“Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato” è molto chiaro. Chi è eletto risponde ai cittadini, non al suo partito.

(Beppe Grillo, 10 agosto 2010)


L’articolo 67 della Costituzione della Repubblica italiana recita: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”. Questo consente la libertà più assoluta ai parlamentari che non sono vincolati né verso il partito in cui si sono candidati, né verso il programma elettorale, né verso gli elettori. Insomma, l’eletto può fare, usando un eufemismo, il cazzo che gli pare senza rispondere a nessuno. Per cinque anni il parlamentare vive così in un Eden, in un mondo a parte senza obblighi, senza vincoli, senza dover rispettare gli impegni, impegni del resto liberamente sottoscritti per farsi votare, nessuno lo ha costretto con una pistola alla tempia a farsi inserire nelle liste elettorali. La circonvenzione di elettore è così praticata da essere diventata scontata, legittima, la norma. Non dà più scandalo. Viene concesso al parlamentare libertà preventiva di menzogna, può mentire al suo elettore, al suo datore di lavoro, senza alcuna conseguenza invece di essere perseguito penalmente e cacciato a calci dalla Camera e dal Senato.

(Beppe Grillo 3 marzo 2013)



(via .mau.)

23 commenti a “Anche il Porcellum in fondo non è male”

  1. abramo dice:

    Francamente non vedo la contraddizione…

    Nel 2010 scrive che l’eletto risponde ai cittadini.
    Nel 2013 scrive che l’eletto risponde agli elettori.

    Mi sono perso qualcosa?

  2. Pinellus dice:

    Sarò esagerato. Ma io continuo a vederci un pericolo di Invasioni Barbariche:

    http://www.pinellus.it/2013/03/sinistra-e-invasioni-barbariche.html

  3. ste dice:

    @abramo: si riferisce agli elettori del candidato. Ha paura che gli scappino e ha emesso una fatwa.

  4. Pier Luigi Tolardo dice:

    Pochi mesi prima delle elezioni Beppe Grillo che pure si era battuto molto(anch’io ho firmato i referendum del V-Day) contro il Porcellum, soprattutto per l’impossibilità di dare la preferenza e scegliere il proprio rappresentate anzichè la lista bloccata, cominciò a criticare i tentativi di revisione del Porcellum soprattutto per l’abnorme premio di maggioranza perchè aveva paura che si volesse fermare il 5 Stelle, un premio di maggioranza messo sotto accusa dalla stessa Corte Costituzionale, mi era sembrato tatticismo…
    Oggi critica il vincolo di mandato: a parte il fatto che se viene reintrodotta la preferenza se uno tradisce il proprio mandato l’elettore potrebbe non cionfermarlo più e questa sarebbe la maggiore e più giusta sanzione, il ” senza vincolo di mandato” è stato introdotto perchè un parlamentare non deve subire condizionamenti di sorta da tanti poteri: che so dalla Chiesa, oppure da poteri economici che cerchino di corromperlo(vedi tanti casi recenti), dalla Mafia che lo ricatta o lo minaccia, dalla sua famiglia, etc…
    Il fatto che debba essere vincolato dal mandato ricevuto non deve essere considerato disciplina di partito, pechè il partito potrebbe non essere democratico oppure democraticamente cambiare il mandato ricevuto e allora…
    Altro discorso è integrare la libertà del parlamentare con il diritto degli elettori di revocare il mandato come esiste uin alcunui Stati Usa oppure abolire le leggi approvate dal parlamentare con il referendum…

  5. abramo dice:

    @ste: credo sarebbe opportuno separare fatti e congetture.

    I fatti sono che sostanzialmente ha ribadito lo stesso concetto: a suo avviso il candidato dovrebbe rispondere delle promesse elettorali agli elettori e non dovrebbe conformarsi al partito.

