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Tutti, e dico tutti, in Italia oggi hanno scritto del progetto di super wifi gratuito di Obama. Il succo degli articoli e dei titoloni è: in Ammerica navigheranno gratis perché Obama è figo e ha capito che Internet è il motore dello sviluppo. Per sintetizzare: sono una mucchio di sciocchezze. Al di là delle questioni tecniche (si tratta di una riedizione del riassetto dei white spaces di cui si discute in USA da anni) il punto fondamentale è che anche quando una simile modalità venisse attuata non si tratterà comunque di un accesso gratuito. Il governo americano, come già avvenne un decennio fa per il wifi intende semplicemente liberare le frequenze radio recuperate dallo spettro televisivo, rendendole disponibili per chiunque voglia utilizzarle. Significa forse questo che l’amministrazione americana fornirà accesso gratuito a tutti i cittadini da New York a San Francisco? Manco per nulla, si tratta solo della possibile apertura, benedetta dall’amministrazione, di un nuovo canale possibile di accesso alla rete. Ovviamente se accadrà ATT e soci saranno preoccupati, ovviamente Google e Microsoft saranno contenti. In ogni caso nessuna attinenza con le metafisiche discussioni italiane sulla Internet come bene comune da includere nel dettato costituzionale.

9 commenti a “Tradurre bene la parola “free””

  1. Santiago dice:

    Stesso identico problema capita nell’ambiente del Software Libero.

    Molti giocano con l’aggettivo “free” intendendolo come “gratis” e facendo capire ai loro interlocutori che parlano di “libero”.

    Tanto per fare un esempio, lo fa/faceva Google con Android (qui però ora si usa l’aggettivo “open”) e lo fa l’azienda che produce Ubuntu, Canonical. Molto brava nel dirti che loro il loro prodotto è “free software”, ma per free pare che intendano gratis perché poi ti forniscono software per metà chiuso.

    A tutto questo aggiungiamo le traduzioni sbagliate dei giornali italiani e facciamo tombola.

    PS: Mante, hai visto la notizia assurda di oggi dove Repubblica sostiene con sicurezza che Microsoft abbia rilevato Dell?? :D

  2. Turycell dice:

    Santiago, Ubuntu è software libero. Cosa c’è di chiuso in un’installazione tipica?

  3. Santiago dice:

    @Turycell
    Ubuntu è un marchio e prodotto aziendale.
    Il programma “Ubuntu One” è chiuso a livello server. Significa che il client – la parte che installa in locale – è open, ma la parte che gira sui server di Canonical è closed. Dato però che il software non può girare senza una delle due parti, complessivamente è un servizio closed. Paragonabile a Dropbox. Normale, forse, è un servizio cloud. Tuttavia più di una volta loro hanno sostenuto che sia “free software”. Perché certo, quando glielo fanno notare dicono che è gratis. E quindi eccoci ritornati all’ambiguità della parola free.

    Off Topic:
    Poi chiunque può ribadire che “nell’istallazione tipica” non c’è una componente closed, ma è un modo di accontentarsi molto insulso dato che esistono servizi cloud con parte server open, ad esempio OwnCloud.

    Un’altro motivo per cui Ubuntu non rappresenta più il software libero: Stallman e all’Electronic Frountier Foundation sostengono che la distro contiene spyware:
    https://www.eff.org/deeplinks/2012/10/privacy-ubuntu-1210-amazon-ads-and-data-leaks

  4. Turycell dice:

    Marchi, server, opinioni di Stallman… Tutte cose che non hanno niente a che fare col software che installo sul mio computer. Non mi pari tanto più obiettivo di Repubblica.

  5. claudio dice:

    @Santiago, Canonical non e’ l’unica a giocare con le parole :-)
    “lo fa l’azienda che produce Ubuntu, Canonical. Molto brava nel dirti che loro il loro prodotto è “free software”, ma per free pare che intendano gratis perché poi ti forniscono software per metà chiuso.”

    Chiunque legge che Ubuntu e’ chiuso per meta’. Ah, ma c’e’ un commento successivo (in risposta a specifica richiesta di Turycell) dove spieghi che ti riferivi a Ubuntu One e non Ubuntu…

  6. andrea61 dice:

    Pagamento o no, loro Obama, noi Pisanu.

  7. wickercat dice:

    @turycell:
    > Marchi, server, opinioni di Stallman… Tutte cose che non hanno
    > niente a che fare col software che installo sul mio computer.

    afghanistan, mali, opinioni sulle armi … tutte cose che non hanno a che fare coi 20 euro di benzina che faccio a settimana.

  8. Santiago dice:

    Turycell, il software di nome “ubuntu one” viene installato per default. Quindi ho risposto alla tua domanda. È un software per metà chiuso, ma lo spacciano per “free”.

    Non voglio andare off topic. Commentavo per segnalare le conseguenze dell’ambiguità nel termine “free”, che può essere inteso sia come “gratis” sia come “libero”. Al riguardo ho scritto tanti post, tu lo sai, io so che lo sai, se ne vuoi discutere sai dove trovarmi. Ciao.

  9. Quando la campagna elettorale si fa sul web | INSIDEOUT dice:

    […] a pieno regime ci vorranno anni, ma come sottolinea l’agenzia Ansa la svolta sarebbe epocale (anche se…). Ok, ma questa è un’altra storia. Noi abbiamo i “politici – […]