Contrappunti su Punto Informatico di domani.

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Contrappunti di questa settimana parla delle casse del mio computer che qualche giorno fa hanno smesso improvvisamente di funzionare. Acquistare le cose, non so voi ma io, ormai, tutto quello che posso lo compro on line. Ho iniziato con i libri, molti anni fa, poi sono passato all’elettronica, poi all’oggettistica per la casa, poi a certi capi d’abbigliamento, poi a cose più complicate, per esempio un suzani uzbeco che prima che un amico me ne parlasse e mi consigliasse una ricerca su ebay, nemmeno sapevo cosa fosse.

Le ragioni per preferire gli acquisti on line restano le solite (prezzi più bassi, maggior scelta, minor spreco di tempo ecc.) così come usuali sono le limitazioni (fondamentalmente il contatto fisico con l’oggetto): tuttavia, mentre la propria esperienza di consumatore si trasferisce in rete, ci si accorge che esistono anche altre motivazioni che pesano su tale scelta.

Per esempio la competenza di Internet, che non può essere paragonata nemmeno lontanamente a quella del più abile venditore da grande magazzino. Io entro nel negozio fisico per acquistare qualcosa, cerco l’addetto alla vendita, parlo con lui e immediatamente mi accorgo, nella dialettica solita fra possibile cliente e possibile venditore, che Internet ha invertito i ruoli. Il commesso mi spiega cose che so già (o nei casi peggiori mi racconta cose che so non essere vere), io ripasso in silenzio informazioni che lui non immagina. L’altalena della competenza fa il giro della morte e la grande distribuzione fisica si ritrova spesso col culo per terra. Gli acquirenti di oggi non sono più quelli di una volta.

Ovviamente molti prodotti, per forza di cose, non possono essere provati su Internet e le casse nuove per il mio computer ne sono un esempio tipico. Così qualche giorno fa l’addetto gentile e simpatico del grande centro commerciale mi ha mostrato gli altoparlanti che potevano fare al caso mio. Non sapendo nulla di me mi ha prima mostrato i prodotti più economici (che io nelle mie ricerche in rete nemmeno avevo considerato) poi, con un po’ di mestiere e psicologia, è passato a prodotti di fascia un po’ superiore. Mentre me ne illustrava le caratteristiche io pensavo: ma avranno solo queste?

Uscito dal negozio dove mi erano state proposte un paio di casse Bose in quel momento non disponibili (se passa fra 3-4 giorni gliele facciamo trovare) ho chiesto a Internet (su Twitter) quali casse nuove avrei dovuto acquistare e nel giro di pochi minuti sono stato raggiunto da decine di suggerimenti. Alcuni prodotti consigliati mi erano noti, la maggioranza no.

A Dio piacendo la sofisticazione pubblicitaria è ancora molto lontana dall’occupare Internet e la reputazione in rete dei prodotti, nel momento in cui sono le singole persone ad esprimersi, è ancora una esperienza di condivisione delle passioni e delle esperienze. Non necessariamente competente ed informata ma comunque in larga parte autentica.

Dentro questa gabbia emozionale non infrequentemente capita che i prodotti migliori emergano. A patto che il loro racconto sia spontaneo, la reiterazione di un nome nei pareri che ci raggiungono dovrebbe iniziare a farci pensare. E dentro l’immenso mare delle informazioni in rete, spesso il nome di questo o quel prodotto a noi ignoto trova poi ulteriori conferme, sempre a patto di essere minimamente curiosi e di accettare l’idea di fare lo slalom fra l’ampia fuoco di distrazione delle recensioni interessate che le aziende spargono da anni sul web per pubblicizzare in maniera mimetica i propri prodotti.

Schifati dal buzz marketing, inorriditi dai ripulitori di web reputation, annoiati dai piazzisti 3.0 che vi scrivono mail per “agevolare” certi imperdibili video virali, Internet continua a salvaguardare egregiamente il passaparola fra le singole persone e facendolo, come è nell’ordine delle cose, fa emergere prodotti di nicchia dei quali non avevate mai sentito parlar prima.

Si tratta molto spesso di prodotti che non hanno mai raggiunto lo scaffale fisico della grande distribuzione, oppure lo hanno fatto per un periodo breve molto tempo fa. Così qualche giorno fa Internet mi ha suggerito di acquistare un paio di casse nuove per il mio Mac. Si chiamano Empire R 1000 e nonostante sul sito del produttore risultino ormai fuori catalogo, è ancora possibile acquistarle in rete (io le ho comprate qui). Come dicono quasi tutti nelle recensioni on line che mi è capitato di leggere, suonano benissimo e costano poco. Contrappunti, che ama Internet, il passaparola e gli acquisti on line, è lieto di consigliarvele.