    Poi nello spazio delle congetture ci sta anche la fatwa, ma questo non è un fatto, è una legittima opinione/interpretazione, che tra l’altro mi pare che un poco strida con i fatti sopra (visto che lascerebbe i temuti eletti liberi di decidere secondo coscienza per quanto non oggetto del programma presentato in fase elettorale).

  6. g dice:

    abramo, la costituzione non dice, come interpreta grillo nel 2010, che l’eletto risponde ai cittadini (tantomeno nominalmente a quelli che l’hanno votato, essendo il voto segreto). dice che li rappresenta (tutti – “la Nazione” – non solo i suoi) E non risponde ad altri che a se stesso. quindi ha detto una cazzata nel 2010 interpretando la costituzione a proprio uso, e si è corretto nel 2013, preferendo il proprio uso alla costituzione. tre anni per capire cosa in realtà significa un semplice articolo e per cagarci sopra sono lunghini anche per una volpe come lui.

  7. Randolph Carter dice:

    Ma qual’è l’alternativa alla libertà di coscienza di un parlamentare?
    Chi potrebbe giudicare la condotta di un eletto?
    Chi autorizzerebbe poi un parlamentare a prendere decisioni in casi di necessità?

  8. luzmic dice:

    Se il candidato tradisce la fiducia dei cittadini non viene rieletto. Questa è la sua sanzione. Questo è quello che prevede la Costituzione. Parlamentari perseguiti penalmente? Perché hanno cambiato idea? Cioè la rinuncia alla separazione dei poteri? Fantastico. Dopo la decrescita felice anche la gioiosa retrocessione della storia. Magari a forza di camminare all’indietro torniamo a varcare i cancelli dell’Eden a passo di gambero.
    P.S. Lo so: vedere il mercato dei parlamentari della scorsa legislatura ha fatto schifo a tutti. Ed infatti chi questo mercato ha fatto (PDL) avrebbe dovuto essere cancellato dagli elettori. Non è successo, e risolvere il problema sarà lungo e faticoso (c’entrano l’istruzione, la qualità delle proposte politiche, la capacità di comunicazione ecc.). Ma la soluzione non può essere la rivoluzione culturale (nel senso cinese).

  9. diamonds dice:

    l’ultima volta che la componente radicale del partito democratico ha deciso di rimanere in aula in contrasto con resto della truppa,c’era ancora il governo berlusconi,sono stati lapidati in pubblico,e mentalmente da quel momento si è entrati nell’ordine delle idee di scaricarli al primo stop.E poi a memoria d’uomo non ricordo negli ultimi vent’anni qualcuno dei cosiddetti peones prendere iniziative serie,giocando “alla morte”,con la possibile eccezione di Bordon.I cambi di casacca spesso riguardano altri ambiti(vedi tratta delle bianche o penuria temporanea di antiemetici).Purtroppo Grillo è entrato in politica con qualche lacuna che colma in progress.Ricordo per esempio quando si stupì per il fatto che il parlamento non era per niente obbligato a discutere una proposta di legge di iniziativa popolare.Imparerà.Sta ripassando a voce alta

  10. g dice:

    @diamonds turigliatto, rossi, fini e compari, per citare i primi (fini non è un peones ma penso che il senza vincolo valga anche per lui)

  11. Simone dice:

    Mi pare naturale evoluzione della giurisprudenza in essere

  12. mORA dice:

    http://edue.wordpress.com/2013/02/27/post-suffragium/

    Sapevo che prima o poi sarebbe venuta fuori questa cosa, perché ho spesso discusso con gli stellini su questo punto e l’ho ribadito n volte da me, l’ultima qui sopra.

    L’articolo 67 è il fondamento di una democrazia, proprio perché svincola l’eletto da un mandato; in un contesto di amministrazione per delega (delega, non mandato), è il delegato ad agire secondo coscienza per evitare che qualcuno lo manovri da dietro.

    Esattamente quello che Grillo e si suoi aventi causa non sopportano. Non a caso chiamano “dipendenti” i parlamentari, perché intendono la politica esattamente come Berlusconi, ovvero io ti ho creato e tu mi obbedirai.

