Pare che hashtag sia la parola dell’anno. Io continuo a pensare che sia una parola orribile degna degli sproloqui di un lettone ubriaco.

6 commenti a “L’estetica del tag”

  1. juhan dice:

    Lettone: dove va l’accento? O è quello di Putin?

  2. Carlo M dice:

    la cosa davvero deprecabile è che è diventato anche un verbo.
    ti ho asctaggato…brrrrrr

  3. Licia dice:

    C’è addirittura chi ha chiamato la propria figlia Hashtag (guardian.co.uk/2012/nov/28/baby-hashtag-silliest-name-ever) ma se nei paesi anglosassoni piaciono il nome Ashleye le sue varianti Ashleigh e in Irlanda Aisling, forse da quelle parti non suona così tremendo…

  4. mario dice:

    Cancelletto non va bene?

  5. Davide dice:

    Io non la trovo così terribile: infondo è un tag che inizia con un hash (cancelletto in inglese).
    Forse sono peggio i neologismi che si inventano cercando di italianizzare alcune parole, tipo: googolare, ritwittare, etc.

  6. Davide dice:

    [errata corrige] in fondo