Sono all’estero e leggo su Twitter che Carlo de Benedetti avrebbe detto in TV che nel corso del 2013 Repubblica metterà un paywall al proprio sito. Immagino che non lo faranno da soli, in ogni caso questo comporterá ingenti spostamenti di click da una parte all’altra dell’universo delle news italiane. Se poi davvero accadrá (io continuo a pensare di no) credo che una iniziativa del genere sarà un grande reality check per tutti. Per quelli che le notizie le producono e per quelli che le consumano.

21 commenti a “Ritorno alla realtà”

  1. Carlo dice:

    Il Corriere ce l’ha già x chi di collega da Smartphone. Forse i loro risultati sono buoni e altri ci vogliono provare.
    Se invece mettono sotto paywall anche da PC onore al coraggio.

  2. Massimo dice:

    Repubblica? Echissenefrega. Personalmente, ho smesso di leggere giornali pagati coi soldi pubblici e che assomigliano alla Pravda.

  3. Luigi dice:

    Detto così non si capisce nulla. Paywall per il sito attuale? Oppure una volta attivato il paywall pubblicheranno anche i contenuti del cartaceo?
    Il problema non è a mio parere il paywall ma il servizio fornito. Per un buon filtro delle news sarei disposto a pagare. Anche per una più marcata distinzione nei limiti del possibili fra sintesi dei fatti e commenti.

  4. Maurizio Camagna dice:

    Concordo con Luigi (che è anche il mio secondo nome, che sia per questo?): per il sito com’è ora non darei nemmeno 50 centesimi a semestre, per una cosa seria, molto diversa da quella attuale e che comprenda tutti i contenuti del quotidiano, pagherei senza difficoltà una cifra ragionevole, anche se inferiore a quella del cartaceo perché il tablet non lo posso usare per metterlo sotto le cassettine dei gatti, e questo è un problema ad oggi irrisolto.

  5. Luca dice:

    Repubblica.it oramai è un’accozzaglia di gossip, donne nude e cialtronerie varie.
    Che facciano pagare l’accesso: è la volta buona che riusciamo in parte a sbarazzarci della spazzatura con cui ci sommergono queste “prestigiose” testate giornalistiche.

  6. Insula dice:

    Twitter, paywall, click, news, reality check….
    Why dont’you write in plain english rather than use a bastard italian?

  7. Paolo dice:

    mah io se fossero disponibili tutti i contenuti dell’intero gruppo editoriale forse 7-8 euro l’anno li pagherei.

  8. mORA dice:

    Questo mese mi sono scaduti tutti gli abbonamenti (elettronici) ai giornali. NON intendo rinnovarli. Io non sono esperto di quasi nulla, ma di quel poco che ritengo di sapere, quando ne leggo sui giornali mi vergogno per chi ne ha scritto.
    Quindi, si badi, non ho smesso di comprarli in cartaceo per leggiucchiare in PDF, ho smesso di leggerli perché per analogia con quanto è materia mia temo (e non ho tempo di verificare, ovviamente) che siano pieni di cazzate.
    E non parlo solo di Repubblica, del Fatto, de L’Epressso, ma parlo ahimé in generale.
    Se vogliono davvero far pagare l’online, per dirla con Luca, devono drasticamente ridurre le notizie ed i giornalisti con esse, a favore di “un’accozzaglia di gossip, donne nude e cialtronerie varie”.
    E non mi pare siano lontani.

    Ma, se posso citarmi, il problema dei giornali non è il supporto, ma il fatto che non ti danno nulla più che non sia la chiacchiera da pianerottolo con la portiera che passava per caso.

    Secondo punto. Devono sparire i commenti alle notizie. Che valore aggiungono i commenti alle previsioni del tempo?

  9. se-po dice:

    Sul sito ‘mobile’ e sull’applicazione c’e’ gia’ una specie di paywall, leggi un brano della notizia e un link ti manda ad una forma di pagamento per leggere la notizia completa.
    Avranno fatto i loro conti dato il numero di accessi al sito.

  10. stefano nicoletti dice:

    Chi ha detto che farebbero pagare questa versione online di Repubblica? magari hanno sorprese in merito.

  11. Claudio (un altro) dice:

    Ottimo!

  12. Enrico dice:

    Ma come si può pensare che c’è chi pagherebbe per leggere i pettegolezzi e le veline di Repubblica?

  13. rafeli dice:

    Non mi è ben chiaro questo tic di blogger e giornalisti quando cominciano scrivendo “sono all’estero e leggo che…”, “ho seguito la notizia solo in parte essendo all’estero…” e simili incipit.

    Cosa vuol dire? Qual’è la differenza tra leggere una notizia online dall’Italia, o dall’estero?

    Vivendo all’estero da 5 anni, e tornando in Italia spesso, non capisco, giuro che non capisco. Questo blog, posso assicurare, letto da Bruxelles è identico sputato a quando lo leggo dall’Italia.

  14. Marco dice:

    @rafeli: Forse intende che è all’estero e non ha avuto tempo di approfondire.

  15. Marco dice:

    D’altro canto con la pubblicità non guadagnano molto, quindi non mi indignerei più di tanto se dovessero far pagare. Una versione a pagamento dovrebbe essere più seria di quelle attuali del corriere.it e di repubblica.it e mirare meno ai gossip o ai così detti VIP che fanno shopping per Milano .
    Comunque quando si dà una cosa gratis dopo è molto dura farla pagare, anche se la qualità aumenta la gente si ricorda che prima era gratuita e quindi ha già mentalmente svalutato il suo valore.

  16. rafeli dice:

    Marco: approfondire? E come: chiedendo direttamente a De Benedetti citofonandogli a casa?

  17. Crocotricycle dice:

    rafeli = mio nuovo idolo

  18. Marco dice:

    @rafeli: guarda che Mantellini ha una serie di contatti influenti che wikileaks gli fa un baffo

    Comunque mi hai fatto tornare in mente gli inviati all’estero dei telegiornali. Tipo quelli che stanno a Washington e dietro hanno questo bellissimo sfondo della Casa Bianca. Sembra che ogni giorno parlino con Obama direttamente. Quando in realtà prendono informazioni dai giornali e dalle televisioni locali. Cosa che un tempo poteva avere un suo perché, ma ora mi sembra totalmente inutile.

  19. massimo mantellini dice:

    @rafeli per quanto mi riguarda il “tic”, come dici tu, serve solo a dire, sono altrove, non ho accesso alle informazioni con la calma di cui avrei bisogno, magari sto scrivendo una cosa parziale, tutto lì

  20. Giancarlo dice:

    @Mantellini : e c’era bisogno di spiegarlo? Chi voleva capire aveva già capito, chi ha tempo da perdere per polemiche inutili temo che non abbia granchè interesse a ogni genere di spiegazione, neanche alla più ovvia.

  21. Pietro Bonanno dice:

    A beneficio di Insula:

    Sono all’estero e leggo su Cinguettìo che Carlo de Benedetti avrebbe detto in TV che nel corso del 2013 Repubblica metterà un servizio di pagamento da remoto per accedere ai contenuti del proprio sito. Immagino che non lo faranno da soli, in ogni caso questo comporterá ingenti spostamenti di pressioni del tasto sinistro del dispositivo di interazione tramite trascinamento con l’elaboratore personale da una parte all’altra dell’universo delle ultime notizie italiane. Se poi davvero accadrá (io continuo a pensare di no) credo che una iniziativa del genere sarà una grande verifica dello stato di fatto della realtà per tutti. Per quelli che le notizie le producono e per quelli che le consumano.