Contrappunti su Punto Informatico di domani.

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Per quello che riesco ad immaginare le ragioni per cui Edward Snowden si è alzato una mattina nella sua casetta alle Hawaii, si è vestito, è uscito di casa ed è salito su un aereo per andare ad infilarsi nel più grosso guaio fra quelli che la sua giovane vita poteva procurargli, potrebbero essere le seguenti:

1) Snowden è un paziente psichiatrico. La sua è una sindrome bipolare che lo porta da un lato a deprimersi per le sorti del mondo spiato dai cattivi (NSA, CIA, FBI, i rettiliani, chi volete voi) dall’altro, nei momenti di euforia ed iperattività, ad immaginarsi nei panni del salvatore dei destini dell’umanità, svelando al mondo i molti segreti di cui è a conoscenza.

2) Snowden è perfettamente sano ma è pagato/ricattato dai Cinesi (o dai Russi, dai Nord Coreani o da chi volete voi). L’operazione Prism serve a screditare il sistema di intelligence americano scardinandolo dall’interno.

3) Snowden non è pagato/ricattato dai Cinesi ma è un narcisista di alto grado (lo ha scritto anche un editorialista che NYT che gli ha dedicato un accurato profilo psicologico senza averlo mai incontrato). Voleva che il mondo parlasse di lui, che le sue foto fossero avvicinate a quelle di Assange, che i giornalisti lo inseguissero a Hong Kong per un’intervista. Del resto non gli è riuscito nemmeno di finire le scuole superiori: figuratevi come significa per uno che nemmeno ha finito le scuole superiori e che ha una fidanzata danzatrice acrobatica, immaginarsi in prima pagina contemporaneamente sul Washington Post e su Le Monde.

4) Snowden non è un narcisista ma è un tipo molto vendicativo. Qualcuno fra i suoi capi a NSA lo ha trattato male e lui si è semplicemente vendicato raccontando (anzi spifferando) quel poco che sapeva del suo lavoro, ovviamente ingigantendolo molto. Se lavorava da un fiorista tagliava i tubi dell’irrigazione nel week end.

5) Snowden non è vendicativo e non taglia i tubi nel weekend, ma se ne è andato da casa perché la sua fidanzata aveva un altro. Ha inventato la storia di Verizon e di Prism perché si vergognava di ammettere di essere in fuga da una delusione sentimentale. Per quello le slide di PowerPoint che ha passato al Guardian sono così caotiche e colorate.

6) Snowden non è stato tradito, semplicemente alle Hawaii faceva troppo caldo. Non a caso secondo alcune indiscrezioni forse chiederà asilo politico all’Islanda.

È in atto da qualche giorno una evidente messa in sordina del caso dell’analista dell’NSA che ha spifferato i segreti della compagnia e che ora rischia di essere braccato, incarcerato ed incriminato. Minimizzano tutti, in tutte le maniere possibili. È interesse di molti che il caso Snowden passi nelle prossime settimane ad un minor livello di attenzione mediatica e politica. Così ora Prism inizia a diventare una cosa che in fondo si sapeva, il data mining di tutti gli utenti di Verizon una procedura quasi standard, garantita da un ferrea griglia di paletti democratici. Quelli che ancora credono alle rivelazioni di Snowden vengono agilmente separati in creduloni da un lato e complottisti dall’altro. I governi europei nella sostanza tacciono, le piattaforme di rete negano compatte ogni ampio coinvolgimento. Tutti sono buoni, insomma, tutti tranne Edward.

Ma se per davvero nulla è successo saremo costretti ad affidarci ad una qualsiasi delle sei ipotesi (comprese anche quelle scherzose) citate qui sopra per capire cosa è accaduto nella testa di un ragazzo 29enne che si è svegliato una mattina decidendo di affrontare da solo il drago. Se anche a voi, come a me, nessuna delle tesi dietrologiche ssembra convincente, vale forse la pena di considerare un’ultima possibilità. Forse la meno probabile, certamente la più affascinante. Ogni tanto, molto raramente, un San Giorgio nasce.

