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Sono settimane di grandi discussioni sul depeering di Telecom Italia. Il tema è molto tecnico ed importante e le reazioni e gli approfondimenti che è possibile leggere in rete sono spesso di segno radicalmente opposto. La Associazione Italiana Provider ha protestato sostenendo che una simile scelta potrebbe portare seri problemi alla Internet italiana. Quelle che potete trovare qui di seguito sono le Domande & Risposte preparate da Telecom Italia ai vari aspetti del problema. Spero siano utili per una ampia discussione.



(Le ragioni del depeering , Eraclito)



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Io apprezzo lo sforzo di Decina, di Cardani e di chiunque altro (compresi i soliti fiancheggiatori sui quotidiani che da giorni scrivono dolosamente questa balla della Agcom che si occupa solo dei grandi pirati, anche perché non va dimenticato che i quotidiani sono molto sensibili al tema per evidenti ragioni proprie) ma seguo queste cose da troppi anni per non conoscere il dente avvelenato e planetario degli estremisti della proprietà intellettuale. Odiano Internet, sono arrabbiati col mondo intero, vorrebbero far pagare non solo squali e sardine ma anche tutto il plancton intorno, organismo per organismo. Hanno fatto di tutto in questi anni, hanno intimidito con campagne pubblicitarie con manette in primo piano, hanno promosso siti web nei quali denunciare il proprio vicino di casa con la copia del sistema operativo pirata, hanno inserito software spia nei CD, portato in tribunale vecchiette accusate di aver condiviso 10 brani rap del nipote ed ora, – ora – in un Paese trascurbile come l’Italia, provano a raccontarci questa storia fenomenale dell’assalto ai grandi pirati e della contemporanea condiscendenza nei confronti dei ragazzini che si scambiano gli mp3 degli One Direction. Una differenza che non c’è, che riguarda solo la velocità del medesimo provvedimento per tutti, un banale doppio binario amministrativo per pratiche burocratiche che le major sbrigheranno velocemente e nelle quali Agcom farò solo da passacarte.


(Gli squali e le sardine del copyright, Il Post)


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8 commenti a “Cose scritte altrove”

  1. frank dice:

    ciao Massimo, osserva la combinazione tra gli scritti, è curiosa

    partiamo ad esempio dal secondo: come un’alternativa s’ingingantisce ed assume carattere monopolistico

    poi il primo messaggio che riguarda la situazione politica dell’impero Berlusconi “contro il quale il PD si è sempre rapidamente schierato in passato in situazioni simili” (ma alla fine passa in sordina la spartizione delle poltrone che contano, ed esattamente con gli stessi criteri che poi hanno devastato una parte d’economia e ferito gravemente una Repubblica che si vuol democratica)

    per poi arrivare al potere, e quindi il terzo messaggio: il governo reazionario e conservatore. Per almeno un ventennio

    e ci son riusciti, non so se ricordi, Massimo, il decreto del 30 DICEMBRE 2010… “regalo di Natale in ritardo”, dal governo alla Siae.

    la SIAE, un’altra corporazione

    http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/01/15/news/tassa_pc_telefonini-1953830/

    e sono leggi che poi non vengono smantellate quando cambia “idea politica” al governo..

  2. frank dice:

    il problema è che i regali e i favori possono diventare mostruosi, e di un cinismo e una spietatezza unici

    pensiemo al “favore” al Kazakhstan da parte di Italia e Francia.

    Non solo a Snowden non viene garantito lo status di rifugiato politico in quella UE che vuol ridiscutere il trattato di libero scambio commerciale con gli USA

    ma il dissidente (e famiglia – un fatto ancor più grave in Italia) viene impacchettato e donato ad una dittatura, un regime

    e infine l’ipocrisia sulle “tangenti internazionali”

    quando le tangenti internazionali sono già da tempo degli esseri umani

  3. frank dice:

    EC nel secondo caso “il dissidente” è riferito al dissidente del regime del Kazakhstan

  4. frank dice:

    (?? = il secondo scritto è cambiato :-) la mattina del 3 agosto trattava dell’ISP di Google
    http://eraclito.telecomitaliahub.it/2013/08/google-e-la-neutralita-variabile/
    ora di depeering di Telecom

    o “tutto scorre” o è uno scherzo di Eraclito

  5. frank dice:

    il depeering di Telecom è una sciagura. è evidente che non è un ambito idoneo a far battaglie commerciali e coloniali e con relative ritorsioni: ci sarà un peggioramento della qualità, prima a macchie di giaguaro

    la rete deve essere neutrale e organizzata secondo altre logiche paritetiche

  6. Pier Luigi Tolardo dice:

    Il problema della decisione di Telecom Italia è che non c’è più banda per tutti, che senza nuovi investimenti il siostema rischia il colasso, che Telecom Italia depauperata dall’Opa di Colaninno, dalle speculazioni di Tronchetti e dalla debolezza di Bernabè nei confronti dei suo azionisti di controllo, rischia il fallimento, per la prima volta nella sua storia o comunque una situazione molto simile al fallimento…
    in questo il Pd c’entra: senza Bersani Colaninno non avrebbe fatto l’Opa, quando Tronchetti si dilettava a dossierare Fassino lo difendeva, Bernabè ha goduto di troppo consenso e troppa indulgenza anche da parte del Pd, evidentemente non tutte le colpe sono di Berlusconi se l’Italia e Telecom Italia in primis vanno a ramengo…

  7. massimo mantellini dice:

    @frank, è cambiato perché mi sono ricordato improvvisamente che quello era il post che volevo linkare, nulla di misterioso ;) quanto al tema in sé per quello che sono riuscito a capire ascoltando molte campane diverse in queste settimane mi pare che la questione sia molto complessa ma che comunque abbia poco o nulla a che fare con la banda disponibile (mi spiace smentire Tolardo ;)

  8. Pier Luigi Tolardo dice:

    Figurati Mante, nessun problema ovviamente, secondo me la questione è prevalentemente economica, anche questa potrebbe essere una maniera per limitare la concorrenza, ieri ci si poteva permettere il lusso di tollerare altre presenze, oggi meno, quindi si, probabilmente la banda disponibile può essere un fattore non determinante anche se Telecom l’ha sempre denunciata in più occasioni, per questo penso che sarebbe il terreno naturale di un’indagine o istruttoria dell’Agcom e di un suo pronunciamento-arbitrato, se non che ci sta a fare, solo i regolamenti sul copyright?