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Anche l’Amaca di Michele Serra di oggi è abbastanza una merda.

37 commenti a “Generalizzazione per generalizzazione”

  1. Zenone dice:

    Un tempo non si poteva parlar male della mamma, adesso di internet….mah!

  2. Pinellus dice:

    Michele Serra come tutte le forme di vita organiche, invecchia.
    E dai suoi scritti, pare che lo stia facendo male.

  3. Dino Sani dice:

    Come non essere d’accordo….generalizzando ovviamente!
    Tra l’altro Serra da buon analfabeta digitale fa una certa confusione tra web e Facebook, anche se capisco che oggi per molti può sembrare la stessa cosa….

  4. Logico dice:

    Michele Serra sembra scendere oggi da una amaca posta su Marte su cui sia salito prima delle invenzioni di Gutenberg.

  5. juhan dice:

    sono con Pinellus. Michele Serra è troppo vecchio.

  6. Pier Luigi Tolardo dice:

    Di Michele Serra mi piacciono più i libri di racconti delle Amache, però è un po’ che non ne scrive più,mi spiace…
    Di Benni mi piaceva tanto la prima satira, quella faceva sul Manifesto, raccolta da “La Tribù di Moro seduto”, meno la produzione letteraria ma certo se si era a messo a fare la spia….

  7. Simone dice:

    Serra, il vecchio.
    Benni, il balilla.
    Curcio, il carbonaro.

  8. Trentasei dice:

    volevo solo farti notare che è “riproduzione riservata”. dovevi metterci il logo “MANTELLINI” sopra e rEpubblicarla, allora sì, andava bene.

  9. se-po dice:

    Quello che han sempre fatto i giornalisti, ora lo fa chiunque abbia una connessione internet. Pensavano di avere l’esclusiva?

  10. Adriano dice:

    @se-po
    Cioè scrivere scemenze, nemma maggior parte dei casi. Non mi pare un grande miglioramento, ma tant’è…

  11. vinz dice:

    In questo blog leggo spesso cose che condivido ma…ho la sensazione che qui, qualsiasi critica legata al web sia tacciata di superficialità, o ignoranza, o qualunquismo.
    Non si sta cercando di imbavagliarlo, limitarlo, denigrarlo, ci piace e va bene cosi’..pero’ secondo me quello che dice Serra e’ vero.

  12. David dice:

    E invece temo che non abbia tutti i torti. Mi ricordo dieci anni fa (ma anche di più) che si diceva come la rete avrebbe liberato la creatività di ognuno, come sarebbe diventato un luogo di confronto e arricchimento a vicenda. E in effetti, per diversi anni, all’inizio è stato così. Oggi però devo dire che in rete trovo soprattutto rancore, rabbia e violenza. A partire proprio dai post del blog di Grillo dove, senza entrare negli eventuali meriti del M5S, è una sequela di “calci in culo”, “morti che camminano” e contenuti pieni di superficialità, approssimazione e cialtroneria presentati con arrogante sicurezza come verità assolute. E quella di Grillo è solo la versione più raffinata di quello che si trova spesso in giro, non appena si esce dal quel circolo ristretto dei feed che seguo. Forse è il caso di riconoscere che il mondo reale è semplicemente entrato nella sua totalità in rete e che forse non è poi così bello e intelligente come ci piaceva raccontarcelo.

  13. insula dice:

    E’ vero che Serra sta inciampando troppo spesso, ma questa volta ha ragione.

  14. diamonds dice:

    Michele Serra è uno dei pochi che riesce a farmi ridere anche quando il contesto lascerebbe pensare che non c’è lo spazio poichè ciò succeda.Certo,ogni tanto,ho la sensazione che si voglia fare di lui un’icona della sinistra,o una divinità della satira in divenire.Ecco,io mi fermo sempre un pochino prima,cosiderandolo fallibile alla stregua di ongnuno di noi,chiedendomi peraltro quanto dovrà ancora pagare per non essersi interamente convertito,corpore praesenti,alla sacralità del web

  15. Crocotricycle dice:

    Non sono così in disaccordo con Serra, questa volta.
    I commenti, per esempio (anche i miei), sono il peggio della rete.

  16. Daniele Minotti dice:

    Intanto, su Repubblica e Corriere sono uscite due morozovate (la prima espressa, la seconda tacita) al fine di denigrare M5S. Ce n’è veramente per tutti i gusti, trasversalmente

  17. Davide dice:

    Secondo me Serra ha ragione. Magari usera’ un tono snob (ma quello e’ sempre stato il suo stile) ma il succo e’ quello.

