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Questo simpatico tool web per confezionare tweet finti ha secondo me una indubbia utilità: annacqua quell’alone di misteriosa e unilaterale comunicazione al popolo che i tweet politici hanno assunto in Italia negli ultimi mesi.

10 commenti a “Il seme del dubbio”

  1. Andrea Contino dice:

    Se non c’è non esiste. Ora invece c’è, quindi esiste. Facile dire di averlo cancellato, poi. :)

  2. frank dice:

    .. il pizzaiolo in questione è giovane solo all’anagrafe: il vice di tutti è il più abile di tutti. Non un Renzi della fortuna.

    L’anno scorso son saltate fuori società che confezionavano migliaia di account twitter fantasma. Ma chissà come mai nessuno ha collegato il fatto alle ‘primavere arabe’: le rivoluzioni di twitter

  3. Damiano dice:

    Fosse vero

  4. mORA dice:

    Mi vengono in mente tre usi del tool in argomento:

    1) per quelli che non sono niente e nessuno, la versione 2.0 dello sfigato-alle-feste, in modo da acquisire amici-invisibili-che-vivono-sotto-il-tappeto 2.0 di cui fare sfoggio

    2) Per quelli che vogliono fare uno screenshot di una cosa che non esiste, vai a capire perché (ahr, ahr) visto che il mondo guarderà lo screenshot e non la Luna

    3) Per quelli che dopo aver scritto una cazzata, possono sempre dire che era qualcun altro col tool.

    Però a monte c’è sempre il fatto che quello che un imbecille può fare un altro imbecille può copiare.

  5. sickfede dice:

    la mia finta produttività d’ufficio sfumata completamente in 3sec netti. : |

  6. Sergio dice:

    fortunatamente basta una ricerca su google per vedere se il tweet è vero e quindi cancellato oppure se è stato fatto con questo tool.

  7. Padre Giacobbo da Voyager dice:

    http://lemmetweetthatforyou.com/t/7fxj74

  8. diamonds dice:

    la prima cosa che insegnano ai gesuiti e nelle università che contano è “qualsiasi cosa succeda non abbandonare mai il campo”(e non ammettere mai gli errori temo).Sempre che lo stesso premier abbia avuto frequentazioni del genere.E comunque ora risolve tutto lui(tipo quell’altro: “ghe pensi mi”. Che fichi…)

  9. Bruno Anastasi dice:

    Un piccolo fuori tema, ma forse neanche troppo. Considero umiliante attardarmi a disquisire su questioni relative a un partecipante e a una conduttrice del “Grande Fratello”, ma chiedo comunque se qualcuno può aiutarmi a misurare il tasso di buona fede di Enrico Letta. Domanda: perché se un’intervistatrice tira in ballo le (riprovevoli) opinioni politiche di un genitore per mettere in difficoltà l’ospite detestato il presidente del consiglio non apre bocca mentre se, per reazione, qualcuno rinfaccia alla signora la strettissima parentela con un assassino, allora lo stesso premier strepita contro la “barbarie”?

  10. Davide dice:

    Pare che non funzioni più… perlomeno a me.