Su l’Unità di oggi il senatore PD Luigi Vimercati si preoccupa (giustamente) delle manovre più o meno sotteranee in corso fra Agcom, Governo Monti e Confindustria, sui prossimi provvedimenti attinenti alla disciplina sul diritto d’autore in rete. Poi dice:


“Per questo è necessario affidare al Parlamento il compito di elaborare e approvare una nuova legge primaria che riveda la vecchia legge sul diritto d’autore del 1941. Epoca in cui non esisteva internet e nemmeno la televisione. È necessaria una nuova legge di sistema, che faccia i conti su come regolamentare il diritto d’autore ai tempi della rivoluzione digitale.”


Vimercati ha perfettamente ragione, del resto lo ripetiamo da quindici anni buoni. Il problema è che io oggi, leggendo l’articolo, pensavo che il nostro Parlamento non è ancora pronto per una iniziativa del genere. Che l’avanguardia intellettuale di un pugno di deputati e senatori non sarà sufficienti per produrre una buona legge su un tema tanto complesso e che le probabilità che questo o il prossimo Parlamento trasformi in legge una normativa sul diritto d’autore cattiva come quella precedente ma adeguata ai tempi siano fortissime. Si tratta di un tema centrale, ma il paese non ne sa nulla e non se ne interessa. E con lui la grande maggioranza degli eletti in Parlamento rischia di dare al riguardo la peggior prova di sé. Esattamente come nel caso del regolamento Agcom citato e temuto da Vimercati, oggi, con l’aria che tira, paradossalmente forse potrebbe essere meglio nessuna legge ad una nuova legge. Come si risolte un enigma del genere? Semplice e complicatissimo: cambiando i parlamentari. Non succederà domani.

2 commenti a “Prove di Partito Pirata”

  1. Daniele Minotti dice:

    Il senatore Vimercati dimostra di non sapere che della legge del ’41 è rimasto ben poco perché c’è stata una serie di recipienti UE in tema non da poco, anche in temi Internet ecc. Basta demagogia, occorre gente competente e questo proprio non lo è. Dunque, non si occupi di questi temi. Non se ne può più. di questi che fanno i risorti digitali.

  2. Daniele Minotti dice:

    Commento scritto maluccio, eh… ;-)
    Intendevo dire che le regole per il diritto d’autore nell’era digitale gia’ ci sono. Il fatto, poi, che non siano gradite a qualcuno (e non entro nel merito, pur essendo nota la mia posizione) e’ un altro paio di maniche.
    E’ la consapevolezza che porta ai risultati.