Non era intenzione di Laura Boldrini proporre nuove leggi per il web. Lo ha fatto sapere ieri. Anche Pietro Grasso ha dichiarato che non era sua intenzione proporre nuove leggi per il web. Lo ha fatto sapere oggi. Nel frattempo pare che due agenti della Polizia Postale nelle settimane scorse siano stati dislocati in Parlamento per occuparsi delle citazioni online (minacce, diffamazioni, fotomontaggi ecc) del Presidente della Camera. Cose che dubito sarebbe accaduta se la denuncia fosse arrivata da qualsiasi altro cittadino. Nel frattempo la Polizia postale ha fatto irruzione in casa di un giornalista di Latina colpevole di aver condiviso su Facebook una foto senza veli affermando che forse poteva trattarsi di una foto di Laura Boldrini. Nel frattempo il capo della Polizia Postale ha rilasciato una intervista al Corriere nella quale dice che controlleranno il web con delle volanti virtuali (con quanti uomini però non lo dice). La situazione è semplice: c’è un numero molto ampio di persone che parla liberamente di cose che non conosce o che conosce molto poco. E che poi nella più usuale delle commedie all’italiana dice di essere stata equivocata. Le conseguenze le pagano loro e le paghiamo (soprattutto) tutti noi.

13 commenti a “Riassunto delle (tristi) puntate precedenti”

  1. Dario Salvelli dice:

    A mio avviso molto è nato da questo pezzo di Dagospia (che aveva già riassunto molte cose) che Repubblica ha poi ripreso per montarci su un caso sia con l’intervista alla Boldrini che riprendendo quanto viene scritto: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-la-scorta-sul-web-della-boldrini-rinuncia-allauto-blu-ma-pretende-7-poliziotti-54794.htm

    Direi che c’è una grossa responsabilità anche dei media su questo caso, più che su quello delle email del M5S.

  2. Domiziano Galia dice:

    Occhio, che un solerte maresciallo potrebbe ascrivere l’ironia di questo post a irrisione nei confronti della terza carica dello Stato.

  3. Marta Rapezzi dice:

    Non mi pare che le minacce di stupro e morte ricevute dal Presidente Boldrini da gruppi neonazisti possano essere definiti contro la sua “reputazione”. Una minaccia è una minaccia, che la si riceva via web o in strada. O no?

  4. ste dice:

    A parte minacce che sono minacce: cercando su google img il suo nome con i termini proposti in automatico i fondo alla pagina si legge:
    In risposta ad una richiesta legale inviata a Google, abbiamo rimosso 4 risultati da questa pagina. Se lo desideri, puoi ottenere ulteriori informazioni sulla richiesta a http://www.chillingeffects.org/notice.cgi?sID=904755

    Lodevole iniziativa della EFF, e interessante anche “l’effetto streisand” illustrato nelle FAQ, ovvero la pubblicità e ulteriore diffusione d ciò che si vuole eliminare.

  5. Carlo M dice:

    quindi le minacce sarebbero un semplice un problema di reputazione? quindi se domani io scrivo una email a tua moglie minacciandola di morte ledo la sua reputazione? massimo rileggiti, perché hai scritto una bestialità.

  6. massimo mantellini dice:

    @Marta @Carlo avete ragione correggo

  7. Carlo M dice:

    mah. le minacce sono minacce, mica “citazioni”.
    ma capisco, c’è da difendere “il web”, a prescindere, e chiamare le cose col loro nome proprio non si può…

    vabbè ora vi saluto, vado a citare due stronzi che stanno giocando a pallone sotto le mie finestre.

  8. Riccardo dice:

    Mantellini

    il solo modo efficace di mantenere la rete ciò che “quelli che la conoscono” pensano che sia – visto che a quanto pare esiste un criterio metafisico limpidissimo che distingue “quelli che la conoscono” da “quelli che non la conoscono”, è che – precisamente – “quelli che la conoscono” se ne facciano RESPONSABILI. Direi anzi che farsene RESPONSABILI è il solo criterio che distingua nei fatti, operativamente, chi “la conosce” da chi non la conosce. O devo pensare che uno che afferma sul Post “la rete è fatta così: se a Boldrini non piace vada altrove” è uno che conosce, vista la sicurezza con cui afferma “la rete è fatta così” e con cui tira la conseguenza “Boldrini vada altrove”?
    E che mi dice di questo altro fenomeno:
    “A” scrive o dichiara “mi piaccono le pere”.
    “B” (uno che conosce, perché ha diecimila followers) twitta o posta: “A dice che le mele fanno schifo, e pensa di vietarle!”
    “C” e altri diecimila urlano “attentato alla libertà della frutta!”
    “A” scrive o dichiara “non intendevo affatto dire che le mele fanno schifo!”
    “B” conclude “A ha smentito: è la prova che intendeva vietare le mele”

    Se questo è un fenomeno della rete, bisogna forse per questo accettarlo così com’è, sotto pena di finire classificati fra quelli “che non conoscono”?

    Riempite la rete di qualità: è questo il solo “controllo” efficace.

  9. gregor dice:

    E che a dire certe cose sono state le seguenti persone:
    Boldrini, ex portavoce dell’ONU, quindi esperta di diritti civili
    Grasso, ex magistrato, esperto di diritto
    il capo della polizia postale, in teoria, esperto di cose della rete

    Se tutto va bene siamo rovinati…

  10. Master dice:

    Eh certo perché è invece Mantellini che decide chi davvero si intende di Rete e cosa la Rete sia in realtà.

    Massimo…
    a) Se la Boldrini non vuole nuove leggi per il Web, fattene una ragione.
    b) Se Grasso non vuole nuove leggi per il Web, fattene una ragione
    c) Cosa c’è di strano se la polizia indaga un tanghero che ha messo on-line foto di donne nude spacciandole per la Presidente della Camera?
    d) Cosa c’è di strano se due poliziotti si occupano specificamente delle minacce di morte rivolte alla Presidente della Camera?
    e) Se la polizia postale dice che intende monitorare le attività che avvengono in rete (facendo l’esempio popolare delle “volanti”) cosa c’è di assurdo? Visto che, peraltro, già lo fa.

    La verità è che qui c’è una gran voglia di fare del qualunquismo misto a massicce dose di populismo. Di giocare a fare quelli che si intendono della Rete, mentre tutti gli altri non ne capiscono niente. Ma è un gioco che comincia a non funzionare più neppure nel ristretto cerchio dell’intellighenzia del Web.

  11. Fantastik dice:

    Però attenzione… perchè la repressione in Italia si declina in modi stravaganti ma anche di inusitata inciviltà e violenza. Non è solo commedia: il fatto è che Boldrini e Grasso sapevano bene, conoscono bene come gira il sistema mediatico e quindi la minaccia di chi usa il potere.

    Non soltanto ignoranza

  12. Gigio dice:

    Quindi pretendiamo la libertà di minacciare qualcuno o di pubblicare foto dicendo che è lui/lei nuda? Boh. Già all’altro post ho visto che rispondi solo ai tuoi “pari” (quelli che “il web siamo noi è voi non capite un cazzo”) ma Mante ti giuro che non riesco più a starti dietro.

  13. massimo mantellini dice:

    @gigio no, nessuno sostiene nulla del genere, semmai pretendere che chi è in posti di grande visibilità prima di parlare si informi (rispondo in genere quando ho qualcosa da rispondere e non hai miei “pari”)