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Ciascuno di noi del resto prima o poi ha sperimentato cosa significhi perdere i propri dati per un errore proprio o per la rottura di un hard disk. Ecco, l’idea di base di TICloud è quella di offrire un servizio che sia per tutti e che abbia cura delle nostre vite digitali. Una cosa non piccola.



(TI Cloud e noi , Eraclito)



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Nello stesso tempo tutto questo viaggiare a fari spenti nelle nebbie internettiane è perfettamente aderente al PD attuale, un partito con una vocazione digitale modestissima, incapace di comprendere il valore delle esperienze di rete di alcuni suoi componenti (per esempio Pippo Civati o Andrea Sarubbi, che hanno usato la rete per comunicare la politica in questi anni con intelligenza e passione) e che spessissimo, nelle parole stesse del suo molto analogico segretario, ha fatto capire la marginalità che intende riservare a simili temi.


(Il PD che non capisce, Il Post)


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4 commenti a “Cose scritte altrove”

  1. Claudio dice:

    Beh il Bersa l’iPad (pagato da noi) lo usa per vedere i video di Vasco.

    Poi che dietro alle tavolette parlanti ci siano migliaia di persone che lavorano, studiano, si evolvono ed evolvono la comunicazione è tutt’altra cosa.

    La politica è il risultato di un errore genetico

  2. mORA dice:

    Con la banda in upload che ha un ADSL sai cosa te ne fai di *Cloud?

  3. Luigi dice:

    mORA +1

  4. Zot dice:

    iCloud?! Per le “nostre vite digitali” eviterei di intasare le già precarie e scarse ADSL Telecom e mi affiderei ad un ben più solido e veloce backup su disco USB (magari portatile, nel caso dovessi perdere la mia vita digitale durante un viaggio….)