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Oggi Gian Antonio Stella sul Corriere dedica un articoletto canzonatorio alla presenza on line della Polizia di Stato. Così mi sono accorto che uno dei punti più imbarazzanti della presenza on line dello Stato, il mitico sito web del Commissariato online, celebrato anni fa come il nuovo strumento a disposizione dei cittadini per denunciare i misfatti, ma mai poi reso effettivamente utilizzabile (si poteva fare denuncia on line ma poi toccava andare al Commissariato più vicino e lì rifarla da capo) ed infine abbandonato per molti anni ad un assoluto degrado, è stato infine aggiornato. Questa era la versione ancora online il 21 settembre scorso, questa quella odierna. Pane al pane, si tratta di un passo avanti: se Stella se ne fosse accorto non sarebbe stato male.

6 commenti a “Polizia sul web, qualcosa invece si muove”

  1. Andrea dice:

    Se poi un giorno le agenzie web che realizzano questi progetti riuscissero a creare qualcosa al passo con i trend del web e non indietro di 5/6 anni per UI e UX sarebbe un’altro gran bel passo avanti, ma posso capire che sia pretendere troppo, qui in Italia.

    Del resto questo “portale” qui è da Webby Award se confrontato con l’incredibile degrado del sito dell’Agenzia delle Dogane, tanto per dirne uno, o magari con la giungla di sistemi e incoerenza che è il sito dell’INPS.

    Quello delle Poste no, invece, negli ultimi anni si è evoluto incredibilmente bene.

  2. Pier Luigi Tolardo dice:

    Quella del titolo è una gaffe del Corriere e non della Polizia Postale: Fiume e Zara non esistono più neanche fuori Italia, perchè hanno nomi sloveni ma esistono per quanto riguarda le denuncie perchè i cittadini italiani che nacquero a Fiume e Zara quando erano italiane per legge all’anagrafe risultano nati lì e quindi questo dato va previsto…

  3. gregor dice:

    Il sito comunque fa schifo, concordo.

  4. frank dice:

    ma sapete quanti ragazzi vorrebbero contribuire a costruire quei siti?

    e potrebbe essere l’occasione per fare un praticantato, per istituti tecnici, ma anche università

    usare l’intelligenza

    e poi, voglio dire: il finanziamento pubblico al Corriere è immeritato poichè il gruppo editoriale è proprietà di potenti della finanza

    sono contrario al taglio lineare, ma nel caso del Corriere e Repubblica e Stampa il finanziamento pubblico è paradossale. Il contrario di una borsa al merito: finanziare pubblicamente chi è già ricco e potente

    non è populismo, è giustizia, è un piccolo segno se vogliamo, simbolico ma importante

  5. andrea61 dice:

    @frank: il legislatore ti ha ascoltato, difatti i giornali che citi non ricevono più contributi pubblici.

  6. diamonds dice:

    ecco perchè Ligresti ha dovuto aspettare 80 anni per finire in galera

    https://www.youtube.com/watch?v=Fer_vdrd2L4