Galatea descrive efficacemente l’immenso casino del Movimento Cinque Stelle disceso in Parlamento:


I “Grillini” già dopo i primi giorni si rendono conto che il meccanismo, che quando lo guardavano da fuori sembrava così semplice da criticare, è invece non complicato, ma complesso, e la sua complessità è però dovuta a esigenze serie. Si trovano pertanto stritolati in mezzo a ciò: da un lato un “capo carismatico” che non avendo alcuna esperienza di gestione politica spicciola emana dei diktat inapplicabili nella pratica, dall’altra una base in fermento, anche questa priva di coscienza di come funziona il meccanismo, che pretende Parlamenti aperti come scatolette e distruzione immediata dell’esistente; dall’altra ancora una platea di gente che ha votato il movimento per protesta, ma pretende che ora gli eletti si adoperino comunque per far funzionare speditamente il sistema. In mezzo i Parlamentari grillini, i quali, per giunta, arrivati nel Palazzo senza una pregressa esperienze di assemblee minori (Comuni, Province ed altro) e privi di un apparato di partito o di un “capo” che sia in grado di spiegare loro e formarli in tal senso, sono abbandonati a se stessi, nel bel mezzo, per altro, di una delle più confuse situazioni della storia repubblicana.


16 commenti a “Diktat inapplicabili”

  1. maravich dice:

    Se Grillo pubblicava la sua linea prima del voto si sarebbero allineati tutti i 5 Stelle, invece lui vuole che si autoavveri la sua profezia sui 15 traditori perché s’è spaventato del risultato elettorale troppo grosso che lo costringe a governare e spera che perdendo numeri e forza contrattuale il PD si rivolga altrove per formare la maggioranza, in modo da starsene bello tranquillo all’opposizione e poter additare l’inciucio in attesa delle prossime elezioni.

  2. Daniele Minotti dice:

    Esatto. E succederà.

  3. mORA dice:

    http://edue.wordpress.com/2013/02/27/post-suffragium/

  4. Marco dice:

    Se il risultato di anni di formazione è il PD allora siamo a posto.

  5. Padre Giacobbo da Voyager dice:

    ma scusate il pdl ha votato schifani, il pd grasso, scelta civica ha detto che votava scheda bianca (chissà se è vero che quel marpione di Casini l’ha fatto) ma se M5S sceglie di votare scheda bianca o un suo candidato è fuori dal mondo

    io non sono andato a votare e quindi non ho votato 5 stelle nè sono iscritto ai meetup e compagnia bella, nè ho firmato per i referendum e le leggi di iniziativa popolare però sembra che tutto quello che accade è colpa dei 5 stelle

  6. gregor dice:

    Mi fanno ridere i 2 capogruppo M5S che dicono “è stata tradita una prassi istituzionale” Se avessero votato Schifani ora presidente del senato ci sarebbe lui. Quindi di cosa stiamo parlando?

  7. Pier Luigi Tolardo dice:

    La prassi istituzionale di avere un presidente in quota opposizione è stata inaugurata e voluta da Aldo Moro, Giulio Andreotti e Berlinguer nel 76: con Ingrao Presidente della Camera e Fanfani al Senato, poi continuata con Jotti e Fanfani e infine con Napolitano e Spadolini: si voleva coinvolgere il èpiù importante partito di opposizione nella governance delle istituzioni parlamentari e addirittura del governo, con le astensioni e la non fiducia, cosda che i 5 Stelle non vogliono,con l’avvento del maggioritario i presidenti della Camera e del Senato sono sempre stati della coalizione che ha vinto le elezioni sia che fosse di Berlusconi o del centrosinistra. Sostanzialmente i 5 Stelle ci dicono che era meglio la Prima Repubblica: infatti Emilo colombo era perfetto come presidente del Senato, io almeno per una votazione lo avrei votato…Comunque con questa situazione qualunque governo reggerebbe niente, per cui al voto, al voto, al voto!!!

  8. Damiano dice:

    Secondo me è più centrato quello che scrive Piovono rane: “Credo che non sfugga a nessuno che senza i 160 eletti del M5S adesso alle presidenze delle Camere avremmo Finocchiaro e Franceschini.

    Quindi, per onestà intellettuale bisogna ammetterlo: sembrano aver cambiato più il Pd i grillini in tre settimane che noi eretici di sinistra in sei anni”.

  9. Pampurio dice:

    Quoto Damiano, e lo dico perchè ho votato SEL ma sono sicuro che senza i M5S così numerosi con piffero che avrei avuto il piacere immenso di avere la migliore presidente della Camera possibile, neppure immaginabile se vinceva il PD anche al Senato.

