Quello che sta avvenendo da qualche anno a questa parte con la pubblicazione sui giornali prima delle trascrizioni e poi dell’audio delle intercettazioni telefoniche è interessante. In un contesto di sostanziale impunità i media pubblicano qualsiasi cosa capiti loro sottomano, indifferentemente dal fatto che si tratti di materiale con rilevanza penale oppure no. Basta che la notizia ci sia, poco importa se va poi archiviata nella sezione cronaca giudiziaria o in quella del gossip. Sono anni che sui giornali finisce di tutto, compresi gli SMS d’amore di Anna Falchi a Stefano Ricucci, con l’unica rilevante eccezione delle famose telefonate di Berlusconi che tanti hanno ascoltato ma che mai – per qualche ragione – sono arrivate fino a noi. Per noi lettori non fa molta differenza se la telefonata che stiamo ascoltando è la prova di un reato o è il pettegolezzo spicciolo che distrugge la reputazione di un politico o di un imprenditore che abbiamo visto in TV. Siamo al circo del resto, fate quello che vi pare basta dateci il sangue. Con la differenza rilevante che io, fosse per me al circo non ci andrei, mentre oggi me lo portano a casa già pronto, con i leoni e tutto il resto, ed è quasi impossibile sfuggirgli. Ma a parte questo ci sono due considerazioni da fare sul caso Cancellieri e sul caso Vendola esploso ieri con la pubblicazione su Il Fatto di questa telefonata disgustosa del Presidente della regione Puglia. La prima è che in un numero rilevante di casi questi documenti continuamente pubblicati, capaci di suscitare la nostra indignazione, sono piccoli metodi Boffo applicati con raffinata premeditazione. La seconda, che in certi casi, come nel caso Cancellieri ed in quello Vendola, il tradimento etico dei protagonisti nei confronti dei cittadini è tanto lampante e indifendibile da far passare in secondo piano, almeno in quel momento, ogni altra considerazione di opportunità. Le telefonate della Cancellieri non avrebbero dovuto essere divulgate quindi dobbiamo comportarci come se non esistessero – sosteneva con qualche acrobazia Riccardo Arena su Il Post qualche giorno fa. Tutto questo è evidentemente impossibile e non si oppone all’idea secondo la quale simili divulgazioni debbano cessare. D’altro canto la collusione inattesa, amichevole e pelosa fra soggetti che sarebbe lecito immaginare fra loro lontanissimi (il Ministro di Giustizia con la famiglia dell’inquisito, il Presidente della Regione con l’inquinatore del territorio) è un fatto politicamente incontrovertibile, una informazione utile a tutti noi anche al prezzo della sua legalità.

8 commenti a “Il prezzo della legalità”

  1. Luigi Castaldi dice:

    Ho letto il post dicendomi: “Caro Gesù bambino, fa’ che non concluda come concluderebbe Antonio Polito o Pierluigi Battista”, e ho pregato fino all’ultima frase, dove ho tratto un sospiro di sollievo. Gran bel post, soprattutto grazie al thrilling.

  2. Pier Luigi Tolardo dice:

    La Cancellieri quando ha telefonato alla compagna di Ligresti sapeva di essere intercettata e quindi il suo messaggio era rivolto soprattutto agli inquirenti: “non è modo, non è giusto”detto dalla Ministro della Giustizia!! E’ un bene che gli inquirenti ce lo abbiano fatto sapere…
    Vendola è un po’ diverso, certo da un Poeta/Profeta come lui chi se lo sarebbe aspettato…?

  3. andrea61 dice:

    Giuste osservazioni. C’è però una cosa che mi lascia molto perplesso. Nella maggior parte dei casi non escono sui giornali atti facenti parte di un indagne, ma telefonate prive di rilevanza penale e che perciò dovrebbero a norma di legge non solo non essere trascritte, ma venire distrutte.
    E invece c’è una manina che le mette nel cassetto e all’occorrenza le tira fuori dandole ad un giornale. A me questa cosa preoccupa.

  4. mORA dice:

    basta dateci il sangue

    mi è un po’ oscuro…

  5. Il prezzo della legalità | eDue dice:

    […] MANTELLINI, Massimo – Il prezzo della legalità – manteblog […]

  6. frank dice:

    “abbiamo voluto dare un pugno nello stomaco” – Manfellotto (direttore de L’Espresso) a Radio1 il 14 novembre commenta l’ultimo numero

    numeri da circo e la caccia alle streghe stellate

  7. Roberto B. dice:

    Epperò mi sembra quasi come sostenere che per i reati più gravi (pedofilia, stupri, omicidi per futili motivi — fate voi) dovrebbe essere sospeso il diritto all’avvocato difensore o al giusto processo…
    Boh.

  8. giovanna lombardo dice:

    condivido tutto