Ieri il Governo ha creato “l’Agenda per l’Italia Digitale”, un nuovo ente nel quale vengono accorpati una serie di soggetti governativi diversi dai nomi pericolosamente lunghi (“Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione”,”Dipartimento per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione”, “Digital PA”) che avevano competenze separate sui temi della digitalizzazione del Paese. Tutto giusto, siamo però ancora una volta fermi alla fase “comitatologia”: molte agende, un sacco di cabine, parecchi silenziosi bisticci ministeriali. A metà giugno 2012, a 7 mesi dalla nomina di Mario Monti, siamo ancora solo a questo punto, mentre l’occhio strabico del governo digitalmente illetterato un tempo guardava il ponte sullo Stretto mentre oggi si occupa della Salerno-Reggio Calabria.

3 commenti a “Agende, ponti ed autostrade”

  1. Signor Smith dice:

    Quinta rules.

  2. aghost dice:

    A distanza di oltre 7 mesi dal suo insediamento, sul sito del governo non è ancora possibile leggere una biografia seria del premier, ora “riassunta” in due ridicole righe:

    “Nato il 19 marzo 1943 a Varese. Il 9 novembre 2011 è nominato Senatore a vita dal Presidente della Repubblica”.

    Punto! Ma cosa impedisce a Monti di pubblicare la sua biografia? Si vergogna di dire che è figlio di un direttore di banca? O che altro? Per me questo ha un solo significato: sprezzo totale dei sudditi. E questi qui parlando di Agenda digitale? Ma quando mai…

  3. Agenda Digitale, dalla regia all’agenzia | infropy - information entropy dice:

    […] secondo i suoi calcoli, di risparmiare fino a 36 miliardi di euro; Massimo Mantellini ha invece puntato il dito contro la mancanza di misure concrete a corredo della nuova organizzazione e la mancanza – […]