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Giu




Entro il 2013 Nokia lascerà a casa il 20% dei propri dipendenti.


(Bloomberg via Il Post)

19 commenti a “Nokia tunes”

  1. ArgiaSbolenfi dice:

    E quando sarà cucinata a dovere, se la compra Microsoft?

  2. Massimiliano dice:

    Ma “tunes” nel senso che è consonante al tristo andazzo?
    Altrimenti non mi so spiegare il senso del titolo…

  3. abbello dice:

    Se non è fallita del tutto… grazie Elop!

  4. Pietro Bonanno dice:

    Quindi quelle mani si lasciano, piuttosto che incontrarsi?

  5. Daniele Minotti dice:

    E che fine farà il Nokia tune suonato da Sakamoto? Lo usavo cinque anni fa sul mio primo Tytn

  6. massimo mantellini dice:

    Minotti hai sempre avuto dei telefoni cessi ;)

  7. Pietro dice:

    Questo?
    http://www.zedge.net/ringtone/337715/

  8. Daniele Minotti dice:

    Massimo, ti aspettavo al varco, t’ho provocato… A parte che tu, prima dell’iPhone, avevi quel coso della foto, mi ricordo benissimo quando, in piazza a Forlì, mi prendesti il Tytn II per soppesarlo con quella faccia da @#@#@! Era il 2008 se non ricordo male. E tu avevi appena scoperto il touch con un 3.
    Oggi non ho un SG3, ma soltanto un SG2 che ha anche il aemplice vantaggio di essere libero senza dover *evadere* :-p rosicone!

  9. mORA dice:

    Intanto hanno ceduto Vertu, che fa tazze di cesso placcate per muffe facoltose.

    Ma continuano ad avere a catalogo 45 modelli di cui 6 “prossimamente” ed uno in “prenotazione”

    http://www.nokia.com/it-it/prodotti/prodotti/

    Io considero un miracolo che esistano ancora.

    * * *

    Quanto alla saponetta della foto:

    http://edue.wordpress.com/2007/11/08/troppo-lavoro-arrivederci-e-grazie/

  10. Daniele Minotti dice:

    Vertu era un business prima degli smartphone. Anche gli sceicchi storditi oramai vogliono l’iPhone, mica delle robe coi tasti hardware pur in oro purissimo e luccicante

  11. rogerdodger dice:

    Oggi non ho un SG3, ma soltanto un SG2 che ha anche il aemplice vantaggio di essere libero senza dover *evadere*

    Frase che rappresenta perfettamente il tipico utente Android. Chissà se a Minotti sia mai passato per la testa che ci sono persone che possono anche pensare che la minore libertà sia in realtà un plus di iOS.
    Solitamente chi è per una minore libertà è proprio l’utente Android: se scegli Android sei intelligente. Se scegli iPhone sei un babbo imprigionato. Un concetto di libertà modellato a seconda di come fa comodo. Sei libero, ma non di scegliere altro al di fuori di Android.

  12. Daniele Minotti dice:

    Dimostri di avere un pregiudizio all’incontrario. Io non penso che gli utenti iOS (occhio che non dico Apple) siano babbi. Molti di loro non sanno di essere imprigionati (e non significa essere babbi) altri se ne fregano (rispettabilissimo).
    La liberta’ di Android e WP credo sia un vantaggio obiettivo. Se qualcuno non l’apprezza o non e’ in grado di apprezzarla il giudizio non si sposta.
    I limiti iOS sono un plus esclusivamente per quanto riguarda la sicurezza. In cio’, il sistema e’ chiaramente destinato al pubblico piu’ vasto, quello che comprende anche gli utenti assolutamente incapaci di provvedere autonomamente all’incolumita’ del proprio device.
    Ma a me, come a tanti, i limiti di iOS non piacciono perche’ mi piace smanettare senza dovermi per forza jailbreakare con tutto quel ne puo’ conseguire (brick mode compreso).

  13. Daniele Minotti dice:

    @Pietro Si’, quello. Era fornito con l’8800

  14. rogerdodger dice:

    Dimostri di avere un pregiudizio all’incontrario.
    Nessun pregiudizio. Solo osservazione. iPhone l’hai tirato in ballo tu. Come spesso accade, lo mettete sul piedistallo più voi di quanto non facciano gli utenti che lo usano.

