Ho capito di più della complicata faccenda numerica degli esodati da questa lettera di Pietro Ichino al Corriere pubblicata oggi che non da decine di articoli di stampa al riguardo letti in precedenza.

29 commenti a “Esodati for dummies”

  1. trolololo dice:

    “fro” o “for”?

  2. .mau. dice:

    il che è preoccupante (per la parte di Ichino, non per quella sui giornalisti).

  3. ArgiaSbolenfi dice:

    Condivido largamente quello che dice Ichino, purtroppo la soluzione alla “pagherà Pantalone” era (è?) così consolidata nella cultura degli italiani, che inevitabilmente quando è arrivato il cameriere con il conto è scoppiato il putiferio. Ed ora è molto difficile discriminare tra chi può lasciare il ristorante e chi deve fermarsi a lavare i piatti..

    Purtroppo la cosa più deprimente è che se sappiamo cosa si deve fare subito (e lo stanno facendo), la strada per il futuro è lasciata a generiche buone intenzioni: “La nuova cultura del lavoro di cui il Paese ha urgente bisogno deve liberarsi dall’idea che per un sessantenne trovare un lavoro, anche magari a part-time , sia impossibile” .. come no, forse quando gli attuali sessantenni saranno tutti morti forse saremo riusciti a liberarci dall’idea..

  4. mORA dice:

    Io ho capito che a me non daranno la pensione; quindi il mio ultimo giorno di lavoro sarà anche l’ultimo giorno nel quale potrò garantirmi una vita dignitosa.

    Mi tranquillizza molto il fatto che a casa mia la parte maschile sia sempre morta di tumore abbondantemente prima. Io poi non avendo figli (non è che avendone sarebbe stato diverso) non ho nemmeno lo scrupolo di lasciare qualcuno.

    Ma se per pura sfiga il mio genoma fosse diverso, una vecchiaia di indigenza mi preoccupa e mi rattrista.
    Dovrò, nel caso, provvedere da me ad evitarla.

  5. stinghy dice:

    OT, but good:

    http://www.theregister.co.uk/2006/12/29/photojournalism_and_copyright/

  6. Maurizio dice:

    Tutto il ragionamento di Ichino si basa su un assunto falso: che i conti della previdenza siano in rosso. I conti dell’INPS sono in rosso solo perchè sull’INPS è stata caricata anche la cassa integrazione. Si tratta, tra l’altro, di una scelta fortemente politica che ha una fondamentale conseguenza: le indennità di disoccupazione in Italia sono pagate con i redditi del lavoro dipendente e non, come quasi dappertutto altrove, con la fiscalità generale. Ma questo Ichino fa finta di non saperlo….

  7. ago dice:

    ….. mah vediamo prima si è creato il danno siccome qualcuno d’importante ha fatto finta di non sapere contare. Poi seguono a ruota questi pseudo giuslavoristi Excel-dipendenti (cosa cavolo ci fanno ancora nel PD questo per me rimane un mistero) che scambiano celle per persone fino ad ipotizzare di dare incentivi per fare riassumere esodati tra i 55/60 anni alle aziende.

    Roba da neurodeliri…………….

  8. Vittime della P2 dice:

    Oggi si parla, giustamente, degli esodati, ai quali si troverà comunque una soluzione. Ma che ne sarà degli attuali 40enni o 50enni di oggi che non vedranno nessuna pensione fino a 70 anni e saranno sbattuti fuori dal lavoro al massimo a 55 anni di età e senza nessun aiuto?
    http://vittimep2.blogspot.com

  9. andrea61 dice:

    Ma insomma, questi giuslavoristi del foglio excel che cosa vogliono ? Non riescono proprio a capire che lo Stato DEVE mantenere tutti quelli che non lavorano e hanno meno di 30 anni e piú di 50 ?

  10. Pietro dice:

    Se fosse lo STATO a mantenerli potrebbe andare, ma lo stato dove li prende i soldi?
    SEMPRE AI SOLITI !
    Premesso che se gli argomenti usati per giustificare 400mila pensioni sono falsi e ridicoli come quello che la CIG è finanziata con i contributi pensionistici ( pirlata immensa, informatevi ) oppure che l’INPS altrimenti sarebbe in attivo ( i contributi pensionistici non comprono nemmeno il 70% delle pensioni pagate, il resto viene dalla fiscalità generale ) siamo messi bene.
    Ma il discorso di Ichino è MOLTO semplice, nella situazione attuale i soldi sono pochi, per pagare centinaia di migliaia di pensioni servono una decina di miliardi all’anno, se invece si fa il possibile per aiutare chi pensava di andare in pensione in anticipo a trovare un lavoro si risparmiano molti soldi, che solo i pagliacci della CGIL cerdono che sarebbero stati presi torchiando di tasse i ricchi, dopo 50 anni in cui sono sempre gli stessi a pagare pensavo che lo si fosse capito chi paga il conto alla fine.

