Contrappunti su Punto Informatico di domani.

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Schermata 2014-02-02 alle 09.02.23


C’è una foto nella rassegna stampa di questi giorni. Quella dell’Assessore di un comune marchigiano che in cima ad una scala smonta l’hotspot wi-fi di una scuola. È una foto molto attuale. Tutta la piccola storia provinciale che sta dietro quella foto lo è, una storia molto italiana che è presto detta: i genitori degli alunni di una scuola elementare di Civitanova, preoccupati per il possibili effetti sulla salute delle onde radio della connessione wi-fi chiedono ed ottengono che il sistema venga smantellato.

Se vi attira il pensiero laterale come prima cosa ci si dovrebbe chiedere come mai in cima alla scale c’è l’assessore e non un bidello. Ovvio che la risposta è scontata: l’assessore è il timbro. La vidimazione dell’amministrazione al volere popolare. E già questo è un dato interessante.

Tornando ai fatti l’unica possibilità che abbiamo per valutare la scelta della scuola che spegne il wireless è quella di affidarci al principio di precauzione, un principio di cui questo Paese è stracolmo.

Il principio di precauzione protegge i nostri figli: lo fa nella maniera più ampia fra quelle possibili perché, come è evidente, i giovani sono il nostro bene più prezioso e come tali vanno considerati. Seguendo simili cautele nessuno dei ragazzi della scuola in questione dovrà in futuro avvicinarsi ad un telefono cellulare (che emette onde radio in maniera assai più consistente di un hotspot wi-fi) né, per estrema sicurezza, utilizzerà un forno a microonde o affronterà voli intercontinentali durante i quali sarà inevitabilmente sottoposto al bombardamento della radiazione cosmica. Non si sottoporrà ad una Risonanza Magnetica visto che gli effetti dei campi magnetici nel lungo periodo non sono stati ancora del tutto studiati (e i campi magnetici come tali, esattamente come le onde radio usate nelle telecomunicazioni, creano danni accertati sulle strutture biologiche). Per estrema precauzione infine i giovani ragazzi marchigiani saranno dai loro genitori opportunamente tenuti lontani anche dalle antenne televisive e dalle radio FM che generano inquinamento elettromagnetico molto modesto ma comunque superiore a quello di un router wireless e così via.

Se l’OMS o l’Istituto Superiore di Sanità dicono che il wi-fi ragionevolmente non fa male, il principio di precauzione semplicemente ci suggerisce di non crederci, evoca l’anemia anaplastica di Marie Curie e fa sollevare il sopracciglio dei genitori e dell’assessore. I quali magari avranno letto qualche articolo su Internet (ce ne sono migliaia) in cui uno studioso russo o cambogiano avverte della indubbia pericolosità del wireless. Quell’articolo e quel professore reietto alla comunità scientifica internazionale li aveva convinti, anche se su Internet è possibile trovare autorevoli sostenitori di qualsiasi tesi su qualsiasi argomento che sono lì in attesa di incontrare qualcuno sufficientemente attrezzato per crederci.

Del resto, cosa ne sappiamo noi di come si comportano i professori dell’OMS con il wi-fi dei loro figli? Chissà se li hanno i figli. E chissà se li amano come li amiamo noi.

Il discredito generale e la dietrologia complottista che la società italiana riserva oggi ad ogni forma di casta non risparmia la ricerca scientifica ed ha sicuramente un ruolo in simili decisioni: come tale è una delle recenti chiavi di lettura di simili scelte, anche se non l’unica.

Poiché esiste una morale per ogni cosa ed è abbastanza scontato che nessuno dei genitori di quella scuola spegnerà le Tv, i cancelli automatici ed i cellulari in nome del diritto alla salute dei loro discendenti, è evidente che i danni italiani causati dal sistema di precauzione (che ha una sua versione complementare ed opposta in scelte di campo come quelle del recente caso Stamina) valgono a giorni alterni, a scuole alterne e ad assessori alterni e si disinteressano del contesto generale mondiale.

Così la gravità di quella foto non è tanto nel racconto di un paese arretrato e guardingo, nel quale le scelte sull’interesse della comunità possono uscire travolte dai se e dai ma di chiunque ma nella vidimazione di un simile metodo da parte degli amministratori.