    Poi come al solito con lo Straw Man Argument si parte da un presupposto e si finisce altrove.

    Il problema non è l’articolo 67 attorno al quale invece dovremmo riunirci e parlare seriamente, ma:

    1) la legge elettorale
    2) il sistema maggioritario.

    La prima garantisce alla segreterie dei partiti di decidere gli eletti rompendo il legame di delega tra elettori e delegati; gli elettori delegano in bianco le segreterie dei partiti e non i parlamentari. È questo che crea lo stacco reale tra democrazia teorica e quella reale, non l’articolo 67.
    Si risolve reintroducendo le preferenze? No. Serve, ma non risolve; va prima rotto il vincolo per cui in parlamento si va attraverso i partiti. Questo vincolo fu introdotto in un paese rurale, con l’85% di analfabetismo, oggi è un modo per fingere che sia ancora così.

    Il sistema maggioritario o lo si applica in toto, o lo si evita in toto. Le quote proporzionali e l’asimmetria della composizione delle camere sono una follia voluta da Berlusconi (anche se Calderoli fece per l’occasione il portacetriolo di turno) in modo da rendere ingovernabile il paese senza di lui; e funziona lla grande.

    * * *

    Allora?
    Allora bisogna ripartire proprio dall’articolo 67 cambiando la prospettiva per davvero; non uno che delega completamente la comunicazione politica ad uno col piumone ed il cappuccio (notate che grillo ha solo introdotto la novità del piumone, ‘ché di cappucci in Itali da mo…) o alla foto di Branduardi con gli occhiali ed esegue eterodiretto, ma uno che dice chiaramente quali linee politiche intende perseguire e poi rendiconta passo passo su quanto sta facendo nella direzione indicata.

    Non uno che va a dire “lo faccio per voi, uno conta uno, immagina una regione diversa” ed altre minchiate simili, ma uno che dice: “voglio fare questo, chi è d’accordo con me mi deleghi al parlamento e poi controlli se lo faccio”.

    Alle elezioni successive, non ci sarà da discutere sul rapporto tra eletto ed elettorato, ma tra quello che ha detto di voler fare e quello che ha fatto.

    * * *

    Ecco, visto che è venuto fuori, parliamone seriamente, se volete.

  13. abramo dice:

    Quindi in linea ideale è corretto che un candidato prometta in campagna elettorale la qualunque e poi rimanga in carica fino a 5 anni senza che gli elettori abbiano un meccanismo di difesa?!

    Al di là delle opinioni di Grillo non è un problema che vorrebbe una soluzione sensata, efficace e maggiormente tempestiva?

    Sto dicendo sciocchezze?

  14. Daniele dice:

    non è chiaro il concetto di vincolo di mandato. la prima parte della frase non si tocca, “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione” ma è il resto che è determinante. il vincolo c’è (o meglio, dovrebbe esserci) sull’appartenenza al tuo gruppo parlamentare fino alla fine della legislatura e sui punti del tuo programma… quando tu dichiari il tuo programma, lo fai a tutti i cittadini, non solo a chi poi decide di eleggerti. di conseguenza, devi restare coerente poi, sia agli occhi di chi ti ha votato, sia di chi non l’ha fatto.

  15. Daniele dice:

    per mORA: “dipendenti” in quanto dipendenti del popolo italiano, non dei vertici del partito. sono i cittadini che dando il voto al tuo partito ti mandano a lavorare in parlamento, tu devi rispondere ai cittadini.

