Da Eraclito di oggi:

Da diverse settimane è in corso sui media italiani una intensa campagna che ha per oggetto la regolamentazione della rete Internet. I protagonisti della discussione sono molto spesso personalità ai vertici dei processi decisionali del Paese: i presidenti di Camera e Senato, numerosi parlamentari, i Presidenti delle Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Antitrust e Privacy. Un riassunto accurato di tutti questi stimoli verso una Internet maggiormente controllata è contenuto in questo articolo scritto da Alessandro Longo su Chefuturo. Senza entrare nella discussione sui temi in esame, temi che riguardano l’assetto complessivo del Paese, la sua capacità di interpretare l’innovazione e la libertà di espressione, va segnalata una formidabile assenza: quella dei molti soggetti che avrebbero titolo ed interesse per contestare ed argomentare meglio gli argomenti e le preoccupazioni verso Internet che ormai quotidianamente troviamo sulle pagine dei giornali. In altre parole non sembra esistere un fronte a favore di Internet in Italia che partecipi a buon titolo alla discussione in atto. È anche questo un limite culturale non differente da quello che attamaglia i massimalisti della Internet cattiva e pericolosa. Il mio parere è che le grandi compagnie telefoniche, le aziende del software e quelle che offrono piattaforme di rete avrebbero interesse a riunire i loro punti di vista e quelli dei loro utenti dentro un progetto comune di difesa degli interessi della rete italiana che è oggi in un momento di grande difficoltà. Un patto coraggioso sui temi della libertà e della democrazia da contrapporre alla retorica solita del Far West di cui leggiamo quotidianamente.

Serve insomma un patto per Internet perchè questo Paese non diventi ancora di più l’eccezione europea allo sviluppo tecnologico.

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