    Molti di loro non sanno di essere imprigionati (e non significa essere babbi) altri se ne fregano (rispettabilissimo).
    Quindi molti utenti iOS sono imprigionati ma non lo sanno. E secondo te, se potessero “smanettare” smanetterebbero? Cosa cambierebbe per quel tipo di utenza? Te lo dico io: zero. Anzi: si metterebbero più nei guai che altro. Poi non esiste prigione: dalla prigione non puoi uscire. iPhone puoi lasciarlo quando ti pare e piace.

    La liberta’ di Android e WP credo sia un vantaggio obiettivo. Se qualcuno non l’apprezza o non e’ in grado di apprezzarla il giudizio non si sposta.
    Che sia un vantaggio è un tuo personale parere. Non è una cosa oggettiva. La “libertà” di android comporta conseguenze che, per me ed è un mio parere ma basato su fatti, sono negative. Cose come questa, che per l’utente comune contano parecchio: http://phandroid.s3.amazonaws.com/wp-content/uploads/2011/10/android_orphans_graph-550×755.png

    I limiti iOS sono un plus esclusivamente per quanto riguarda la sicurezza.
    Altro tuo parere. Che però si scontra con i fatti.
    http://www.wired.com/gadgetlab/2012/04/easier-design-apps-ios/

    Inoltre, il fatto che Android sia “open” (mezza verità) comporta meno supporto a favore dell’utenza, meno coerenza nelle interfacce grafiche, meno usabilità, più personalizzazione dei propri device da parte degli OEM nonché, in certi casi, da parte degli operatori, che quindi installano crapware sui dispositivi (come infatti accade), e potrei andare avanti ore.

    In cio’, il sistema e’ chiaramente destinato al pubblico piu’ vasto, quello che comprende anche gli utenti assolutamente incapaci di provvedere autonomamente all’incolumita’ del proprio device.
    L’OS mobile destinato al pubblico più vasto è Android, venduto anche su telefoni da meno di cento euro, non iOS. Che poi, in proporzione, le persone, se messe in condizione di scegliere, scelgano iPhone, è un altro discorso.

    Ma a me, come a tanti, i limiti di iOS non piacciono perche’ mi piace smanettare senza dovermi per forza jailbreakare con tutto quel ne puo’ conseguire (brick mode compreso).
    E perché bisognerebbe Jailbrekkare? Ah: “per smanettare”. Quello da cui il 90% dell’utenza rifugge, appunto.

  15. Daniele Minotti dice:

    Roger, per me puoi continuare a predicare, ma io con i preti non parlo, sono agli antipodi della ragione.

  16. rogerdodger dice:

    Minotti, non preoccuparti. Spostare il discorso dal piano dei dati a quello personale è un classico.

  17. mORA dice:

    Sul fatto che qualcuno trovi miracoloso che Nokia con la sua politica di irritazione del cliente (vendita e post-vendita, un vero record) sia comunque ancora viva, segnalo che

    Nokia credit now labeled junk by all three major credit-rating agencies

    http://www.appleinsider.com/articles/12/06/15/nokia_credit_now_labeled_junk_by_all_three_major_credit_rating_agencies.html

    La vicenda di Nokia e quella di Palm mi paiono del tutto confrontabili; a questo punto anche l’epilogo mi pare probabilmente lo stesso.

    Sono che nel caso di Palm m’è dispiaciuto.

  18. Daniele Minotti dice:

    @mORA Forse sto equivocando, ma stai dicendo che non ti dispiace per le disgrazie di Nokia e, anzi, forse ne godi?

  19. mORA dice:

    Ho detto che dei due casi di suicidio, perché è di questo che stiamo parlando, quello di Palm mi dispiace.

    Non ho detto che godo di nulla, semplicemente nella mia esperienza Nokia fa immondizia; il 6600, pagato allora quasi come un iPhone, dopo 20 ore s’è rotto.

    L’ho portato in Nokia dove mi hanno reinstallato il firmware e volevano 65 euro per averlo fatto (ripeto, dopo 20 ore di funzionamento). Davanti al Nokia Point c’era un cassonetto; ho detto loro che potevano tenersi il telefono o buttarlo nel cassonetto.

    Mi hanno detto che potevo riprenderlo gratis ma che “non garantivano la riparazione”.

    Tu saresti sorpreso se un’azienda siffatta fallisse?

    * * *

    P.S.: ho raccontato tutto sul mio blog, ma pare che ultimamente da queste parti sia meglio ripetere che linkare…