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feb

Ho passato una buona mezz’oretta a leggermi le condizioni contrattuali di Spotify ma non sono riuscito a trovare da nessuna parte (ma magari sono io che non ho cercato bene) una caratteristica molto importante che un buon numero di sottoscrittori rischia di imparare troppo tardi: vale a dire che il servizio è replicabile su tre device differenti ma funziona solo su un terminale per volta. Se in casa avete due computer collegati a Spotify accendere lo streaming in uno manderà in pausa l’altro. Capisco la logica ma perché non scriverlo?

febbraio 12th, 2013 at 19:10
jango forever!!
febbraio 12th, 2013 at 19:22
Perché così chi fa l’abbonamento in comitiva viene fregato. (?)
Non so se ho capito male, ma pare che in Italia la versione gratis siano solo 10 ore al mese?
Io lo sto usando da tempo con un proxy dagli USA, nel mio caso per 6 mesi posso usarlo quanto voglio in versione free, dopodiché scatta il limite di 10 ore al mese di ascolto. Non è così anche in Italia?
febbraio 13th, 2013 at 08:15
Che poi mi sembra anche giusto, altrimenti con il paese che siamo davvero ci sarebbero gli abbonamenti cittadini. In fondo funzionano così anche i servizi delle varie tv, sky ti da due dispositivi ma solo quelli, guai a cambiare pc o tablet. Forse lo dovrebbero scrivere chiaramente o potrebbero prevedere un’opzione particolare appunto per le famiglie ma in fondo si può rimediare.
febbraio 13th, 2013 at 12:40
Spotify rispetta la proprietà intellettuale e si aspetta che anche i suoi utenti facciano lo stesso. Ciò significa, ad esempio, che non sono consentite le seguenti azioni:
[...]
Fornire la propria password a qualsiasi altra persona o utilizzare il nome utente e la password di un’altra persona.
febbraio 17th, 2013 at 09:21
[...] Spotify arriva in Italia: musica all’ennesima potenza ::: Gusions ::: wired ::: lffl ::: manteblog [...]