L’assessore Bellini mi ha mandato via mail questo approfondimento sulle scelte dell’amministrazione forlivese sul verde pubblico. Lo ringrazio molto.


PIANO DEL VERDE DI FORLI’

La città è caratterizzata dal suo verde. Il parco urbano è una perla, invidiata e riconosciuta da tutti. I tre fiumi che toccano la città, sono potenziali parchi fluviali. I caratteristici viali alberati sono una carta d’identità. Come in ogni aspetto della vita pubblica, si privilegia il nuovo alla manutenzione. Quale amministratore può vantarsi di aver riqualificato le fogne o i sistemi di depurazione della propria città? Quale amministratore viene ricordato per aver ristrutturato le scuole e i suoi edifici?
Ancora peggiore è la gestione dei servizi pubblici tradizionali come pubblica illuminazione, rifiuti, verde pubblico. Questi non sono considerati beni comuni, infatti, con mia grande sopresa, nessuno ha protestato contro la scelta del governo Monti che ha cancellato i trasferimenti dello stato ai Comuni per finanziare questi servizi indivisibili (illuminazione e verde) attraverso la spesa pubblica. Ora sono a diretto carico dei cittadini attraverso la tassa sui rifiuti. Con la TARES ciascuno di noi pagherà anche i servizi indivisibili. Io ho protestato fin dall’estate scorso, perché temo che in pochi anni questi servizi saranno ridotti, proprio per rispondere alle legittime proteste dei cittadini che non vorranno pagare nella propria tassa dei rifiuti servizi che sono appunti pubblici. Questa protesta è stata ignorata completamente dalla cosiddetta ‘opinione pubblica’. A mio parere, ci sono meccanismi molto più equi di ripianare il bilancio dello stato.

In questo contesto, l’amministrazione comunale di Forlì ha voluto investire nel verde e nel territorio, realizzando strumenti di pianificazione e progetti di compensazione, il cui obiettivo è l’aumento del verde. Qualche dato. Numero alberature cittadine anno 2006: 28.958. Numero alberature cittadine anno 2013: 30.342. Questi dati si riferiscono ad alberature adulte e non considerano nuovi piantamenti mai censiti ad esempio il vivaio nuovi nati dove vengono messi a dimora circa 800 piantine all’anno.
Il problema della manutenzione rimane un grande problema. Ogni anno per la riduzione dei bilanci pubblici, i fondi destinati alla manutenzione del verde pubblico si riducono, mentre il verde e le alberature aumentano. Quali soluzioni adottare?
Inoltre, abbiamo ricevuto rapporti di pericolosità di alcune piante, in particolare pini, che per loro natura, e per le condizioni in cui sono stati messi a dimora, non sono compatibili con eventi climatici quali vento e neve. In alcuni casi, essi, fin dal loro impianto, non hanno avuto aiuole, e hanno a disposizione poco spazio per abitazioni vicine e alte. In alcuni viali della città, la mancanza di programmazione del verde, ha portato a sovrapposizioni di essenze diverse, e spesso i lavori pubblici o privati, hanno aggredito le piante, che essendo appunto esseri viventi, hanno ferite aperte.
Quali soluzioni adottare?
L’amministrazione comunale ha adottato il seguente metodo. Ha espresso due indirizzi:
1) Qualora in un viale siano necessari molti interventi di abbattimento per ragioni di sicurezza, è preferibile riqualificare e riprogettare l’intero viale, perché interventi parziali sono difficili (una pianta piccola soffre in mezzo a due più alte), o impossibili.
2) Ha deciso di progettare un piano del verde cittadino, ovvero un piano urbanistico dei viali alberati, che pianifica la manutenzione ed eventuali sostituzioni delle alberature in un periodo temporale medio-lungo.
Entrambe le attività sono state affidate alla commissione verde, in cui sono rappresentati esperti, tecnici agronomi, i funzionari del Comune, rappresentanti dei cittadini, della maggioranza e della minoranza in consiglio comunale. Essa a inizio anno ha completato i primi progetti:
– sostituzione dei pini di viale Bolognesi, per ragioni di sicurezza, 80 pini verranno sostituiti con 125 aceri;
– sostituzione delle piante di corso Diaz, 34 alberi verranno sostituiti con 61 tra peri, meli e ciliegi da fiore;
– via Fronticelli Baldelli, 12 tra peri e meli da fiore in sostituzione delle alberature rimosse per malattie.

Il secondo progetto è un tentativo di riqualificare un corso importante, recuperando l’aspetto originale del suo arredo verde, nell’ottica di valorizzare il centro cittadino.