Che sia per incapacità o per compiacenza se il macellaio, il geometra e il giornalaio dicono che forse il wi-fi fa male ai loro figli e che desiderano che sia tolto dalla scuola, sempre più spesso in questo Paese ci sarà un assessore che acconsentirà e che troverà utile, magari semplicemente per ragioni sue, salire in cima alla scaletta col cacciavite in mano fra i genitori plaudenti. A noi non la si fa, sembra dirci quella foto. Invece, per somma ironia della sorte è vero l’esatto contrario.

p.s. ovviamente il Comune di Civitanova Marche offre ai cittadini una rete wireless gratuita in alcune aree della città.

45 commenti a “Anteprima Punto Informatico”

  1. fede dice:

    secondo me hanno fatto bene a toglierlo, in una scuola elementare non serve a nulla e ci sono possibilità che faccia male ai bambini. il fatto che i nostri figli siano costretti a vivere ogni giorno, anche fuori da scuola, tra le onde elettromagnetiche non giustica il fatto che, laddove si possa scegliere, non si debba evitare.

  2. Stefano dice:

    Io nella mia scuola elementare distribuisco la rete dove serve (cioè fuori dall’aula computer) con dispositivi powerline… porto la rete dove serve senza “appesantire” il clima elettromagnetico. Sono comunque d’accordo con l’estensore dell’articolo su molti punti…

  3. segnaleorario dice:

    Niente di personale con chi mi precede, ma come dire, tutto riporta. Colpisce cioè il fatto che il suo commento confermi (sul campo…) esattamente quanto si sostiene nel post. Una prova del nove, insomma.

  4. roby10 dice:

    Ogni volta che sento discutere del male che forse, se, ma, può darsi le onde elettromagnetiche fanno male alla salute, mi chiedo: se anche fosse scientificamente provato che i cellulari provocano un tumore a 1 persona su 1 milione dopo anni di esposizione, pensate che la gente smetterebbe di usarli? Pensate a quanto è importante nel mondo la comunicazione, internet, lo smartphone, i computer…

    Ora pensate a quanto è utile al mondo o alla vita quotidiana il succhiare aria con retrogusto di cenere.. una cosa che tutti sanno che fa male, molto, che uccide per certo, fa milioni di morti l’anno, eppure basta scriverlo sui pacchetti e problema risolto.

    Vendiamo i cellulari con scritto che fa male sulla scatola e mettiamoci l’anima in pace

  5. Userunfriendly dice:

    Come a volte succede, i commenti sono più devastanti dell’articolo.
    Scrivi un bel testo sullo stolto che guarda il dito invece che la luna, e nei commenti si parla solo di sto dito.

    Poveri noi.

  6. Mariano dice:

    Basito di fronte a tanta ignoranza, stupito per come siamo ridotti,
    ma dove vogliamo andare, che futuro avranno quei ragazzi con questi genitori e questa classe politica?

  7. michele di paola dice:

    Stessa cosa rivendicata con grande orgoglio (sul giornalino comunale, ma senza foto sulla scaletta…) anche dall’assessore leghista del mio comunello, con almeno l’attenuante di aver fatto installare connessioni cablate per far funzionare le lim. E anche qui abbiamo hotspot comunali gratuiti. Secondo me se cerchi, trovi un caso nazionale.

  8. Francesca Pirlotti dice:

    VERISSIMO! Hanno fatto bene a farlo togliere, perchè è inutile visto che i loro pargoli hanno tutti l’Iphone. L’hot.spot è pura emanazione del diavolo! Loro a casa mica hanno un hot-spot, loro hanno un meraviglioso router-wifi giusto per non avere tutti quei fili in giro per le stanze…

  9. ahah dice:

    Caro assessore, nella mia azienda, che fattura 110 milioni all’anno, non c’è rete wifi? Ci può prestare l’apparato che ha appena smontato? grazie (dia anche le istruzioni per il montaggio per i nostri tecnici)

  10. zerocold dice:

    invece di preoccuparci dei danni possibili del wi-fi perché non preoccuparci dei danni reali che i bambini subiscono respirando aria inquinata tutti i giorni?