    The Oatmeal dice pressapoco le stesse cose parlando dei commenti su internet usando un paio di vignette.

    http://goo.gl/95aPf
    e
    http://goo.gl/9ZyIg

    (qui per la vignetta completa: http://goo.gl/S4sdl )

  18. massimo mantellini dice:

    Ma qui il punto non è essere o non essere in disaccordo ma semplicemente domandarsi dov’è la notizia? Voglio dire è ovvio che su Internet come ovunque c’è un sacco di schifezza il problema è quello di affrontare un bilancio complessivo (il cui esito finale se non sei fulminato è scontato) e una volta fatto chiedersi se ha senso scrivere cose simili

  19. Andrea Dolci dice:

    Se Serra avesse meno di 50 anni e piu’ di 80, potrei capire il suo stupore di fronte a tale fiera delle castronerie. Ma siccome di anni ne ha 58 e si e’ fatto il 68, non può aver dimenticato quelle fantastiche e interminabili assemblee studentesche in cui il 90% di quelli che prendevano la parola lo faceva solo per dire immani idiozie o stupefacenti banalità.
    Internet permette l’anonimato, ma non mi pare che il livello sia molto diverso da quello dei compagni dei bei tempi.

  20. Mario dice:

    Io odio tanta gente, e ne disprezzo ancora di più: mai pensato di tirargli un laptop in testa, per la verità.
    Insomma, tra Serra e i grUllini, a questo punto, vedo pochissima differenza

  21. Aghezz dice:

    @Andrea dolci, Serra nel 68 aveva 14 anni, perciò dire che «si é fatto il 68» mi pare un po’ forte. Per il resto, che barba che noia le sue lamentazioni…

  22. ArgiaSbolenfi dice:

    Il ’68 da noi è durato fino al ’77..

  23. Michele Smargiassi dice:

    Quel che finisce sui social network non è altro che quel che si sente dire in migliaia di carrozze di pendolari, file all’Asl, bar all’ora di colazione, davanti-scuola aspettamdo l’uscita dei figli. Michele lo sa bene che il “paese reale” è questo, e lo ha scritto tante volte. Ora però le chiacchiere a ruota libera fra persone fisiche diventano bacheca pubblica, diventano medium. E questo, Mantellini lo sa, cambia completamente la natura della comunicazione.

  24. Randolph Carter dice:

    @Andrea Dolci
    “Se Serra avesse meno di 50 anni e piu’ di 80”
    Un essere mitologico molto interessante.

  25. massimo mantellini dice:

    Infatti Michele hai centrato il punto

    solo che io al riguardo penso da tempo che la trasformazione delle parole in rete in medium sia un automatismo molto sbagliato tipicamente giornalistico. Non è vero che le parole che trovi in rete diventano medium in quanto tecnicamente pubbliche, nella grande maggioranza dei casi non lo sono e non aspirano ad esserlo (non ne hanno né forma né intenzione) sono semplici relazioni sociali in buona parte intime che con troppa facilità vengono ascritte a manifesto di qualcosa. Trarne una deriva sociale legata al mezzo è un errore che Serra continua a reiterare da tempo

  26. Gennaro dice:

    Io credo che quello che Serra voglia dire è che le chiacchiere da bar o da vagone ferroviario (sto semplifiicando, ovviamente) non diventano perle di saggezza o profonde riflessioni filosofiche per il semplice fatto di essere trasposte sul web: ovvero il medium non nobilita il messaggio. Cosa che credo anche io, ma questo è secondario….

  27. vinz dice:

    Massimo, invece secondo me la cosa che dice Serra, ovvia per noi, e’ giusto ribadirla.
    Tra giornalisti sciagurati e cinquestellisti, si tende a mitizzare “il popolo del web”(già solo il fatto che esista questa locuzione la dice lunga) e purtroppo ancora ci vuole qualcuno che dica ovvietà come queste per riportarci(riportarli) con i piedi per terra.

  28. Carlo M dice:

    mantellini, il problema è che verba volant sed scripta in reti manent.

  29. Giovanni dice:

    Ciò che trovo preoccupante è appunto l’uso che gli organi di informazione fanno dell’enorme massa di commenti sul web. Tornando all’esempio del bar: nessun giornalista (serio) si sarebbe sognato di riportare le opinioni sentite al bar come “l’umore del paese”. E’ un errore gravissimo farlo riferendosi al sedicente popolo del web. Un tweet o un commento diventano prima pagina in pochi minuti, e vengono smentiti tre minuti dopo. Oppure, come dice Sofri, si usa un titolo “esca” per estorcere una dichiarazione/smentita al soggetto (vedi il caso “Renzi: sono disponibile”).
    Navigando sul web da oltre vent’anni, io non vedo molte differenze. C’e’ solo più gente, e siccome non ho una gran fiducia nei miei connazionali, lo ritrovo sul web: i commenti idioti superano quelli intelligenti.
    Diverso invece è il modo ridicolo con cui le grandi testate si rapportano al web. Quello sì, è preoccupante.