  16. Pier Luigi Tolardo dice:

    Mi sembra che il problema di seguire la linea del tuo gruppo parlamentare o partito non sia il primo e maggiore dei problemi e degli impegni che deve mantenere il deputato: 1) deve essere presente il più possibile ai lavori del parlamento; 2) deve rispondere alle mail e alle lettere dei cittadini individulamenye ed associati e possibilmente incontrarli personalmente se lo chiedono e in periodici incontri pubblici e attraverso gli organi di informazione; 3) deve esercitare il sindacato di controllo sul governo attraverso interpellanze, interrogazioni, mozioni, 4) deve essere onesto e non farsi corrompere; 5) deve essere trasparente circa a redditi, conflitti di interesse e rapporti con lobbies e categorie; Sembrano cose scontate e invece non lo sono poche molti non vanno quasi mai alla Camera, molti ci vanno poco, molto ci vanno il 60% di quanto ci dovrebbero andare, rappresentano lobbies e non lo sa nessuno, prendono mazzette, non hanno presentato manco uno striminzito disegno di legge, i loro concittadini elettori non sanno neanche che faccia abbiano. Per quanto mi riguarda con buonapace di Grillo e di tutti i grillini del mondo queste responsabilità e doveri, tra cui pure quello di votare un governo o contro un governo senza dire comodamente solo tanto Monti può stare ancora qualche mese, sono prioritari rispetto al vincolo di mandato della lista in cui si è stati eletti, sono certo che i grillini neofiti e giovani li rispetteranno ma puntualmente avrò il piacere di verificarlo….Poi se si vuole introdurre un meccanismo certo, chiaro e in mano agli elettori, non ad un partito, per cui si può revocare legittimamente un deputato, attraverso una riforma costituzionale e non attraverso colpi di stato per me va benissimo.

  17. avvelentani dice:

    Se vi sta tanto a cuore il “senza vincolo di mandato” dovevate incazzarvi 40 anni fa per l’introduzione della questione di fiducia.
    Dire che ognuno puo` fare quello che vuole e farla seguire da “ma se non voti questa legge succede un casino” e` una fregatura e berlusconi ci ha marciato sopra per anni per far fare ai suoi alleati quello che voleva.

  18. mORA dice:

    @Daniele

    Ho capito cosa intende, che non c’entra con quel che dice, e non lo condivido.

    Non puoi dire che uno conta uno e poi che gli eletti del M5S devono delegare la comunicazione a Grillo ed al suo blog. Puoi dirlo dei tuoi dipendenti dal momento che metti loro a disposizione degli strumenti che devono usare per lavorare e non possono farci altro, ma dal momento che lo stipendio dei parlamentari è pagato con le tasse, non puoi dire che al posto loro parli tu.

    Così sono pupazzetti nelle tue mani.

    E non, non devi essere vincolati a gruppi o ad un programma, perché in un posto in cui si discute potresti avere strumenti per cambiare idea. Dev’essere così.

    Tu come elettore devi poterlo sapere.
    Alle prossime elezioni ti regoli.

    @Pier Luigi Tolardo

    Revocare un deputato?
    No.
    Controllare un deputato, avere strumenti e diritti per farlo e poterli usare al voto successivo; ma cambiare idea dev’essere lecito. Ad esempio se quelli eletti col M5S scoprissero che hanno creduto in fesserie e volessero ad esempio lasciare la washball per votare la fiducia ad un governo.

    Quanto ci vorrebbe a Grillo & Co a mettere in piedi un casino grazie al meccanismo per revocarli?

    Sarebbe un ottimo strumento in mano a chi vuole ridurre un parlamento ad una assemblea di cagnolini da cruscotto.

    * * *

    Secondo me bisogna proprio ripartire dall’art.63: mi dici prima quello che vuoi fare e mi metti in condizione di controllare.

    Gli elettori devono votare e devono scegliere; revocare gli antipatici o gli scomodi è proprio delle dittature.