  11. pepo154 dice:

    Forse il punto nei commenti non è stato centrato.
    10/100/1000 persone che votano ad un consiglio comunale (ora non so come sono state fatte le votazioni) hanno più peso di “qualche” parere scientifico?
    La risposta è scontata a mio parere, a parere di molti altri no.
    Si può discutere se la wifi serviva, a cosa veniva utilizzata e tutto il resto ma non è questo il punto.
    Le decisioni, quelle che vanno ponderate e studiate, devono essere prese dal basso per votazione di tanti oppure devono essere decise da “pochi saggi”? (saranno sempre pochi in confronto al totale).
    Ultimamente sembra che ognuno abbia la verità in mano (o in tasca con lo smartphone)…

  12. Bistecca dice:

    Caro Mante, anche tu che hai dimostrato in piu’ di un’occasione competenze e acume, commetti un peccato di superficialita’ in quella frase sul “telefono cellulare che emette onde radio in maniera assai piu’ consistente di un hotspot wi-fi”.

    E’ purtroppo la convinzione di tutti, quella intuitiva, che maggiore sia la “potenza” dell’impianto che emette le onde e maggiore deve essere il pericolo.
    Per fortuna non e’ cosi’. E’ il motivo per cui Einstein ci ha preso il Nobel. Non per la teoria della relativita’ come molti credono, ma per l’aver capito e dimostrato che la potenza non ha alcuna influenza sull’effetto delle onde elettromagnetiche, ma che cio’ che conta e’ la loro frequenza.
    Purtroppo, come molte delle scoperte che riguardano il mondo atomico e nucleare, e’ una cosa contro-intuitiva.
    Per fortuna, semplificando un pochino le cose, non e’ difficile da capire.

    Tutti conoscono l’equazione “E=mc2” (con il sue spostato un po’ sopra alla “c” per indicare che e’ al quadrato, cioe’ moltiplicato per se stesso, “c per c”).
    Siccome quella “c” e’ una velocita’ che vale 299792458 m/s cioe’ circa 300 milioni di metri al secondo, cioe’ circa 300mila km/s, e’ facile capire che anche per valori di “m”, cioe’ della massa (a riposo) di una qualunque sostanza presa in considerazione, il risultato dara’ un valore di “E” molto grande (si tratta dell’energia potenziale contenuta in tale massa).

    Ora, 300 milioni al quadrato, cioe’ 300 milioni per 300 milioni, fa un 9 seguito da sedici zeri.
    Se si prende la massa pari a 1 kg, vengono fuori quindi 90000000000000000 di j/kg (joule per kg).

    Tutto quello che ho scritto fino a qui credo sia abbastanza noto e se si cerca “E=mc2” su Wikipedia i numeri si possono facilmente verificare.
    So che qualcuno non ritiene Wikipedia una fonte sempre attendibile, ma per fortuna su questi argomenti e’ assolutamente affidabile, sono dati oggettivi che possono essere confrontati con quelli di molte altre fonti e l’uso di Wikipedia in questo caso e’ semplicemente il piu’ comodo.

    Per dare un termine di paragone alla Superquark, poiche’ in una pizza Margherita ci sono circa 830 Calorie (maiuscolo, quindi kilocalorie) che fanno circa 3 milioni e mezzo di joule, se si potesse convertire completamente 1 kg di farina in energia, si otterrebbero 27 milioni di pizze, un’idea per risolvere la “fame nel mondo”… :-)
    Torno serio.

    Un po’ meno nota, un po’ tanto in effetti, rispetto all’equazione “di Einstein” e’ quest’altra: “E=fh”.
    In questa formula “f” e’ la frequenza dell’onda elettromagnetica.
    “h” e’ una costante, come “c” nella formula di Einstein, ma ovviamente con un valore molto diverso.
    “E” e’ l’energia, proprio come nell’equazione “E=mc2”, proprio la stessa “E”.

    Abbiamo visto sopra che quel valore tanto grande di “c” fa si’ che anche se “m” ha un valore piccolo, il risultato e’ un valore molto grande.
    Anche in questo caso, la “costante” coinvolta nella formula ha un ruolo determinante.

