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Io non trovo così interessante il fatto che David Cameron abbia lasciato incustodita la redbox in treno mentre andava al matrimonio della cognata (anche se dovrei trovare interessante che un primo ministro vada in treno al matrimonio della cognata ma questo è un altro discorso). Non trovo nemmeno troppo interessante la storia della foto su Instagram di lui che dorme a piedi nudi nella camera della sposa con la redbox accanto. No, io trovo incredibilmente interessante, la red box in sé, la sua stessa esistenza, il suo profumo di oggetto antistorico e controcorrente, i graffi ed i bordi tutti rovinati. Una idea di conservazione che se ne infischia di tutto e tutti e fornisce al primo ministro una scomodissima affascinante valigetta in legno scolorito da portarsi dietro. Possibilmente.

3 commenti a “La scatola rossa”

  1. Pier Luigi Tolardo dice:

    Il problema è che nella stanza accanto, come per Obama ed Hollande e Putin, c’è un uomo con una scatola nera da cui possono partire ordini che fanno troppo male…

  2. wlyit dice:

    nell’era di tablet, cloud e smartphone, a me questa scatoletta fa tenerezza.

  3. frank dice:

    Lo stesso Cameron che fa finta di dimenticarsi un oggetto che nemmeno nell’ottocento: l’anticonformismo pur nel conservatorismo è ‘British humour’ al quadrato e puro esibizionismo del potere. Un tipico carattere inglese.