Incuriosito da un articolo su giovani, web e tossicodipendenze pubblicato da corriere.it mi sono andato a leggere la relazione al Parlamento per il 2013 del Dipartimento per le politiche antidroga. Mi colpisce questa frase della presentazione alla stampa:


Cannabis e Internet

Il DPA nell’indagine di quest’anno ha inoltre rilevato il fenomeno cannabis su internet. Da un’analisi a largo spettro effettuata sui data base accessibili sia dagli enti istituzionali che dalle aziende di settore è stato possibile stimare che il numero dei siti tematici, che offrono sostanze o ne promuovono l’uso, abbia abbondantemente superato nel corso di quest’anno le 800.000 unità (dato sottostimato). Una decisa progressione se si ricorda il dato riferito al 2008 di circa 200.000.

L’analisi ha messo in relazione l’andamento in crescita dei siti dal 2008 al 2013 che pubblicizzano in vario modo l’uso di cannabis con l’andamento dei consumi nella popolazione tra i 15 e i 19 anni. Questa fascia di età, infatti, è quella che più utilizza internet e frequenta i social network



Così ho dato uno sguardo alla parte della relazione che riguarda il tema sintetizzato qui sopra (la potete trovare qui) e dalla relazione si può dedurre due cose:

1) che i numeri sull’aumento dei siti web che si occupano di cannabis sono numeri raccolti con criteri oscuri e casuali, senza alcun riferimento scientifico o statistico, numeri che sembrano messi lì un po’ a caso che comprendono un po’ di tutto comprese chiavi di ricerca in spagnolo (?) e gallerie su Pinterest.


Da un’ampia analisi effettuata sui database accessibili (utilizzando keywords specifiche in lingua italiana, inglese, spagnola, francese e appositi programmi semantici) sia degli enti istituzionali, che delle aziende di settore è stato possibile stimare che il numero dei siti tematici favorevoli alla legalizzazione e liberalizzazione o offrenti sostanze abbia abbondantemente superato nel corso di quest’anno le 800.000 unità (dato sotto stimato). Una decisa progressione se si guarda il dato riferito all’anno 2008, in cui si parla di circa 200.000.
Crescita considerevole anche per quelle pagine (a cui si è potuto liberamente accedere) che trattano con motivazioni positive l’argomento cannabis all’interno dei social network, sui forum tematici o nei blog a carattere personale, di cui si stima un livello decisamente alto, favorito dal successo dell’aggregazione, soprattutto giovanile, in ambito virtuale (come Facebook, YouTube, Pinterest, Myspace, ecc.). Il picco di 960.000 toccato a maggio del 2013 ha una proiezione in crescita del 2% entro fine anno.


2) Che la relazione fra ipotetico aumento dell’utilizzo di cannabis nella fascia 15-19 anni poiché gli adolescenti ed i giovani di quell’età utilizzano maggiormente Internet (come scrive la presentazione per la stampa) nella ricerca non c’è. Oltretutto sarebbe bastato controllare i numeri dell’accesso a Internet in Italia per sapere che la fascia di utenti in esame non è in nessuna maniera quella che “più utilizza Internet e i social media“.


In ogni caso il danno, casuale o intenzionale che sia, ormai è fatto: tutti i quotidiani di domani avranno un articolo su questa notizia secondo la quale i nostri figli minorenni si fumano molte canne perché stanno molto tempo su Internet dove i siti web che inneggiano alla droga, che ti insegnano ad utilizzarla e che te la vendono, sono in vorticoso aumento. Nulla di tutto questo sarà, molto probabilmente, vero.

9 commenti a “Tossici e nuvole”

  1. Santiago dice:

    Proprio oggi mi hanno linkato in privato quel articolo. E di tutto quel che ho detto e pensato non mi è passato per la testa che Mante l’avrebbe smontato. Forse perché mi fumo troppe canne, o forse perché pensavo che Mante anziché far cose serie fumassi le canne. Ad ogni modo, grazie.

    E grazie ancora alla stampa italiana per l’incredibile qualità dell’informazione! =P

  2. Andrea dice:

    Le canne sono la cosa più incredibilmente age-agnostic che ci sia in questo paese, e nessuna relazione fatta a cane mi toglierà questa empirica convinzione

  3. Boris Limpopo dice:

    Da 200 a 800 mila siti cannabis-related in 5 anni: in Italia? worldwide? nei paesi che usano alfabeti latini? che usano le lingue in cui sono state fatte le ricerche?
    E, nello stesso periodo, di quanto sono cresciuti – in un aggregato comparabile – i siti in totale? Perché se, mettiamo, fossero quintuplicati non ci sarebbe molto da preoccuparti, no?

  4. Al dice:

    Ma anche se la fascia di utenti in esame fosse quella che “più utilizza Internet e i social media“ bisognerebbe stabilire la correlazione, perché sennò si potrebbe anche dire che questa fascia è quella che più frequenta le scuole superiori, quindi potrebbe essere la scuola la causa dell’aumento dell’utilizzo di cannabis, etc.

  5. frank dice:

    Esattamente. Massimo hai colto al volo la tossicodipendenza in questione: in ogni caso il danno è ormai fatto. E’ una sistematica falsificazione, noi non ci pensiamo, ma è organizzata anche se non tutti sono assuefatti allo stesso modo. Per tante ragioni, per cultura, per carattere anche, per educazione

    Bisogna prima di tutto disintossicarsi da questa prassi politica, ha una tossicità profonda, prima di tutto perchè spesso frega anche il più esperto e lo narcotizza

    Per quanto riguarda gli altri utilizzatori di sostanze psicotrope e piante varie ed eventuali, posso solo informarli sulla realtà e stimolare la critica. Il divieto è spesso inutile, e soprattutto dannoso quando il problema è il consumo compulsivo di notizie false.

  6. ArgiaSbolenfi dice:

    Noi saremo senza speranza oltre a dover subìre continue vaccate come questa, ma bisogna dire che anche in Inghilterra non scherzano. Continuamente in preda a manie censorie, ora pare esserci questo tentativo di imporre agli ISP di fare in modo che il porno diventi un opt-in. Verrà fuori un pasticcio inutile, e temo che qualcuno da noi vorrà seguire l’esempio..

  7. Ernesto dice:

    Ma tutta la relazione si basa su dati fantasiosi, il presunto calo del consumo viene desunto a capocchia da dichiarazioni a campione (ognuno può rendersi del valore che possono avere dato l’argomento) o sui dati di accesso ai sert (che semmai indicano un minor utilizzo dai servizi non certo un minor uso di sostanze) o da generici dati su arresti e carcerazioni ( e anche questi non vogliono dire nulla dato che rappresentano una infima percentuale del fenomeno). Però ogni anno qualcuno sente il bisogno di far uscire la notizia sui consumi in calo, poi va da se che la realtà è ben diversa, ma che importa?

  8. diamonds dice:

    ma in parlamento il narcotest è sempre solo su base volontaria?

    http://www.youtube.com/watch?v=ljg0gHs55bo

  9. simo dice:

    notevole caso di correlazione e causazione, qui molti altri esempi: http://agbeat.com/wp-content/uploads/2011/12/causation-correlation.jpg è ora che il mondo… SAPPIA!