Intervista di Tommaso Tessarolo a Lettera43 sul progetto editoriale di Pubblico il prossimo quotidiano (di carta) diretto da Luca Telese in edicola dopo l’estate. Tutto ok e in bocca al lupo. Questa però, Tommaso, lascia un po’ perplessi:


D. Però partite dalla cara vecchia carta.
R. Perché, nonostante tutto, è ancora oggi un mezzo molto utilizzato per informarsi soprattutto dai giovani di un certo orientamento progressista. E secondo noi manca un punto di riferimento per una nuova generazione di lettori, che userà la carta come l’ha sempre usata, navigando contemporaneamente su altri media.


11 commenti a “L’odore della carta”

  1. lumoz dice:

    La carta dei giornali, i giovani, l’hanno usata sempre per altri scopi, a dire il vero.

  2. Davide Mancino dice:

    A me pare che il Fatto abbia avuto successo soprattutto perché è andato incontro a una grossa fetta di lettori al di là delle tradizionali categorie politiche. E questo (a prescindere dal giudizio sul personaggio) è dovuto soprattutto a Travaglio, che com’è noto non è di sinistra né ha contribuito a creare l’ennesimo giornale di sinistra.
    Anche Peter Gomez ha impostato il sito nella stessa direzione, con tutti i suoi blog eterogenei e, a volte, persino contraddittori fra loro. In termini di vendite i risultati sono positivi, quindi per ora l’esperimento funziona.
    Tutto questo però non si può dire per “Pubblico”, che già dalle intenzioni si rivolge ai “giovani di un certo orientamento progressista”. A parte il linguaggio un po’ anni ’70 (che è già buffo di suo), non sono per niente convinto che ci sia spazio per un giornale (cartaceo!) con questo orientamento politico. Vedremo.

  3. Alex dice:

    L’importante e` la qualita` delle notizie… Ormai la gente si e` resa conto che free-press implica una grossa quantita` di notizie taciute (perche` fan male agli inserzionisti) e di notizie farlocche (per dare pagine che fanno numeri per gli inserzionisti) oltre a qualche notizia degna.

  4. diego ricci dice:

    Lo spazio per lanciare un giornale cartaceo nel 2012 c’è solo se c’è qualche finanziatore che ha voglia di mettere sul progetto qualche milione di euro.

    Ovviamente senza avere ritorni diretti (ma indiretti).

  5. Sergio dice:

    Avete mai incartato il pesce con l’iPad? No?

  6. Marco dice:

    Insomma un altro giornale senza idee destinato a vendere una manciata di copie.

  7. Fedz dice:

    Scommetto che i finanziamenti pubblici li prendi col il cartaceo e non se hai solo l’online. Ho vinto o sono il solito pensarmalista?

  8. mario dice:

    Chi vuole fare le cose in grande fallisce in edicola. Altri si limitano a fallire in rete.

  9. Michela Calculli dice:

    @Fedz HAI VINTO!

    E poi, ce n’è di giovani progressisti al bar! E i bar, si sa, sono ormai gli ultimi clienti delle edicole che, non a caso, hanno iniziato a vendere l’acqua minerale. A breve una fusione!

  10. Claudio dice:

    Fare un giornale di carta, finanziamenti pubblici compresi, è una follia pura. Follia di spesa, follia ambientale, e tutto quello che c’è attorno.

    Le edicole stanno sparendo, chiudono a mazzi in tutte le città. Distribuzione di news il giorno dopo nel 2012 con la rete che copre tutto e tutti e ridicolo.

    Telese vive nel 60/70… 1860/70

  11. Paolo dice:

    Qui l’edicola sta fallendo ma da qualche giorno la carta pagata dai contribuenti la vendono al bar insieme alle notizie vecchie. Se si riesce a piazzare vicino ai gelati una roba come Repubblica perché non Pubblico? Sempre alberi trasformati sono.