16 commenti a “Anteprima Punto Informatico”

  1. Al dice:

    Poiché gli usa cercheranno in tutti i modi di estradarlo, non sarebbe male che un paese europeo si facesse avanti per offrirgli asilo politico. Uk si è già tirato fuori, per l’Italia non sarei ottimista, ma dalla Francia o al limite dalla Germania o chissà qualche paese nordico un certo scatto me lo aspetterei.
    E questa sarebbe anche un buona causa per una mobilitazione e una petizione a livello europeo.

  2. Shylock dice:

    E vabbé, facciamo santo subito l’ennesimo ‘narcisista’ (aka attention whore) che pensa che rispettare un non disclosure agreement letto e sottoscritto sia un optional.
    Vorrei vedere tutti i paladini della trasparenza sempre comunque ad ogni costo, se qualcuno andasse a spifferare in mondovisione i loro altarini, dopo essersi impegnato (ed essere stato pagato) per non farlo.

  3. arbaman dice:

    Essì, il rispetto di un Non Disclosure Agreement é fondamentale.
    Avete trovato lavoro chessò..in un canile e scoprite che usano i randagi per la vivisezione ? Oppure in un innocente topless bar ma le ragazze vengono fatte sparire per fare dei sordidi snuff movies ? Ehi, cazzo é quella vocina che vi dice che forse dovreste fare qualcosa al più presto, tentare di mettere fine a delitti e soprusi ? Avete firmato un NDC, vi siete impegnati e siete stati pagati per farlo; girate pure la testa dall’altra parte, il mondo non é mica fatto per le mammolette.

  4. Shylock dice:

    Avete trovato lavoro chessò.. alla CIA e scoprite che spiano la gente? E chi l’avrebbe mai detto?

  5. Andrea dice:

    Shylock, bel modo di riassumere una gigantesca violazione dei diritti fondamentali della persona, degli americani e, ancor di più, degli utenti di mezzo mondo.
    Stai tranquillo, gliela faranno pagare cara, e non servirà quasi a nulla. Il tuo NDC si ristabilirà più forte e rispettato di prima.

  6. Enrico dice:

    Se ha diffuso informazioni riservate non vedo perché non dovrebbe pagare, lui sapeva bene per chi lavorava e cosa avrebbe dovuto fare.

  7. mORA dice:

    @Enrico

    Se ti rileggi, vedrai che hai scritto una cosa senza senso.

    Per il modo stesso con cui lavorano i servizi, quando vieni avvicinato non sai di cosa ti occuperai.

    Perché siccome c’è il rischio che uno non accetti, e succede eh, allora quando inizi non sai proprio nulla di quello che andrai a fare. Esattamente come non lo sai tu e non lo so io.

    A questo punto accade che dopo un po’ ti renda davvero conto di cosa fai. Se sei tagliato per quel mestiere la cosa ti eccita, come il killer, il macellaio o il chirurgo, che fanno la stessa cosa ma l’ultimo anestetizza.

    Ma se non sei tagliato, se non è per te, se il tutto ti shocca allora.

    Ecco, allora qualcosa.
    E “tutto bene come prima” non è compreso.

    * * *

    Prendi l’esempio dei militari in teatri operativi.
    Sai perché esiste la PTSD?

    Perché se hai deciso di arruolarti è per mangiare, e ti ritrovi a fare tutt’altro, buona parte del quale non potevi nemmeno lontanamente immaginare:

    http://www.ilpost.it/2013/06/07/chris-kyle-tiratore-scelto/

    * * *

    Vorrei far notare infine una cosa: i pentiti di mafia, dicono nulla?!

  8. Shylock dice:

    @mORA: forse non saprai prima i _dettagli_ di cosa andrai a fare, ma che la mission della CIA sia raccogliere informazioni senza informarne nessuno, men che meno i diretti interessati (aka: spiare) lo sanno anche i bambini.
    E non vedo di quale PTSD abbia potuto soffrire Snowden, che non è mai stato in un teatro di guerra, o Manning, la cui unica esperienza di ‘combat’ è stata uno scontro con una collega e l’unico possibile ‘trauma’ da lui riportato l’essersi spezzato un’unghia quando le ha dato un pugno in faccia.
    Il punto è che qui si esaltano degli improbabili paladini che prima sono andati a fare i tirapiedi alla Dragons&Co. e dopo un po’ hanno deciso che il costumino da San Giorgio gli donava di più.
    P.S. Il 99virgolaqualcosa dei ‘pentiti’ non è pentito di nulla, è solo gente beccata con le mani nel sacco che cerca di sfangarla tirando in mezzo i propri complici.