    “h” si chiama “Costante di Planck” e vale “6,626 x 10 alla -34” (espressa in js, joule per secondo).
    E’ un valore piccolissimo. Oltre ogni immaginazione.
    “10 alla -1” vale “0,1”, cioe’ “10 alla -1” kg di farina sono 0,1 kg di farina, cioe’ 100 grammi, un decimo di chilo!
    “6,626 x 10 alla -34” significa 0,0000000000000000000000000000000006626.

    ci siamo quasi: la frequenza delle onde radio usate per le telecomunicazioni si aggira intorno ai 2 GHz, cioe’ 2 miliardi di Hz.
    Ora il numero in se’ puo’ sembrare tanto grande. Due miliardi di euro, per esempio, sono proprio una bella somma, non c’e’ che dire, no?
    Ma se si moltiplica per il valore piccolissimo di “h” per ottenere l’energia si ottengono “10 alla -24” joule.

    Se “10 alla -1” fa 0,1, “10 alla -24” fa 0,…..23_zeri…..1.

    Se fino ad ora non avevate mai capito perche’ esistono tante unita’ di misura per le stesse “cose”, ora dovreste averlo ben chiaro: sarebbe assurdo indicare l’energia fornita da una pizza in joule. Quindi si sceglie un fattore di conversione, si inventa un nome e si comincia a usare questa nuova unita’ di misura per rendere i calcoli piu’ semplici.
    C’e’ a questo punto un’ultima unita’ di miusra dell’energia di cui dobbiamo parlare. Dopo la caloria e il joule c’e’ l’elettronvolt. Ci servira’ per l’ultimo passaggio.

    “10 alla -24” joule fanno circa 0,00000624 eV (che e’ sempre un numero piccolo, ma e’ un po’ piu’ comodo che scrivere 23 zeri).
    Perche’ e’ cosi’ importante? Perche’ finalmente possiamo concludere dicendo che una radiografia fornisce circa 100 eV.

    Se si usa al contrario la formula di Planck si scopre che la frequenza dell’onda elettromagnetica che fornisce 100 eV e’ di circa “2 x 10 alla 16” Hz.
    I 2 miliardi di Hertz delle onde radio usate nelle telecomunicazioni sono “2 x 10 alla 9” Hz.

    In altre parole, per “fare male”, le onde emesse dai cellulari o dal WiFi o da radio Maria, dovrebbero essere sette “ordini di grandezza” maggiori.
    Attenzione: NON sette volte. Mettete un dito davanti a voi. Ora affiancatene altre sei e avrete il risultato di “1 x 7”. Sette “ordini di grandezza” significa invece che dovreste affiancare alle vostre sette dita quelle di altre dieci milioni di persone!

    Come avete visto in tutti questi passaggi, la “potenza” non entra mai in gioco. Il peggio che puo’ farvi un cellulare e’ scaldarvi un po’ l’orecchio perche’ la trasformazione dell’energia elettrica fornita dalla batteria comporta sempre una perdita di calore (sono le leggi della termodinamica, magari ne parliamo un’altra volta).

    Se avete dei figli, non preoccupatevi delle onde radio in cui siamo immersi, fa molto piu’ male (a voi e a loro) il polonio delle vostre sigarette.

  13. frank dice:

    10/100/1000 Base-T

  14. sara881 dice:

    Sono d’accordo coi genitori di questi bambini, adesso proporrei una soluzione per debellare gli incidenti stradali e le centinaia di milioni di morti dovute a questa invenzione nel corso del 900, eliminamole! Anzi potevamo evitarci di inventare pure la ruota, non solo i morti negli incidenti stradali ma ci saremmo evitate anche le centinaia di milioni di morti nelle carrozze e nei carretti.

  15. nicola dice:

    @Bistecca
    Toglimi la curiosità, quanto avevi in fisica a scuola?

  16. nicola dice:

    Nessuno che si sia lamentato del campo dei cellulari in metro, però. Anzi, stanno tutti a chattare su fb o a raccontare le cose proprie al vagone. La metro, una gabbia di faraday perfetta, con tanto di campo 3G. Praticamente un forno a microonde, ma nessuno protesta.

    (State tranquilli, non fa male. Dà solo fastidio all’anima.)

  17. Claudio dice:

    Siamo il paese di Benedetto Croce …che ne sappiamo di scienza?
    Mai collegare il cervello e sommare tutte le fonti di “onde” con cui siamo quotidianamente a contatto ….meglio il sensazionalismo e scagliarsi contro l’antenna di turno.

  18. spok dice:

    bistecca N.1

    sopratutto sul polonio!

