Sir Squonk in giro per cimiteri in Friuli Venezia Giulia:


Lo leggo mentre finisco il mio quarto di bianco, faccio due conti veloci, quanto dista Prosecco, a che ora posso arrivare a Milano, quanto tempo posso impiegare per trovare il cimitero di guerra austroungarico di cui scrive Rumiz. Sette minuti per arrivare a Prosecco, affianco una signora anziana che ha delle verdure in mano, le dico cosa sto cercando, lei dall’altra parte del finestrino mi guarda come se le stessi parlando di fisica quantistica e in un misto di italiano e triestino mi dice che non ha mai sentito parlare di quel cimitero, vada avanti un chilometro fino ad Aurisina, poi chieda in piazza. Obbedisco, non trovo nessuno a cui chiedere, il navigatore non mi è di aiuto.


9 commenti a “Dalle parti di Opicina”

  1. Stella* dice:

    si..si

  2. ateldeg dice:

    Allegria…
    e poi perchè sarebbe il “weekend che noi fingiamo di dedicare ai nostri morti”? Parlasse per lui

  3. Lasko dice:

    Se va in Friuli non lo trova di certo… semmai nella Venezia Giulia o, per essere storicamente corretti, nel Litorale (Austriaco).

  4. massimo mantellini dice:

    @Lasko vengo sempre redarguito per questo…

  5. Davide dice:

    Non so perchè ti ha colpito quel racconto.

    Lui era certamente nel cimitero di Aurisina.

    A me hanno sempre colpito molto i piccoli gruppi di lapidi o croci, molte volte senza nome, nei sentieri di montagna di quella che ora è slovenia. Te li trovi li, a gruppetti come i funghi, nelle radure che costeggiano i tornanti della bellissima strada che collega caporetto a kranjska gora seguendo il percorso dell’isonzo.
    Roba cosi’: http://goo.gl/BzxzK

  6. Daniele Minotti dice:

    @Massimo Madre friulana, comprendo da sempre il distinguo coi giuliani. Ce l’ho nel DNA. Ma quel cimitero non è realmente dimenticato e friulani e giuliani hanno un grande rispetto anche per gli avversari della prima guerra mondiale. Squonk capisce molto poco se accomuna gli austrongarici alle SS

  7. mORA dice:

    @DM

    Mandi ;)

  8. [ ] dice:

    [Mi sa che mi corre l’obbligo di] @Ateldeg: qui a Milano si dice “Alegher, l’è l’dì di mort”, fa’ un po’ tu. Quanto alla storia della finzione, capisco che comprendere il tono possa essere faticoso, facciamo che è colpa mia. @Minotti: vedi sopra, cosa debba fare uno più di dire “dovrei studiare, dovrei capire meglio” (ammettendo quindi preventivamente l’ignoranza in merito” francamente non so: non faccio nessuna equivalenza, ma in fondo ognuno legge ciò che vuole capire.

  9. Daniele Minotti dice:

    @Sir Scusami, mi sono fatto un po’ prendere :-)