Tommaso Labate anche questa volta ha notizie fresche sul traffico:


Traffico regolare in molte città del Nord-Ovest. Dove gli autobus dell’autolinea PD avrebbero già superato i 50 km/h a Monza, Alessandria e, probabilmente, pure ad Asti. Il pullman dell’autolinea medesima potrebbe superare la soglia dei 50 km/h anche a Como. Mentre a Cuneo viaggia più spedito il bus dell’autolinea rivale.

Nessuna novità di rilievo da Genova e Palermo. La macchinina targata DO nel capoluogo ligure, e quella targata OR in quello siciliano, viaggiano spedite ben oltre i 50 km/h. Come da copione.

Traffico impazzito a Parma. La penultima rilevazione dell’autovelox, che risale a lunedì scorso, dava la macchinina targata PI solidamente in vantaggio su quella targata BE. Ma nelle ultime quarantott’ore la situazione si sarebbe leggermente modificata. Certo, i rilevatori danno sempre avanti l’autovettura targata PI. Però quella targata BE avrebbe ripreso a correre. E si sarebbe avvicinata un po’.

Domanda: un po’ quanto? La risposta alle 15. O giù di lì.


4 commenti a “Isoradio elezioni”

  1. Andrea dice:

    Ma solo io trovo stucchevole e patetico questo modo di dare le informazioni a seggi aperti? Se uno si becca la denuncia se la becca anche se scrive di autobus, corse, api fiori e quant’altro.

  2. gregor dice:

    Tutti parlano di legalità, ma nessuno rispetta regole elementari di buon senso…

  3. Narno Pinotti dice:

    Forse va colta l’occasione per parlare del “silenzio elettorale” al tempo della rete. Dal venerdì sera tacciono i media controllabili o materiali, come tv e quotidiani. Ma si può far tacere la rete? I siti, i post, i link, i video messi fino al venerdì non restano forse accessibili anche tra sabato e lunedì? E i cento blog con i loro mille commenti? Del resto il venerdì sera nessuno stacca i manifesti dagli spazi elettorali (anzi): forse perché la spesa non vale l’impresa, o perché non li si reputa influenti come un talk show.

    Non sarebbe meglio riconoscere che questa regola è diventata inapplicabile, e che lo spazio della rete è impossibile da controllare, per ragioni tecniche, economiche e perfino di liceità?

    E ancora: davvero il silenzio elettorale è necessario e sacro? Davvero è un rito della stessa importanza delle schede votate? Davvero abbiamo un’opinione così bassa degli elettori?

    A me pare che chi difende a oltranza questa regola sia un po’ come chi si lamenta delle “inchieste a orologeria”: è un male che i cittadini sappiano delle inchieste prima del voto? Dobbiamo augurarci che vadano in cabina disinformati? Che i corrotti e i collusi siano prima eletti per cinque anni e poi indagati? Se i giornali fanno il loro mestiere d’inchiesta e reportage in modo dignitoso o anche solo plurale, secondo me la risposta a tutte queste domande è no.

    E allora: dobbiamo pensare che la rete possa o debba tacere come i comizi e i volantinaggi? Che l’informazione via web sia assimilata a uno studio Rai o a una sala rotative?

    Di nuovo: secondo me, no. E prima ci rendiamo conto che da certi cambiamenti non si torna indietro, e meglio è.

  4. orlanda dice:

    ma perchè? per stabilire la mia velocità devo guardare quella degli altri? io la mia velocità l’ho già tarata!