  19. Pier Luigi Tolardo dice:

    Nessuno può revocare un deputato se non chi l’ha eletto: se si vuole introdurre un meccanismo per cui raccolte il 15%-20% delle firme degli elettori di un collegio dopo 2 anni dall’elezione di un deputato si riaprono le urne per decidere di revocare o confermare un deputato credo pootrebbe essere una riforma costituzionale se si ritiene, ma l’ssenza di vincolo di mandato deve rimanere, sono d’accordo…Oltretutto se si vogliono accrescere le possibilità di democrazia diretta tipo referendum o proposte di legge di iniziativa popolare da discutere obbligatoriamente tant più il deputato non deve avere vincoli formali oltre quelli della sua coscienza e del dibattito con il movimento/partito che lo ha eletto e il resto della società….Se il deputato è in contatto con la società continuamene, se il palazzo è sempre più un luogo osservato e studiato dai cittadini(quelli veri, non quelli eletti che sono i controllati) e il vero vincolo di mandato c’è già nei fatti, senza essere una catena da schiavo.

  20. diamonds dice:

    G,scusa.Peraltro quella del buon Fini non era un’avventura in solitario,e aveva il migliore dei paracadute:un ufficio da ex presidente della camera emerito garantito in eterno(anche se mi pare che le regole siano cambiate).E comunque mi fornisci l’occasione per ribadire che al lato pratico quando uno esercita il proprio mandato senza vincoli di gruppo l’ostracismo è quello che deve aspettarsi in base a quanto sempre avvenuto fino ad ora.Non stupiamoci se Grillo mette l’accento sul punto perché quando ad esercitare questo ineffabile diritto al libero mandato è qualcuno della sinistra “gode” dello stesso trattamento da parte dei colleghi

  21. morphy dice:

    Che tristezza… nell’assemblea costituente del 1946 sedevano alcune tra le menti politiche e giuridiche migliori della nostra storia. E quei giganti decisero per l’assenza di vincolo, per motivazioni che qualcuno qui ha bene espresso e che risalgono fino alla rivoluzione francese. Poi, annus domini 2013, arrivano un comico e un esperto di marketing e ci dicono, dallo sprofondo della loro incompetenza sull’argomento, che quella raffinata costruzione istituzionale e’ sbagliata. E noi pure ne discutiamo. Piangere dovremmo.

  22. Dino Sani dice:

    Per una volta, complice il risultato elettorale?, i commenti mi sembrano una bella discussione di merito, e non invettive pro o contro qualcuno. Forse si comincia anche da qui la “rivoluzione culturale”, ovvero ripartire dai contenuti e non dalle formule.
    Personalmente, ma non sono un esperto costituzionalista, credo che alcune leggi nascano dalle situazioni storiche. La stessa legge – referendum – che abolì le preferenze, nasceva in contrapposizione con le candidature che rilanciavano la compravendita dei voti, le famose cene ecc… Il risultato é stato le liste bloccate dai partiti. L’art 67 esprime il sacrosanto diritto di essere liberi di pensare (e votare) con la propria testa e non con quella di un partito padrone (o di un padrone partito…). L’invettiva di Grillo nasce da un problema reale, ma lo risolve con una semplificazione. Oggi si parte in 4 gruppi e si finisce in 30… Ma questo dipende solo ed esclusivamente dai SOLDI, che vengono dati a gruppi e ai giornali dei gruppi…. Togliere i soldi alla politica già limiterebbe questi problemi, senza togliere la libertà di un parlamentare mio rappresentante anche di cambiare idea, come la possono cambiare gli elettori ogni cinque anni…

  23. mORA dice:

    @Dino Sani

    Togliere i soldi ai parlamentari ed ai partiti significa andare contro l’art.67, perché li renderebbe dipendenti di qualcuno.

    Certo che dire il contrario è più facile ed è facile da capire, così come ad ogni elezione viene fuori qualcuno che dice che il fascismo come Spinaceto non niente male (eh, ce stavo a penza’ proprio adesso, ciao), ma appunto eviterei semplificazioni.

    I parlamentari devono essere controllabili, in modo che chi li ha votati possa decidere se riconfermarli. Renderli più bisognosi non li migliorerebbe.

    Il problema è che sono i partiti e non i cittadini a decidere chi candidare. Il problema è quello.