9 commenti a “Anteprima Punto Informatico”

  1. ArgiaSbolenfi dice:

    Anch’io ormai compro tutto il possibile in rete, soprattutto per farmi un’idea precisa del prodotto, e per la possibilità di scelta (volete mettere scegliere tra 1 modello di yougurtiera del centro commerciale, e i 4-5 che si trovano su amazon, oltre a poter scaricare prima il manuale di istruzioni? :-)

    Però forse sottovaluti l’abilità che è ormai necessaria per fare lo slalom tra l’informazione commerciale spazzatura che infesta la rete, e le vere dritte che magari trovi cercando in un forum che appare solo nella seconda pagina dei risultati su Google. E per chi non ha questa capacità di orientamento forse il grande magazzino rimane una buona scelta.

  2. Gaspar dice:

    :-)

  3. Ivan dice:

    Io 3 mesi fa, ho preso una Libratone, una giovane start-up danese, e devo dire che nonostante il prezzo un po alto, sono veramente un ottimo prodotto. Suonano da Dio in streaming da iPhone, iPad e con un cavo le attacchi anche al computer e TV.
    http://www.libratone.com/speakers/

  4. Gabriele dice:

    La condiviso una delle esperienze è una cosa meravigliosa. e gli acquisti online di prodotti finiti e libri è comodissima. Lo faccio anche io da anni.
    Ma permettetemi di farvi vedere la questione dal lato di chi vende. Che poi è il mio di lato.
    Semplifico per non dilungarmi troppo:
    1) condividere esperienze limitate nel tempo e fare della propria esperienza l’unica via, crea adepti che si fidano ciecamente di voi ma ai quali non darete mai l’aiuto che potrebbe dare un negoziante esperto (che tra l’altro poi dando consigli, se è serio, se ne prende anche la responsabilità).
    2) per alcune categorie di prodotto o linee di prodotti ci sono mode che nascono e muoiono su internet lasciando orfani acquirenti ancora inesperti. Con il solo risultato di aver fatto spendere loro centinaia di euro fidandosi di voi e altri, e trovarsi ora con un prodotto fuori moda o non realmente così performante.
    Poi se volete entro nello specifico. E specifico che non sono uno di quelli che “si stava meglio quando si stava peggio”. :)

  5. Gabriele dice:

    Odio il correttore dell’ iPhone. Scusate la grammatica e l’ortografia approssimativa.

  6. Trentasei dice:

    Sul venditore del grande magazzino ok, ma sul venditore del negozio specializzato no: spesso son quei negozi animati dalla passione di chi ci lavora e dalla loro cultura, molto diversa dal parere dell’acquirente medio. Esempio: il negozio di hi-fi in cui, con pazienza, abbiamo modificato i vari elementi che riproducono il suono (cd,amplificatore,casse) fino a raggiungere il suono come piace, avendolo testato ogni volta sul pacco di miei cd di riferimento. Solo qui, ad esempio, è ovvio che chi non coglie o non si accorge della differenza di riproduzione fra uno stereo medio e un sistema ad alta fedeltà, non capirà il valore e costo della scelta, nè l’importanza di un venditore che, ascoltando i commenti (“troppo metallico/ troppo pulito/ bene sul jazz ma male sul rock”) cambia gli elementi in modo da ottenere il risultato voluto, appassionandosu lui per primo in questa ricerca. Sentendo per la prima volta, dopo anni di ascolto di alcuni cd su impianti commerciali, alcuni dettagli splendidi, penso sia stata un’emozione simile a quella di chi in restauro toglie una patina di sporco da un quadro permettendo di goderne tutti i dettagli e le sfumature.

  7. Davide Costantini dice:

    Chiaro che non si può fare di tutta l’erba è un fascio, ma dal canto mio (sono ex-recensore di hardware) posso dire che trovare venditori davvero competenti non è facile. Penso che ci siano pochi dubbi che nella grande distribuzione ce ne siano di meno. In questi settori le informazioni sono quelle diffuse attraverso i canali aziendali, in pratica l’oste che ti dice che il suo vino è buono.

    Ma anche nei negozi di appassionati l’esperienza è “a mixed bag” come dicono gli inglesi. Internet aumenta la competizione e chi è abituato ad una dieta di forum di appassionati, portali di recensioni e simili, beh andare in un negozio diventa una questione di convenienza economica fra tempo e vicinanza. Poi di cosa dica il venditore importa relativamente.

  8. sav. dice:

    @Trentasei, ottimo esempio.
    Lasciamo dire però che i casi simili ormai si contano sulle dita di una mano. Anche nell’esempio che citi, troverai negozianti appassionati disposti a fare le prove con te, altri che invece vorranno venderti quello che conviene a loro.

  9. Visto nel Web – 20 « Ok, panico dice:

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