  11. Pietro dice:

    C’è Il fatto poi che se a tutti i disoccupati in questione si proponesse SEMPLICEMENTE di ricevere una pensione calcolata con gli stessi parametri su cui sarà calcolata a chi ha oggi 40 anni il problema sarebbe risolto, invece di pensioni da 1500 -1600 euro prenderebbero solo 800 euro al massimo e si arrangerebbero, ma la cosa è troppo crudele per i generosi sostenitori dei privilegi pensionistici ( i famosi DIRITTI ACQUISITI ) per cui chi va in pensione adesso prende il doppio, a parità di contributi pagati rispetto a chi ci andrà tra 20 anni.

  12. ArgiaSbolenfi dice:

    Sì ma trovatemi qualcuno con delle proposte concrete per cambiare il mercato del lavoro affinché si attivi una vera ricollocazione dei sessantenni. O anche i cinquantenni, non è che cambi molto ormai. Ma concrete, non fumose tipo corsi di formazione sull’aria fritta buoni solo per finanziare i formatori e i loro amici.

  13. ago dice:

    andrea61
    Guarda che pagare i contributi per 40 anni e poi pretendere una pensione onorevole non è reato. Bastava che 41 anni fa, mentre varcavo la soglia dei 18 anni, mi avvessero informato che i versamenti obbligatori prelevati dal mio stipendio non sareberro serviti a un caz… per permettermi di sopravvivere.

  14. gregor dice:

    Ichino non parla dei conti dell’inps, ma di seemplice matematica… Per fare una pensione ci vogliono almeno 3 lavoratori e noi siamo una naziona di vecchi e baby-pensionati, una riforma della pensione così è semplice buon senso..

  15. worm dice:

    a me pare che il dato importante sia uno solo: la vita media si sta alzando. negli ultimi duecento anni si è allungata di 24 anni circa.

    alcuni ricercatori affermano che nell’arco di un paio di generazioni potrebbe raggiungere i 150 anni di media. forse esagerano o forse siamo noi che non siamo abituati a pensare in modo esponenziale.

    cmq, presto o tardi, credo che sarà necessario istituire delle vere università per over 60.

  16. andrea61 dice:

    @ago: hai ragine, a patto di sapere pero’ che quei soldi versati valgono un terzo dello stipendio proiettato sempre sui 40 anni. Ergo, con un’aspettativa di vita di 24 da pensionato, l’assegno non puo’ superare il 60% dello stipendio, altrimenti i conti non possono tornare e non per colpa di Ichino. In realta’ la copertura sui 24 anni e’ anche meno perche’ e’ ragionevole ritenere che lo stipendio sia aumentato negli anni piu’ del tasso di inflazione pertanto quel 60% andrebbe calcolato sulla media di tutta la vita rivalutata ai tassi istat.
    Guarda caso in Germania se vai in pensione prima dell’eta’ canonica e al semplice raggiungimento degi anni di contributi, la pensione e’ decurtata fino a circa il 50% dell’ultimo stipendio.

  17. arbaman dice:

    Capisco che sperare di vivere una vita lunghisssima sia più attraente della prospettiva di morire più giovani.
    Ma l’aumento della vita media deriva in buona sostanza dalla riduzione della mortalità infantile. Mia nonna, per fare un esempio piuttosto recente, ebbe 8 figli, tre dei quali non arrivarono ai 10 anni. Negli ultimi due secoli era una condizione purtroppo comune e spiega bene il cosiddetto “allungamento” della vita.
    Il resto é in gran parte merito delle migliori condizioni generali (riscaldamento, disponibilità di cibo) e igieniche.
    Chi godeva di queste condizioni di vita campava a lungo già due millenni fa. L’allungamento della vita é un’invenzione di assicurazioni e istituti previdenziali per non pagare le rendite :P

  18. Pietro dice:

    I calcoli delle assicurazioni e degli istituti previdenziali sono fatti sull’aspettativa di vita al momento del pensionamento, quindi la mortalità infantile non influisce minimamente.
    L’aspettativa di vita è calcolata SOLO sui viventi, se anche il 99% delle persona fosse morto a 2 anni di età quasto non riduce di un minuto l’aspettativa di vita di un settantenne.
    Altrimenti nel calcolo dell’età media si dovrebbero conteggiare ad età ZERO quel 99, 999999999% di spermatozoi non giunti a buon fine.

  19. Pier Luigi Tolardo dice:

    Mi pare che Ichino che non gode delle mie simpatie, effettivamente, sia stato chiaro.
    Almeno non è ipocrita: la Fornero è una campionessa di ipocrisia, non vuole e non può farli riassumere dalle aziende, non vuole e non può mandarli in pensione con le vecchie regole perchè questo si mangerebbe una buona parte dei risparmi della sua riforma, non vuole lasciare le regole vecchie per la mobilità, non vuole dire chiaramente e lo fa solo ora che queste persone dovrebbero vivere con l’indennità di disoccupazione anche perchè i lavori socialmente utili nè lo Stato nè i Comuni hanno i soldi per pagarli. La Fornero fa esattamente come i vecchi politici: che il problema se lo grattino i prossimi governi. Direi: alla Fornero 4 in condotta e 5 in diritto e Ichino sarebbe un ottimo ministro di un governo conservatore decente.

