“Ieri per esempio, le edizioni online di tutti i quotidiani davano la notizia di un incidente stradale, fortunatamente non grave, a Nicoletta braschi, moglie di Roberto Benigni. Seguiva fra gli altri questo commento di un lettore: “Poteva anche prendersi un’auto più sicura di una Golf, non mi pare un’auto da signori”. La domanda che dovremmo farci, e che ormai nessuno di noi si fa più, è: “perché questo pensiero grtto e mediocre, un tempo confinabile al bancone di un bar, deve finire soto gli occhi di centinaia di migliaia di persone? È obbligatorio? Lo stabilisce una legge? Ce l’ha ordinato il dottore? E soprattutto: siamo ancora in tempo per discuterne?



Oggi Michele Serra usa la sua rubrica su Repubblica per stigmatizzare l’esistenza della “voce dei mascalzoni e degli idioti” su Internet.
Non è una grande notizia in effetti. Così Serra prende un commento a caso ad una notizia di cronaca e si domanda come mai siamo oggi costretti a sopportare tutto questo. Già, perché dobbiamo sopportare tutto questo, Michele?

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16 commenti a “Pensieri gretti e mediocri”

  1. talponer dice:

    La qualita’ dei commenti che si possono leggere nei siti internet e’ a mio parere correlata strettamente all qualita’ dei siti internet stessi. Leggo molto spesso Repubblica e altri quotidiani italiani e mi piace leggere anche il Guardian. Quando leggo in Guardian, passo piu’ tempo a leggermi i commenti che l’articolo stesso dal momento che sono spesso interessanti e aggiungono contenuti al pezzo. Ma il Guardian e’ un giornale ‘serio’ e a mio parere attira commentatori seri (ci sono anche efficaci filtri e la possibilita’ di votare i commenti migliori).
    Per quanto riguarda Repubblica, avere una colonna di destra piena di foto di donne nude e di gossip attira di sicuro traffico sul sito ma attira anche un certo tipo di navigatori. Se si aggiunge anche il modo di scrivere gli articoli (a mio parere da rotocalco, con pochissima voglia di andare oltre l’ovvio e il popolare) non ci si puo’ stupire che i propri lettori scrivano commenti simili.

  2. Carolus dice:

    C’è chi pontifica affacciato a un balcone la domenica mattina e chi lo fa su una tastiera davanti a uno schermo. Ma forse Serra usa carta e penna.

  3. Ginestra dice:

    Una volta pensavo ingenuamente che Internet, con l’informazione e lo scambio di idee, avrebbe elevato le masse; invece le masse hanno trasformato Internet in un bar grande quanto il mondo.
    La gente è quella che è, anche in Internet se ne vede la mentalità, atteggiamenti, educazione, modo di ragionare. In Internet ha il megafono. Il bar è molto grande.
    Discuterne? Cambiare la gente? Mulini a vento… o quasi. Vale la pena per quei pochi, forse, ma il problema è alla base.
    Se non altro, no, nessuno obbliga a leggere commenti “gretti e mediocri”. Per fortuna non c’è una legge (in Italia, almeno) che, viceversa, sancisce la loro illegittimità.
    Tutti diciamo qualche stupidaggine.
    Concludo qua le mie.

  4. Carlo M dice:

    Serra pone un problema, e chi dovrebbe essere sensibile al problema invece di rispondergli gli rinfaccia la domanda.
    Ma sì, andiamo avanti così.

  5. g dice:

    a me pare che serra, partendo da un’ideuzza né troppo intelligente né troppo idiota che abbiamo avuto tutti e morta lì, scriva come suo solito un pezzetto tutto sommato godibile, ben costuito, della misura giusta, adeguato al registro standard di quell’antico e nobile genere letterario (la breve satira di costume) il cui scopo non è declamare gradi verità o comporre analisi accurate, ma è a volte far ridere amaro e a volte quasi costringere a prendere posizione: sei d’accordo o sei contro? e il suo è un pensiero intelligente, o solo furbo, o mediocre? questo è l’effetto, come si vede raggiunto anche qui, che sempre cercano scrittori e teatranti: attirare il pubblico. la causa è: serra sa scrivere, anche un pezzetto al giorno, anche su cazzate, 365 giorni all’anno. per questo, ed è l’altro effetto, lui riesce a farsi pagare da un giornale e quelli che commentano in giro, in genere, no. “dito-luna”, insomma.

