Ugo Tramballi è forse eccessivamente caustico ma il pezzo che ha scritto sul (presunto) fallimento della primavera egiziana è molto interessante:


Pensare che un gruppo di giovani borghesi colti, con un computer e un accesso a Internet potessero cambiare l’Egitto: si sono illusi loro e ci abbiamo creduto noi. Abbiamo anche creduto che altri giovani meno fortunati di loro ma altrettanto decisi, li seguissero per mutare un Paese immobilizzato da 30 anni di potere dello stesso uomo, 60 di dittatura militare e alcune migliaia di sistema di governo piramidale. Ci hanno creduto e a noi faceva tanto piacere credere che con un click di portatile fosse andata al potere la fantasia: qui, in questa palude socio-economica, col 40% dei suoi 90 milioni di abitanti che vivono con meno di due dollari al giorno.


3 commenti a “È finita la primavera”

  1. catonano dice:

    come godono alle vittorie della reazione

  2. Vittime della P2 dice:

    La situazione e’ piu’ complessa di quel che appare a prima vista. E’ solamente stato gettato un seme di democrazia. Prima che possa germogliare ce ne vorra’ ancora molto. Ma io non sarei pessimista.
    http://vittimep2.blogspot.com

  3. Massimo dice:

    chi pensava che Egitto e Tunisia potessero seguire strade simili si era, per me, fatto di sostanze strane. Purtroppo.