica locale, in particolare l’Assessore all’Ambiente ed il sindaco di Forlì, che sono i veri responsabili politici di simili scelte e che hanno in ogni modo e maniera negato le irregolarità che oggi i magistrati rilevano, non saranno toccati.

18 commenti a “Abbattitori di pini marittimi”

  1. Orfeo Bossini dice:

    Ricordo l’episodio: avvilente! Ho sempre il dubbio che in questi casi dietro alla paventata mancanza di sicurezza ci siano solo le esigenze di bilancio.

  2. Luigi dice:

    Ma se l’articolo stessa sottolinea che hanno agito su direttiva della Giunta Comunale come si spiega da parte del magistrato la scelta degli imputati?

  3. andrea61 dice:

    Senza nulla togliere alla sua arrabbiatura, trovo che definire dei pini dei beni culturali sia azione giuridicamente alquanto ardita. Mi sembra l’ennesimo caso in cui dei magistrati stiracchiano a proprio piacimento l’interpretazione di un testo di legge per poter formulare un’accusa.

  4. Domiziano Galia dice:

    Alla fine potranno sempre giocare la carta del senza vincolo di mandato o viceversa che hanno il mandato popolare e quindi che se i pini sono stati abbattuti, in definitiva, l’hai voluto tu.

  5. massimo mantellini dice:

    @andrea61 il paesaggio è di tutti, e abbattere 80 pini centenari, in una città che oltretutto di paesaggio ne ha pochissimo, senza aver chiesto il parere dell’Ente preposto è l’accusa del giudice. Io non la trovo per nulla stiracchiata

  6. Stefano Nicoletti dice:

    Intanto, il danno culturale più evidente è considerare colpevole un semplice indagato.

  7. Arti & Mestieri | Scialocco dice:

    […] ‘spingitori di cavalieri’, ‘abbattitori di pini […]

  8. andrea61 dice:

    @mante: io ho letto il decreto in questione e sia l’articolo 169 che il 10 a cui rimanda non lasciano molto spazio ad intepretazioni.

  9. Carlo M dice:

    follie della giustizia italiana.

  10. frank dice:

    Non sono un avvocato, ma credo facciano riferimento ad alcune sentenze della Cassazione

    il Tribunale di Grosseto richiama il passo della citata ordinanza n. 46 del 2001, nel quale si afferma che il diverso trattamento normativo trova giustificazione nella peculiare esigenza di tutela dei beni paesaggistico-ambientali «considerata tra i principi fondamentali della Costituzione come forma di tutela della persona umana nella sua vita, sicurezza e sanità, con riferimento anche alle generazioni future, in relazione al valore estetico-culturale assunto dall’ordinamento quale valore primario ed assoluto insuscettibile di essere subordinato a qualsiasi altro»;
    http://www.altalex.com/index.php?idnot=39603

    o ad es. ‘Tutela paesaggistica di fiumi e torrenti’ e ‘Lesione dell’interesse collettivo all’ambiente’

    sarebbe interessante un confronto con la legislazione inglese, per dirne una

  11. frank dice:

    Sarebbe sempre preferibile prevenire, piuttosto che curare, ma in un contesto sociopolitico come quello italiano, a tratti inconsapevole o ignorante di ritorno: l’arrabbiatura di Massimo è già un primo successo

    credo che il segreto sia il confronto con altre realtà europee e quindi la consapevolezza della propria ricchezza paesaggistica come ricchezza intellettuale strategica

  12. accurimbono dice:

    Da quello che ne so i pini marittimi vengono abbattuti un po’ dappertutto perché non vanno bene per i centri urbani… hanno radici orizzontali che vengono tagliata dagli scavi per i servizi (acqua, luce, gas, telecom) e poi cadono di schianto con il vento generalmente.

    Non so il caso specifico, ma era solo per dire che dappertutto vengono sostituite con piante più adeguate alle città.

  13. Mario G. dice:

    Basta non votarli, la prossima volta

  14. unit dice:

    Boh, quando si taglia un albero è sempre una piccola sofferenza, però non è neanche possibile che in questo paese non si possa fare nulla senza prima interrogare cento enti, e anche se ne hai interrogati cento vieni indagato perchè non hai interrogato il centunesimo. Così è la paralisi. Senza contare che se effettivamente i pini fossero stati pericolosi l’ente per la cultura o il paesaggio avrebbe ugualmente dato parere negativo, che ne sanno loro della pericolosità dei pini?

  15. massimo mantellini dice:

    @unit per abbattere 100 alberi centenari spazzando un intero viale mi sembra ovvio dover consultare la Sovrintendenza, non mi pare una faccenda burocratica. Non l’hanno fatto (tranne poi vantarsi su Facebook dicendo bugie). Inoltre gli alberi non erano pericolosi, rompevano le palle alle auto dei miei concittadini che telefonavano in Comune lamentandosi, e se erano pericolosi lo erano con la neve perché il Comune non spendeva i soldi per potarli (come avviene tranquillamente in città vicine)

    @Mario G. ci puoi giurare

  16. Ernesto dice:

    Sì va bene non votarli più è lecito e giusto, ma credete forse che altri si sarebbero comportati diversamente? Di fronte alle lamentele dei cittadini gli amministratori pubblici ragionano ormai solo in termini di consenso e mantenimento del potere. E’ evidente che in questo caso i cittadini interessati a mantenere quel po’ di verde erano piccola minoranza di saggi a fronte di una maggioranza becera che è più interessata alla lucentezza della propria auto che alla tutela del paesaggio. Del resto guardatevi intorno, nelle nostre città intasate, inquinate e sporche quali sono gli interessi più tutelati? Io non ho dubbi in proposito.

  17. Davide dice:

    Voi non avete idea di come sono rimasto la prima volta che ho percorso quel viale (a poche decine di metri da casa mia, ma ero fuori città quando hanno commesso il misfatto)…. erano 51 anni che lo vedevo in un modo, e all’improvviso… pareva di essere in un’altra città, e non è una frase banale.

  18. Dichiarazioni di non voto - manteblog dice:

    […] domanda su un tema che mi sta molto a cuore e che a suo tempo come sapete mi ha fatto molto arrabbiare. Così sono andato sul suo sito web: la mia intenzione era scrivergli una semplice mail […]