L’articolo di Eugenio Scalfari su Casaleggio che fa i videogames a pranzo assomiglia molto ad uno dei punti più bassi della lunga carriera del fondatore di Repubblica.

Il suo commensale rispondeva con poche parole ma tra una portata e l’altra guardava il suo modernissimo telefonino seguendo su di esso un programma di videogiochi; raramente il suo sguardo si posava sul suo interlocutore.


21 commenti a “Il modernissimo telefonino di Casaleggio”

  1. andrea61 dice:

    A me umanamente spiace molto, ma è da lungo tempo che Scalfari sforna articolesse palesemente offensive per la sua storia giornalistica.

  2. alessandro dice:

    che miseria umana

  3. cristina2807 dice:

    “Eugenio, ho letto il tuo articolo, ecco, forse è meglio non pubblicarlo, sai ti distruggerebbero e avrebbero di nuovo lo spunto per dire che noi del Gruppo L’espresso stiamo facendo una battaglia con pessimi mezzi.”

  4. Ishmael dice:

    Per motivi di spazio non è apparso il paragrafo in cui raccontava più in dettaglio il modernissimo videogioco:
    “Un quadrato bianco rimbalza sullo schermo del modernissimo telefonino, con due astine verticali ai lati che vanno su e giù. Se il quadratino intercetta l’astina rimbalza sul lato opposto, altrimenti va fuori campo”

  5. Roby10 dice:

    Ma al di la dei contenuti, solo a me da l’impressione di essere scritto con la qualità di un tema di terza elementare?
    Ma davvero un giornalista e fondatore di un quotidiano scrive in questo modo?

  6. lorZ dice:

    Pannella, Scalfari, l’incapacità dei giovani di pensionare i loro padri/padroni.

  7. paolo d.a. dice:

    Beh anche l’ultimo Bocca, con tutto il rispetto, non era da meno. Sorridiamoci sopra, presto o tardi la smetterà (ok, questa è un po’ acida ma è colpa del caffé schifoso di stamattina).

  8. Maurizio Camagna dice:

    Ok, ho letto l’articolo. Va bene, è scritto male e argomentato peggio. Però un senso ce l’ha. L’immagine di Casaleggio autistico tutto concentrato sul suo telefonino invece che sull’interlocutore qualcosa del personaggio descrive e aiuta a comprendere le reazioni del M5* ai tentativi di dialogo del PD. Io non lo liquiderei così su due piedi.

  9. L1 dice:

    va bene maurizio, ma un pezzo mal argomentato dovrei ritenerlo affidabile? a ‘sti punti devo pensare che l’autismo di casaleggio che rilevi sia semplicemente inesistente, e quindi inutile a comprendere le reazioni etc etc come dici. no?

  10. Nicholas dice:

    Non per paragonare in maniera più assoluta Casaleggio a Zuckerberg, ma questo raccontino mi ha ricordato una scena di The Social Network: http://www.youtube.com/watch?v=A6f-6l0W-0o

  11. Paul dice:

    In terza elementare devo aver scritto un tema uguale uguale.

  12. Corrado dice:

    Mah l’articolo non è un gran che ( anche Omero…) ma è possibile che ogniqualvolta si critica internet o tecnologie di connessione ( in questo caso starsene a giocare al telefonino a pranzo, robe magari da scappellotto se fosse un bambino, prima Travaglio con i maleducati) Mantellini interviene a difesa del sacro graal?

  13. Enrico Giammarco dice:

    Non commento la qualità dell’articolo, ma il focus sullo scontro generazionale anche sui modi della comunicazione, e la difficoltà tutta moderna a mantenere un livello di concentrazione e attenzione su temi o interlocutori è azzeccato…

  14. massimo mantellini dice:

    @Corrado pensa che in questo caso a me la questione tecnologica era del tutto sfuggita, mi colpiva invece il fatto di aver costruito una tesi su un preconcetto e sul sentito dire

  15. Daniele Minotti dice:

    Casaleggio ha peculato l’amico di Scalfari: in realtà gli stava facendo un vedere il mitico SWG4

  16. Alessandro dice:

    Beh.. io l’ho letto stamattina. Non entro nel merito del linguaggio (anche se chiaramente old fashioned), ma se io intervistassi qualcuno che tutto il tempo sta a cazzeggiare con quello che volete voi, minimo lo mando affanculo!

  17. Daniele Minotti dice:

    Soprattutto, il compositore automatico del mio cellulare non e’ cosi’ modernissimo come quello di Casaleggio :-/

  18. Dino Sani dice:

    L’atteggiamento degli intellettuali (e dei politici) di sinistra nei confronti di Beppe Grillo sembra lo stesso praticato per vent’anni con Berlusconi. Demonizzazione da un lato, inciuci e accordi sottobanco dall’altro. Il risultato lo abbiamo visto dal 1994 ad oggi. Possibile che non riescano proprio a imparare dai propri errori? Come diceva Moretti, prima di perdere a che lui la testa, “con questi dirigenti non vinceremo mai nulla” .
    Domanda: perché non parlare di CONTENUTI ? Invece di setacciare le vite dei “grillini” e dei loro capi, perché non ne mettono in discussione il programma? Almeno Mantellini mesi fa ci ha provato….

  19. Pier Luigi Tolardo dice:

    Casaleggio non concede interviste alle tv e nemmeno ai giornali italiani, è un atteggiamento che, certamente, il Papa teneva fino a PIO XII. Sappiamo di lui solo quello che scrive nei 2 libri, uno a 2 mani con Grillo e l’altro con Grillo e Fo. Poi c’è il video sulla guerra mondiale che profetizza la scomparsa di religioni ed ideologie, poi la famosa intervista ad un giornale americano di cui parla di Grillo come Gesù, poi le rivelazioni di un colloquio con l’ambasciatore americano a cui sembrava uno di Confindustria e poi l’intervento breve nel comizio finale a Piazza San Anche militanti 5 Stelle parlano di lui come di un uomo umanamente abbastanza freddo.
    Scalfari ha voluto rappresentare questa dimensione di Casaleggio , che traspare dal poco che ha voluto farci vedere di sè: un un uomo tutto concentrato sulla tecnologia, che crede nel potere salvifico e palingenetico della Rete. Cero , semplificare e banalizzare una personalità come Casal eggio non va bene, ma se lui più di tanto non si fa conoscere, cosa dovrebbe fare un editorialista ? In un movimento politico la persona che ne è il fondatore e animatore, leader suo malgrado, non sarà tutto ma è molto…moltissimo…I programmi sono tutti molto belli, magari anche quelli di destra , poi sono gli uomini ad attuarli e fanno la differenza…

  20. theus dice:

    Posso solo dire che NON ESISTE che le mie figlie stiano a tavola con cellulari/libri o altri gadget. A tavola si mangia e ci si intrattiene con i commensali. Soprattutto se non si è in famiglia. E’ questo che mi hanno (faticosamente) insegnato i miei genitori.
    Mi sembra una questione di BUONA EDUCAZIONE. Penso sia questo lo Scalfari pensiero. Che varrebbe anche se il commensale avesse letto una quattrocentina …

  21. lorZ dice:

    Aggiungo anche la barbarica Aspesi dopo l’intervista di questa sera.