  20. Pier Luigi Tolardo dice:

    Nessun incentivo può convincere le aziende che vogliono liberarsi degli anziani, a volte per seri problemi di mercato, propri a riassumere quelli degli altri a 55-60 anni…
    Accetterebbero forse per i migliori con l’esenzione totale dei contributi e un bonus consistente con denaro fresco per alcuni ad elevata professionalità ma sarebbero una quota minima.
    Purtroppo non c’è alternativa: gli esodati devono ricevere la pensione con qualche decurtazione per un certo periodo, possono anche essere aiutati a trovare un nuovo lavvoro ma senza soverchie illusioni e bisognerebbe far pagare una tassa ad hoc a quelle aziende tipo Poste, Enel, Telecom, in attivo che si sono sbarzzate di troppi esodati.

  21. jimmi dice:

    Esodati: lavoratori che hanno perduto il posto di lavoro a seguito di una ristrutturazione aziendale, di un accordo sindacale o di un accordo economico con il datore di lavoro, contando di poter accedere in breve tempo al trattamento pensionistico. Ovvero gente che quando aveva un minimo di potere contrattuale è riuscita a negoziare delle condizioni di uscita dignitose, ora che non contano più un cxxxo gli accordi firmati con loro vengono usati come carta da cesso. Gli impegni presi con le banche sono inviolabili e valgono il fallimento di interi stati, gli impegni presi con i poveri cristi possono essere cancellati senza remore o conseguenze.

  22. ago dice:

    andrea61 io non so che conti fate voi io so soltanto che all’inps gli poggio ogni anno 3.500 euri e solo negli ultimi 12 anni ho versato nelle casse del sig. Mastropasqua circa 42.000 eurini.
    Roba che se vado anche dalla disastrata Fonsai di questi tempi un caz… di pensione migliore di quella dell’INPS ho paura di prenderla.

  23. ago dice:

    andrea6 errata corrige: quelli sopraelecati sono i soldi che verso io direttamenta dalla busta paga. Ho chiesto in azienda, sappi che i miei versamenti sono solo 1/3 di quanto incamera l’Inps. Per cui negli ultimi 12 anni L’Inps ha incassato da me 42.000 euri e dall’azienda altri 84.000 euri per un totale fantasmagorico di 136.000 confermando quello detto precedentemente su una assicurazione privata.

  24. simone dice:

    Strano che nessun commento, politico o di esperti, riferisce delle razzie fatte all’INPS da parte dei partiti della cosiddetta prima repubblica, ci aggiungo pure la seconda, tant che questa fu una delle scuse per portare le pensioni al fondo penssione, che di nome ha solo il “fondo”, ma per quel che mi riguada, mi sà, che fra 20 anni, al tempo della mia pensione, troverò solo un buco.

  25. Pietro dice:

    Caro Ago, i contributi versati sono il 31% della retribuzione, quindi chi ha versato quanto dici ha una retribuzione lorda da 40mila euro all’anno, detto questo supponendo che tu vada in pensione a 64 anni con 43 anni di versamenti e hai una speranza di vita media di altri 24 anni i 136mila euro finora versati se restituiti integralmente comporteranno 400 euro LORDI AL MESE di pensione.
    è pura aritmetica.

  26. Pietro dice:

    Nel caso delle assicurazioni private la cosa divertente è che il 99% dei sottoscrittori sono così analfabeti da non leggere che i contributi pagati i primi anni finiscono per 3/4 in commissioni , e quindi a NON VERRANNO MAI RESTITUITI
    Ma si sa le assicurazioni prosperano su chi si crede più furbo degli altri, sono i ipiù facili da fregare.

  27. ago dice:

    @Pietro guarda giovanotto che i 136.000 versati sono solo quelli degli ultimi 12 anni presi in considerazioni. Vogliamo parlare dei contributi dei rimaneti 28 anni o no!!!!

  28. ago dice:

    Pietro
    Nel caso delle assicurazioni private …………..
    Ha questo punto rinuncio alla pensione e rivoglio indietro tutti ii contributi di 41 anni miei e aziendali rivalutati . Ti va bene così !!!!!!

  29. arbaman dice:

    Avendo una sorta di allergia per Ie conclusioni che Ichino trae dalle sue valutazioni sul mercato del lavoro, che me lo rendono simpatico quanto Sacconi, avevo evitato di leggere l’articolo che avevi linkato.
    Dopo averlo nuovamente sentito all’opera ieri da Lerner, mi sono andato a vedere l’articolo, dove come al solito Ichino da informazioni parziali che supportano le sue tesi di giuslavorista di destra. A proposito..come si fa a definire ancora di “sinistra” un partito che voterà la riforma del mercato del lavoro della Fornero e porta avanti tesi ichinesche ?
    A parziale intregrazione di Ichino, ti consoglio anche la lettura di questo articolo: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/26/pensioni-se-a-vincere-e-la-disinformazione/180018/