  30. Michele Smargiassi dice:

    Ma non sono più chiacchiere da bar, anche se non sono articoli di giornale. È nata una categoria nuova, intermedia, della comunicazione orizzontale, ma è sicuramente un medium e sfido chiunque a negarlo. Sono relazioni sociali, certo, ma “pubblicate” in una forma che le rende disseminabili (la chiacchiera rimane nel bar) senza che l’emittente abbia più il controllo della loro destinazione, un po’ come fossero volantini. Sono piccole tribune di personali comizietti urbi et orbi, e chi scrive lo sa benissimo che non sta parlando solo col vicino di fila o di bancone. Non facciamo la gente più ingenua di quel che è, nei confronti dei media interattivi. E un giornalista può benissimo, come poteva prima fare un giro nei bar e farci un servizio, andare a piantare un termometro nei SN, senza ovviamente pretendere di aver trovato “l’opinione del Web” (che il Web possa avere un’opinione, lasciamo che Grillo lo faccia credere ai suoi).

  31. Pier Luigi Tolardo dice:

    Credo che la cosa però più terribile è questa: senza la Tv e i giornali Grillo non avrebbe avuto tutti i voti che ha avuto, perchè la Tv e i giornali hanno fatto conoscere al mondo le porcherie che facevano i politici italiani, magari lo potevano fare di più, meglio e prima ma l’hanno fatto, la corruzione e il malcostume non sono stati scoperti grazie a Beppegrillo.it, per questo Berlusconi ce l’ha a morte con chi lo ha messo giustamente tante volte alla berlina…
    Ora Grillo criminalizza la stampa, gli vuole tagliare i viveri, proibisce ai suoi di parlargli, solo per questo non è degno di fare politica, solo del buon spettacolo…

  32. Giovanni dice:

    Michele, non voglio sminuire quella che definisci comunicazione orizzontale. Chi vuole, può oggi raccogliere informazioni su un topic utilizzando un numero gigantesco di sorgenti. La moltiplicazione delle sorgenti (Mantellini sarà d’accordo) è sempre un bene, qualunque sia la loro natura. Quindi posso benissimo guardare “Zeitgeist” e credere ai microchip, oppure posso cercare in rete “Zeitgeist debunked” e trovare un’analisi di decine di pagine che smonta tutte le teorie da cima a fondo.
    Ciò che volevo sottolineare è la pericolosa inclinazione delle testate italiane a conseiderare il web una fonte di notizie inesauribile, sacrificando il fact-checking. Quella che una volta era chiamata “indagine” o “inchiesta”.
    Stiamo andando un po’ OT.

  33. massimo mantellini dice:

    @Michele Smargiassi eh appunto Michele, non siamo d’accordo, io credo che non sia così (e che se in certi casi lo è accade per semplici ragioni di alfabeto, cose che si impareranno nel tempo), so bene che molte persone utilizzano la rete come medium e che lo fanno in maniera senziente, ma concentrarsi sulla permanenza e sulla diffondibilità del messaggio è appunto un errore legato a vecchi codici in cui i messaggi non erano ne persistenti ne diffondibili. Si tratta di elementi che diventano largamente irrilevanti nel momento in cui le vite di tutti sono online

  34. Michele Smargiassi dice:

    La moltiplicazione di “fonti” non è sempre un bene, se sono fonti inattendibili o volutamente false. Esiste una strategia della censura e della disinformatija che non è certo nata col Web ma col web funziona benissimo, si basa sull’eccesso di fonti, sulla disseminazionedi falsi costruiti apposta per “contrare” e annullare le informazioni corrette, in Internet si trova la prova “scientifica” di qualsiasi cosa, si trova un testimone, un esperto per qualsiasi cosa, vedi il chip per controllare i liberi cittadini… Alla fine, nell’impossibilità di capire cosa è vero e cosa è falso, si finisce per scegliere le informazioni che confermano le proprie opinioni i propri pregiudizi sul mondo. Ma non sempre sono informazioni innocenti. Il Web offre enormi opportunità nonnsolo alla comuniazione orizzontale ma anche a quella verticale che si maschera da orizzontale, esistono i fake, esistono gli influencer, esistono soprattutto interessi costituiti formidabili che non stanno a guardare.

  35. Pierpiero dice:

    Una cosa è certa, l’Amaca di oggi non è una merda. Il numero e il tono dei commenti dimostrano che Serra ha stimolato con la sua opinione (giusta o sbagliata che sia) una riflessione per niente banale. La merda, tanta o poca che sia, si trova da altre parti.

  36. bidibodi dice:

    I commenti in generale non si possono più leggere senza antipertensivi. Scendono nel personale, non dialogano, si insultano.
    Sono uno specchio abbastanza reale dei nostri tempi. Solo chi si abitua, per educazione o per scelta, alla permanente lotta alla clava minimizza il problema. Salvo poi indignarsi quando, nella vita reale, succede a lui.

  37. pampurio dice:

    Michele Serra ha ragione: nel Web c’è tanta merda, e sangue. Non potrebbe essere altrimenti, o credevate tutti che se digitale è tutto puro e tutto ok. Merd in, merd out, regola numero dell’informatica. E guai a criticare, sei un vecchio.