I progetti sono stati presentati pubblicamente, con un incontro pubblico e due conferenze stampa a primavera, e verranno realizzati tra agosto e novembre.

Sono felice che si sia aperta una forte discussione in città su questi progetti. La discussione dimostra che amiamo la nostra città, e che comunicare i progetti è un compito difficile e delicato. Siamo a disposizione di tutti per condividere il piano del verde e trovare soluzioni condivise per mantenere il verde della nostra città.
Ho visto molti pregiudizi, da parte di chi omette di dire che ai tagli seguiranno nuove piante. Di chi omette di dire che il filtro ambientale aumenterà, perché le piante aumentano e non diminuiscono.
Ho visto le legittime proteste di chi lamenta che vengono eliminati essere viventi. Condivido, una scelta terribile e difficile, motivata da quello che ho scritto sopra. Ci sono alternative? Lieto di ascoltarle.


7 commenti a “Pini abbattuti: il parere dell’Assessore”

  1. Riccardo dice:

    Ti ha convinto?

  2. massimo mantellini dice:

    Beh no, per nulla, ma spero aiuti la discussione

  3. Massimo65 dice:

    Affermare che il Parco Urbano di Forlì è “una perla invidiata e riconosciuta da tutti” suona come la classica sboronata alla romagnola a cui non mi abituerò mai. Senza parlare dei presunti attuali e/o futuri parchi fluviali… Ma quali? Dieci anni prima che si aprisse la via ciclabile/pedonale fino a San Varano, sulle rive del “mio” Esino ne era stata già aperta una più lunga, ampia e bella senza tante autocelebrazioni. Poi tutto ´sto verde a Forlì lo vede solo l´assessore di una città, dove la gran parte degli abitanti passa il tempo a girare in auto. A leggere e sentire commenti di comuni cittadini, però, ognuno ha gli assessori all´ambiente che si merita.

  4. emanuele dice:

    A me il Parco urbano ‘Franco Agosto’ pare molto bello. Non ne ho visti tanti altri in città delle dimensioni di Forlì. Ad esempio a Cesena – che pure ha belle piste ciclabili verso il mare – non c’è. Poi è vero che i forlivesi girano molto in auto, infatti il parco piace di più ai non forlivesi. A me poi piace addirittura il parco di via Dragoni
    Sui pini non saprei, si rischia la guerra di religione…

    P.S. mi piace molto la svolta ‘local’ di Mantellini ;-)

  5. alberto dice:

    una cosa è uguale dappertutto, quando critichi un assessore pd sbagli sempre, perché ha sempre ragione lui, la solfa è sempre la stessa, è colpa dei tagli statali, smettetela di dire bambinate, noi governiamo veramente mentre voi chiacchierate, noi prendiamo sempre le decisioni migliori, quello che dite è sbagliato, noi siamo noi, e voi, nun siete…

    dappertutto la stessa cosa, o almeno. Risposte identiche qui in Toscana sono la regola fissa da assessori che siano comunali, provinciali, regionali, sempre la stessa solfa

    è rarissimo il caso di un amministratore che riconosce di aver fatto uno sbaglio, anche involontario, che accetta di tornare sui suoi passi, che prende in considerazione almeno come vaga ipotesi che si può fare, che si poteva fare, diversamente e meglio

    diciamo la cosa come sta, a livello di regioni dove governano senza uno straccio di limite ai loro poteri, hanno una tale abitudine al potere e alla disponibilità a esercitarlo, che qualunque siano le proteste o le considerazioni degli amministrati su qualsiasi argomento, si fa poi quello che vogliono gli amministratori, altro che discussioni e confronti

  6. Pernice Bianca dice:

    “Numero alberature cittadine anno 2006: 28.958. Numero alberature cittadine anno 2013: 30.342.”

    Spero che in questi numeri sono non siano comprese le “cose” piantate in Via Costanzo II e in Via Mattei … anzi se c’è qualche “botanico” in linea mi può spiegare cosa sono?

  7. aghezz dice:

    quello che non si dice mai è che un albero secolare non può essere “rimpiazzato” come si farebbe con un lampione o una panchina rotta. A parte il danno estetico irrecuperabile, per rimpiazzare la stessa superficie fogliare (con relativi benefici) di un albero secolare ci vorrebbero 10 alberi e non uno!!! Invece pensano di cavarsela mettendo uno stitico alberello che cresce al massimo per 3 o 4 metri e che fa ombra quanto un palo della luce. Questi sono vandali puri, vanno fermati senza se e senza ma, le nostre città diventano sempre più brutte e inabitabili per colpa di questi ottusi burocrati