Dice Malvino che questa volta non andrà a votare. E lo dice benissimo.


Non andrò a votare, stavolta, nemmeno se mi ammazzano. Quando l’ho deciso, ho sentito come lo scoppio di un ascesso: un dolore e, subito, una liberazione.


17 commenti a “Lo scoppio di un ascesso”

  1. Paola Barbagallo dice:

    Lo capisco molto bene solo che io sono ancora nella fase, per usare la metafora del dente, in cui penso che i medicinali possano fare effetto e non mi risolvo ad andare dal dentista a fare scoppiare l’ascesso. Sono “come color che son sospesI” spero ancora in un ravvedimento, un moto d’orgoglio dei partiti per riacquistare credibilità e spero ancora si possa fare una legge elettorale che dia trasparenza e governabilità e perchè no dignità ad eletto ed elettore. In fondo in fondo però so che farò come Malvino. Forse

  2. Carlo M dice:

    chissà che ne pensa il grande capo estiquaatsi, del fatto che malvino, dico mal-vi-no, non andrà a votare.

  3. Fedz dice:

    Sono sempre stato scettico vedendo degli elettori convinti di contare qualcosa il giorno delle elezioni. Ma da qualche anno lo sono di più guardando coloro che non vanno a votare, magari ostentandolo. Non capisco. Se anche rimanessero (esagerando) 37 elettori in tutta l’Italia, il parlamento sarebbe sempre lì, con governo e compagnia cantante. Quindi? Sarebbe tutt’al più una citrosodina elettorale, ma il giorno dopo si sarebbe da capo con i peperoni bipartisan.

  4. L1 dice:

    piu’ o meno quel che pensera’ del tuo commento, carlo.

  5. Giancarlo dice:

    @fedz: il tuo ragionamento non sta in piedi. Se votassero in 37 e il parlamento si costituisse come niente fosse i restanti 60 milioni avrebbero il diritto/dovere di buttarli fuori da Montecitorio a calci nel culo. la democrazia non é una partita di calcio, é basata sulla rappresentanza. Quando è palese che non si rappresenta quasi nessuno si perde il diritto a governare.

  6. Pier Luigi Tolardo dice:

    Ho sempre votato ed espresso un voto valido tranne 2 volte. Nel 2005 non mi sono recato alle urne per il referendum sulla fecondazione assistita e l’ho fatto perchè non si raggiungesse il quorum che lo rendeva valido, a tutti gli altri referendum ho partecipato anche quelli non resi validi sempre per il mancato raggiungimento del quorum(circa 7-8 se non erro), ma non far raggiungere il quorum è una scelta costituzionalmente prevista come il quorum stesso. L’altra volta è stato nel 1993: al primo ballottaggio per il Sindaco ho annullato la scheda. Credo che anche se dovessi decidere che nessun partito meriti il mio voto andrei a votare lo stesso, annullando la scheda, perchè penso che rimanga un diritto-dovere del cittadino. Comunque, sono vecchio, anche nella Prima Repubblica ero spesso imbarazzato ad esprimere un voto, poi lo facevo, la situazione non era meglio dell’attuale, credo che si debba scegliere comunque il meno peggio, il minor male, cosa che già facciamo spesso nella vita e quindi tanto vale farlo anche quella domenica.

  7. Adriano dice:

    Una notizia sconvolgente, davvero…
    Scopro adesso che questo tizio esiste. E la mia vita non è cambiata di una virgola.

  8. Alex dice:

    I partiti credono ancora che bastino le clientele storiche per portare a casa voti (se mi eleggi ti concedo il permesso/favorisco appalti/etc); il problema di tutti i partiti e` che la vicenda della Lega sta mostrando come, nel 2012, un partito puo` perdere sostegno e credibilita` anche con le clientele storiche.

    Per cui sono nel panico e non sanno piu` che pesci pigliare. Ne vedremo delle belle: mi auguro scoppieranno tanti ascessi, piuttosto di un governo di Grillo…

  9. Fedz dice:

    @Giancarlo
    Continuo volentieri nel paradosso dei 37 elettori, anche se come capirai sarebbe ben difficile si verifichi un’ipotesi anche solo un po’ prossima. Quello che tu dici non sta scritto da nessuno parte. Per la Costituzione avremmo un parlamento legittimo e poco dopo un governo. L’unico modo per avere o perdere il diritto di governare è attraverso le elezioni. Altro non v’è. La riprovazione sociale, ch’è già tanta ora, non fa un voto in sé.

  10. Giancarlo dice:

    Ci sono un sacco di cose che non sono scritte da nessuna parte, ma che succedono lo stesso. Lo dici tu stesso che la legittimazione a governare sta nel voto. Chi eventualmente avrebbe pochissimi voti non sarebbe legittimato manco per niente. Non perché lo dico io, ma perché non sarebbe sostenuto da nessuno e potrebbe governare solo con l’uso della forza. Il potere non si regge da solo , su qualcosa deve appoggiarsi. Un governo che non fosse sostenuto dal consenso popolare dovrebbe giocoforza trovare altro supporto, ma a questo punto non sarebbe piú democratico.

  11. Federica dice:

    Io andrò a votare nella speranza di poter poi essere governata da chi è stato votato dagli italiani senza dover mai più ripetere l’esperienza di avere un governo formato da gente che NON è stata votata da nessuno

  12. mORA dice:

    @Federica

    Con la legge elettorale attuale chiunque governi non sarà votato da nessuno. Del porcellum non si butta via niente…

  13. Mike dice:

    Giancarlo, si sei risposto da solo: nel caso andassero a votare in 37 ci sarebbe un parlamento legittimo, ma non democratico e che si reggerebbe sulla forza.

    Per mORA e Federica, veramente il governo non è eletto da nessuno ma nominato dal presidente della repubblica. Non sta scritto da nessuna parte che i ministri debbano essere parlamentari o senatori.

    Detto questo, secondo me anziche non andare a votare o votare scheda bianca o nulla, credo che la cosa migiolre per mettere un po’ di sabbia tra i cilindri sa quello di votare a cazzo. Se rimane il porcellum si sceglie un partito di quelli tristi e fuori coalizione, di cui non si parla mai in TV.

    Se tutti quelli che non vogliono votare facessero cosi’ si avrebbe nel risultato delle elezioni una discreta quantità di rumore che causerebbe decise preoccupazioni ai politici di lungo corso…

  14. deid00 dice:

    Non capisco una cosa: non andare a votare e` un voto di protesta? A me sembra, al netto di tutto, che non andare a votare sia non andare a votare e basta. Non esprimere una preferenza.
    E` un gran fraintendimento, secondo me, pensare che non andare a votare possa dare un segnale diverso da “chiunque va al governo mi va bene”. E questo fa comodo, molto comodo, ai partiti.
    Forse sarebbe piu` utile, come diceva Pier Luigi, annulare la scheda. Se la % di schede nulle fosse molto significativa, forse i signori dei partiti farebbero un po’ piu` fatica a giustificarsi. Forse.

  15. stefano nicoletti dice:

    Chi non va a votare, dovrebbe fondare un partito.

    Stare a guardare seduto in cima a una colonna è la scelta più semplice del mondo.

  16. giancarlo dice:

    @Stefano nicoletti: sempre meglio che reggere il sacco ai ladri.

  17. mario dice:

    Non posso concordare: decidono gli altri per lui, la democrazia rappresentativa funziona così, e se non ti piace non hai che da provare a cambiarla