  19. Davide P. dice:

    L’articolo qui presentato, dal titolo “Gli Effetti Biologici di deboli Campi Elettromagnetici” è stato scritto dal Dr. Andrew Goldsworthy, professore in pensione dell’Imperial College of London, nel Marzo 2012.
    http://www.elettrosmogsicilia.org/temi/salute/164-gli-effetti-biologici-di-campi-elettromagnetici-problemi-e-soluzioni-dr-a-goldsworthy

  20. Alessandro dice:

    Ma a cosa serve il wi-fi in una scuola elementare?

  21. massimo mantellini dice:

    @Davide P grazie del link Davide purtroppo dopo 3 righe, ad “autismo” mi sono dovuto fermare

  22. Signor Smith dice:

    Ma se 15 anni dopo la sua “demolizione scientifica” il cosiddetrto “Metodo Di Bella” può essere riabilitato da un tribunale… di cosa vogliamo discutere?

  23. Axell dice:

    Ma che te frega cosa serva il wifi? È la semplice e innocua evoluzione di una rete locale. Magari serve ai docenti.

  24. roberto dice:

    Luddismo?

  25. Bistecca dice:

    Nicola, ho un diploma in energia nucleare preso al Fermi di Frascati (56/60). All’universita’ poi ho seguito un’altra strada perche’ dopo il referendum del 1987 in prospettiva non aveva senso proseguire in quel ramo: non ero interessato alla ricerca, volevo proprio andare a lavorare dentro un reattore… :-)

    Sono stato per un breve periodo all’INFN di Frascati e ai laboratori ENEA alla Casaccia, alla fine degli anni ’80.

    Ho visto solo dopo la pubblicazione quanto era lungo il messaggio. Spero di essere stato comunque chiaro. Amaldi diceva “se una cosa non la sai spiegare, vuol dire che non l’hai capita”… :-)

  26. nicola dice:

    @Bistecca
    Tanto per sapere, che non avevo capito nulla e mi chiedevo se per caso i miei ricordi di fisica fossero da rinfrescare.

    Dopo 16 anni dalla laurea (in fisica ambientale, 108/110, a Milano) e dopo aver fatto altro nella vita, non mi azzarderei mai in simili voli pindarici. Questi argomenti li lascio agli ex colleghi di un tempo, più bravi di me, che sono rimasti nel ramo. (E nessuno di loro mi ha mai telefonato avvertendomi di spegnere il wi-fi di casa.)

  27. Marco dice:

    Il cellulare dell’insegnante, che quasi certamente possiede ed ha con se, sottopone i bambini ad un campo elettromagnetico di gran lunga superiore di quello che potrebbero ricevere dall’hotspot messo nell’androne della scuola.
    Anche i trasformatori delle lampade al neon delle luci delle classi emettono radiazioni superiori. Magari attivarsi per qualcosa di seriamente nocivo, non sarebbe male…

  28. frank dice:

    Con l’elettromagnetismo riusciremo a duplicare le cellule in modo creativo e a rimetterle in ordine senza lasciare calzini in giro?

  29. Giuseppe dice:

    In termini di sicurezza si può anche dire che l’assessore in piedi precariamente su una scaletta, sedia, tavolo che sia, sta violando molte disposizioni sulla sicurezza nei luoghi di lavoro!

  30. andrea61 dice:

    Il Potere ha bisogno del wifi diffuso altrimenti come cavolo riescono a far funzionare il chip che ci hanno impiantato sottopelle ? E per fortuna che ci sono dei professori in pensione che ci mettono in guardia e fa niente se mettono insieme basse ed alte frequenze che biologicamente hanno effetti non accostabili o se addebitano alle correnti alternate effetti invece tipici delle correnti continue. L’importante è suonare l’allarme !

  31. Roberto dice:

    Una lettura frettolosa non renderebbe giustizia a questo scritto, che si dipana, asciutto e coerente, come una dimostrazione di geometria euclidea, e che dimostra senza remore quanto possiamo essere superficiali e, qualche volta, perfino ipocriti nella nostra ansia di metterci il cuore in pace.