  9. luzmic dice:

    Le lezioni personali che traggo io dalla faccenda:
    1. Che il potere risieda anche nel possesso di informazioni riservate è una cosa che è sempre successa e sempre succederà.
    2. Nelle società in cui c’è molta libertà di comunicazione e molta interconnessione, è molto molto difficile fare qualcosa e sperare che nessuno se ne accorga. Questo vale anche per le agenzie americane che mettono su un sistema segreto di qualsiasi tipo.
    3. Sapere che siamo da sempre spiabili e spiati non significa che dobbiamo rassegnarci all’ineluttabile. E’ giusto protestare. Ma è giusto anche ricordarsi che saremo spiabili e spiati anche dopo che avremo protestato e quindi cerchiamo di capire che dati lasciamo uscire dalla nostra sfera e come lo facciamo.

  10. Trentasei dice:

    mi pare sfugga a qualche commentatore la differenza fra spiare qualcuno con qualche sospetto (e quindi all’interno di una avanzata strategia anticrimine) e tenere sotto controllo tutta la popolazione indiscriminatamente, violando il diritto alla privacy e alla libertà che ogni cittadino ha di ridere, cagare e sparare cazzate senza che lo stato ne sia informato. Si chiama libertà individuale, lo Stato non ha il diritto di appropriarsene, ma il problema maggiore è che con la scusa della sicurezza e del bene comune stanno violando ogni diritto, e sempre più le reazioni non sono indignate, ma appoggiano e sostengono questa violazione, porgendo pure la vaselina per questo grande fratello autorizzato.

  11. pampurio dice:

    aka ( aka attimino)

  12. frank dice:

    non è esattamente così

    “si sapeva” ma a saperlo erano generici “complottisti” e assimilati..

    è un meccanismo comunicativo efficace

    ma anche lo stesso Echelon, che controlla tutte le comunicazioni telematiche: la UE si è chiesta “a che serve?”

    https://it.wikipedia.org/wiki/ECHELON

    Su ECHELON sono state sollevate, negli anni, numerose interpellanze al Parlamento europeo, il quale ha aperto una commissione temporanea sul caso.[10] Sempre il Parlamento europeo, alla vigilia degli attentati alle torri gemelle, deliberò una serie di contromisure per contrastare ECHELON.[11]
    In passato si è sospettato che il sistema possa essere stato utilizzato anche per scopi illeciti, come lo spionaggio industriale, a favore delle nazioni che lo controllano, a discapito delle aziende di altri Paesi, anche se a loro volta aderenti alla NATO.

  13. frank dice:

    ma credo tu abbia ragione, Massimo: Snowden è in pericolo

    https://secure.avaaz.org/it/stop_prism_global/?fp

    Quando Bradley Manning ha passato questo tipo di dati a Wikileaks, gli USA lo hanno messo in condizioni di isolamento che l’ONU ha definito “crudeli, inumane e degradanti”.

  14. frank dice:

    7) oppure Snowden è ancora un agente CIA e NSA in servizio, con un ruolo preciso e una spaccatura profonda nel sistema

    se pensiamo a quel che succede in Vaticano, non è impossibile

  15. Visto nel Web – 84 | Ok, panico dice:

    […] Contrappunti su Punto Informatico di domani cioè no, di domenica scorsa, su Snowden & Prism ::: manteblog […]

  16. La privacy digitale è morta (e non è mai nata) ← Enrico Giammarco dice:

    […] Come vi ho scritto qualche giorno fa, quanto sta emergendo dallo scandalo NSA ha turbato molte anime che hanno a cuore il destino della Rete e della nostra libertà. Me compreso, […]