  6. sabi dice:

    In altri tempi – quelli dei giornali di carta – il commentatore compulsivo avrebbe avuto meno possibilità: avrebbe dovuto prendere foglio e penna, scrivere, uscire di casa, comprare un francobollo, trovare una buca delle lettere e sperare nelle poste italiane; poi ci sarebbe stato il redattore della rubrica della posta dei lettori a decidere del destino di 3 righe – diciamolo francamente – fuori tema. Oggi tutto si risolve in 2 – 3 minuti + enter?
    Ecco, secondo me, in quei 2 o 3 minuti di adesso c’è il carattere vero degli italiani: meglio contestare, meglio criticare, meglio dare la colpa ad un altro, “meglio far sentire in colpa te che sei potente che tanto la vita, la politica, la società sono una merda e nessuno mi capisce o mi ascolta che so io come van le cose e chissà cosa c’è sotto”. Sbaglio o le fortune politiche italiane degli ultimi 20 anni hanno molto a che fare con questo carattere italiano?
    Io di commentatori “seri” ne leggo anche in Italia e ho pietà di loro, annegati nelle italiche coliche umorali.

  7. Claudio (un altro) dice:

    Nel villaggio globale ci sarà pure un misero bar no?

  8. valentinaa dice:

    Beh oh avere una rubrica quotidiana per anni è dura, vorrei vedere voi. Sarò quindi propositiva. Idea per il futuro dell’Amaca: prendere un commento fichissimo e aggiungere: avete visto come è bella la rete che fa emergere queste perle? (o questi fiori dal letame, se proprio non ci si può trattenere dal fare commenti moralisti ai commenti moralisti).

  9. mario dice:

    Serra è bravo nello scrivere (condizione sufficiente per leggerlo), ma alla fine non fa che moralizzare in maniera spicciola.
    Sta a Repubblica come Paolo Del Debbio sta a Quinta Colonna.

    E comunque tranquillo Miché: quel commento non l’hanno letto in centinaia di migliaia. Almeno, non prima che tu lo citassi. E nemmeno dopo, mi sa.

  10. Michele dice:

    Oggi c’era un’altra notizia interessante:

    http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2012/07/11/news/assolto-l-imprenditore-vanin-1.5390969

  11. gregor dice:

    Mentre la civiltà progredisce grazie alla rete, la rete degredisce a causa della civilta.

    Il caos regna nella rete internet italiana, l’autorevolezza ormai è andata a farsi friggere da tempo.

  12. Cacaspillo dice:

    Commentare un articolo nel quale si commenta un articolo che esecra i commenti degli articoli è piuttosto surreale.

  13. djclaude dice:

    Cacaspillo, hai pienamente ragione, stiamo sprofondando nelle sabbie mobili dei commenti ai commenti sui commenti…

  14. se-po dice:

    A me pare che la Golf non sia una macchina insicura, ma magari la signora andava troppo forte.

  15. Gianluca Neri dice:

    Riporto quanto ho scritto in svariati tweet:

    Quel che Serra ha detto è sacrosanto: non è un problema che ci sia, ma del commento dell’uomo della strada possiamo benissimo fare a meno.
    E poi basta con la retorica: il ‘popolo della rete’ non esiste (ed è un bene che non esista), se è fatto da commentatori del blog di Grillo.
    È come se un quotidiano decidesse di avere le lettere al direttore sotto ogni singolo articolo. Quelli che scrivono ai giornali stanno male.
    Elaboro: quelli che scrivono ai giornali stanno male. Quelli che commentano sul web – spesso – stanno peggio.

  16. massimo mantellini dice:

    Gianluca elaboro pure io: se il tema dell’Amaca era “gli editori stanno male perchè consentono i commenti” questa era scritta molto male visto che era incentrata sulla solita nenia livorosa contro gli imbecilli di internet. Come sai la discussione sui commenti sui siti editoriali è molto ampia e complessa e dubito che Serra se ne interessi. Io personalmente non sarei categorico come te ma capisco che esistano pareri differenti. Di nessuno di questi in ogni caso mi parrebbe il caso di discutere con Serra che ormai è il troll cartaceo del web.