  32. Agenda Digitale: lo Statuto Agid e' pronto, l'Italia noPionero dice:

    […] nazionale, il pessimismo impera. Un paio di flash veloci e desidereremmo essere smentiti: l’assessore di Civitanova Marche che personalmente smonta l’hospot wifi in una scuola perché i genitori sono preoccupati dall’effetto nocivo delle onde wireless e il continuo […]

  33. frank dice:

    La nuova peste, gli untori e l’inquisizione.

    io credo che vi sia anche una ragione culturale data dagli attuali attori nella piazza mediatica italiana, attori che rappresentano senza vergogna i poteri che amministrano poi la cosa pubblica. Come il confondere volutamente ‘Rete’ con ‘social network’ (un servizio tra i tantissimi della Rete) per una crociata di potere, possibile solo grazie ad un’ignoranza diffusa: così ‘google’ diventa sinonimo di ‘internet’ . Io credo sia devastante: non il provocatore, il politicamente scorretto: devastante è il politicamente corretto.. ahinoi
    Ma un simile atteggiamento è profondamente lesivo nei confronti dell’intera comunità: bloccherà lo sviluppo. L’assessore non è slegato da questa realtà socio-politica, s’informa, legge i giornali, guarda la tv: internet è percepito come un pericolo.

  34. ArgiaSbolenfi dice:

    Ma voi andreste allo scontro con un’Associazione di Genitori Preoccupati, o applichereste un “principio di precauzione”..?

  35. roberto botta dice:

    mante ma che, sei impazzito??? Ma lo sai quante migliaia di assessori ci sono pronti a munirsi di sedia o, per grandeggiare, di scala, e provvedere al “disinnesco”? Ci mancavi pure tu a istigare strane idee tra la gente (assessori) :-)

  36. unit dice:

    Il problema principale viene dall’alto: la legislazione italiana è irrealisticamente stringente (i 6 V/m) per raccogliere populistici consensi.

    Fra un po’ l’elettrosmog diventerà la nuova TAV. In sicilia i noMUOS stanno facendo un casino proprio per questo, con tanto di principio di precauzione e codazzo di stupidaggini. L’ignoranza scientifica italiana è demoralizzante.

  37. Sandro Stilli dice:

    “Per ora sono state create aree wi-fi in piazza XX Settembre (compresi i giardini e lido Cluana), lungo il corso Umberto I e il corso Vittorio Emanuele, tutta la spiaggia cittadina, lo stadio comunale e parte della pista ciclopedonale porto-centro storico”
    Sono tutti posti dove non portare i bambini, che sarà prudente segregare in casa finché non crescano e possano tirare giù dalla scala il loro Assessore.

  38. Alessandro dice:

    Caro Bistecca, provo a seguire il tuo ragionamento, mi dici dove sbaglio? Se le onde radio per telecomunicazioni forniscono 0,00000624 eV in un secondo, forniranno 100 eV in 185 giorni (equivalenti ai 100 eV di 1 secondo di radiografia). In pratica questo vorrebbe dire che stare a contatto con un solo oggetto emettitore di onde radio per telecomunicazioni equivarrebbe a un paio di radiografie all’anno. Mettiamo che questi oggetti in una famiglia tipo siano 4-5, questo equivarrebbe a 8-10 radiografie all’anno.

  39. Giulia V. dice:

    Mantellini, se scende subito sotto al portone di casa passo a prenderla.
    Ma veloce.

  40. massimo mantellini dice:

    @Giulia V. dove andiamo?

  41. Giulia V. dice:

    Via da qui
    :-)

  42. Visto nel Web – 117 | Ok, panico dice:

    […] Il pericolosissimo wi-fi Contrappunti su Punto Informatico. ::: manteblog […]

  43. Davide dice:

    Come aggravante della posizione dell’amministrazione è che la legge (n. 36 del 22 febbraio 2001) prevede il principio di precauzione (c’è un’esplicita distinzione tra i limiti d’esposizione e i valori di attenzione, quest’ultimi dieci volte più bassi).
    Quindi, passi pure la diffidenza verso la scienza del macellaio, il geometra e il giornalaio, passi pure la diffidenza verso la scienza dell’amministrazione stessa. Ma almeno, Amministrazione, leggetevela la Legge che disciplina il tutto.

  44. Massimo dice:

    Quando saprà di avere un cancro, correrà a fare la radioterapia.
    La UE, dice che non c’è pericolo.

  45. Massimo dice:

    Da denunciare al volo.