    E ora, se ai “vecchi” del PD gli si stringono le chiappe e escono dalla catalessi epocale in cui hanno piombato il partito in 20 anni di Berlusconi, solo perchè Grillo è un populista e si suoi “ragazzi” fanno paura, ben vengano i grillini , e che ce ne siano sempre tanti in parlamento, ma sempre nuovi però, perchè il mio timore è che faranno presto a diventare professionisti.

  10. Mario G. dice:

    E adesso?
    Ragassi, ma siam passi, stiamo mica qui a far dimagrire il Presidente del Senato

  11. Dino Sani dice:

    Alla fine stiam tutti sempre a criticare Grillo ma se non ci fosse stato lui in che situazione saremmo? Come dice Damiano alla Camere avremmo Finocchiaro e Franceschini. E magari D’Alema alla Presidenza della Repubblica.
    Certo le complicazioni dentro al post di Mante ci stanno tutte, ma vorrei far notare che la legislatura è appena iniziata, e ne hanno di lavoro da fare i “ragazzi 5 stelle”. Non carichiamoli di troppe aspettative, nè spremiamoli su una “linea” che proprio non esiste (quale sarebbe?). Piuttosto, siete sicuri che siano dei grillini quei 15 voti in più? Scommetterei che diversi esponenti di Lista Civica hanno votato Grasso, magari solo per creare confusione maggiore nel M5S.
    Certo se Grillo avesse anche lui un po’ più pazienza invece di urlare immediatamente al grande complotto, e prima di postare ci pensasse un secondo di più, eviterebbe di scrivere cose insensate, come la sparizione del voto segreto in parlamento.
    Ha fatto si che entrassero teste pensanti in parlamento, giovani e indipendenti. Deve essere orgoglioso di questo….

  12. paolo d.a. dice:

    Quelle riportate sono le stesse cose che ho letto prima del voto, durante il voto, dopo il voto.

    E’ per me sorprendente che persone di spiccata intelligenza come Galatea davvero credano di poter dare efficacemente lezioncine a Grillo o al Movimento. E non perché non siano in grado di darle, anzi, ma perché continuano a sottostimare l’intelligenza di chi fa parte del Movimento e di chi lo ha votato e anche di chi continua a sostenerlo.

    La sensazione è quella di un pesante gap culturale in molti osservatori: sono sorpresi dall’esistenza del movimento, sono sorpresi dall’esito del voto e non riescono a vedere cosa già sta cambiando grazie a quel voto. E quindi lo criticano, perché quel che non si comprende fa paura. Ogni giorno leggo le stesse cose un po’ ovunque.

    Inutile sottolineare che la citata confusione, come l’ha definita Galatea, è già servita a costringere i soliti noti a cambiare rotta, ad appoggiare gente che non appartiene al proprio apparato. Non è molto, ma è qualcosa, ed è molto più di quanto le garbate critiche pluriennali alla gestione della “cosa di sinistra” abbiano mai prodotto, come altri sottolineavano. Un altro paio d’anni di spallate e svoltiamo.

    Bon, mi son sfogato ;) Buon lunedi’.

  13. Pedro dice:

    Per cambiare il casino è condizione imprescindibile. E ben vengano queste spaccature, se servono a passare da un Franceschini/Finocchiaro a un Boldrini/Grasso, se servono a far incazzare Grillo, se servono ad arieggiare i locali. Se il PD sapesse interpretare e strutturare le richieste e le reali necessità del paese e a dialogare con chi ha voglia (ma inesperienza) invece di chi ha interessi (ma esperienza) le cose si aggiusterebbero da sè, incanalandosi da sole come un incastro perfetto. E tutti sti geni e fini osservatori la smetterebbero di blaterare interpretare e sindacare (con tutto il rispetto per Galatea).

  14. stefano nicoletti dice:

    basta!
    non sento niente!
    sedetevi, cribbio! rilassatevi e attaccate i popcorn, che il film è già iniziato e se mi perdo qualche scena poi non ci capisco più una beneamata.

  15. Fripp dice:

    Quello che scrive paolo d.a. sarebbe vero se il M5s e il suo “megafono” avessero espresso soddisfazione per quanto accaduto, ma mi risulta si avennuto il contrario…

  16. qfwfq dice:

    Per liberarci di Grillo c’è solo un modo, farlo governare. Passato un anno, quando avrà rotto le scatole a tutti (compresi i suoi sostenitori) allora vedremo