Giovanni Soldini su Facebook:

una barca costa come un camper ma è tassata molto più di una seconda casa questo non ha nessun senso ne logica.
bisognerebbe tenere conto del vero valore delle barche e applicare una tassa sensata, esattamente come si fa con le seconde case. Una barca di 12 metri può valere 35mila euro e una di 8 ne può valere 250 mila si tratta di pensare a un sistema sensato per fare pagare il giusto a tutti, ma non si può fare se non si distngue bene il valore del bene tassato.speriamo che si riesca a migliorare questo testo che è sicuramente frutto della troppa fretta e troppa superficialità.



(via valentina_avon su Twitter)

18 commenti a “Superficialità”

  1. Trentasei dice:

    Chiunque vada per mare e abbia conoscenza di un porto diportistico sa quanto sia stata approssimativa e superficiale questa legge.
    Tra l’altro un Riva di 8m puo costare tranquillamente oltre i 500mln, e nessuna tassa, ma il pensionato che si prende il sogno di una vita a vela usato e spende 20.000€, paga al suo posto. Giusto il principio di far pagare chi ha di più, sbagliato il metodo di valutazione e applicazione.

  2. cossetta dice:

    Vero, però bisognerebbe anche approfondire i numeri e metterli sul tavolo in modo trasparente. Capire cioè quanti Ranzani con yacht dalla bandiera fantasiosa ci sono rispetto ai pensionati col gozzo. E’ chiaro che si deve tassare il posto perché le barche sono quasi tutte intestate a società, molto spesso straniere. E’ il solito discorso, viviamo in un paese per furbacchioni e per loro le vie d’uscita ci sono sempre e comunque.

  3. IngSoc dice:

    Secondo me è sbagliato proprio il principio. Le tasse dovrebbero essere dirette, cioè calcolate sul reddito reale. Le tasse indirette sono ingiuste per definizione. Lo stesso prodotto di consumo viene tessato nello stesso modo sia che lo acquisti un pensionato al minimo che un miliardario.
    L’articolo 53 della nostra Costituzione recita in questo modo:
    Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
    Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

  4. Trentasei dice:

    @cossetta per il tuo principio dovremmo far pagare il bollo in base alla dimensione del box auto indipendentemente dal fatto se vi sia una Ferrari o una Punto.. Ma perché non rendere responsabili i porti? Come le
    Vedo io, le persone in yacht super lusso battenti bandiera straniera dove pero si beve prosecco e si parla italiano, lo puo vedere anche una gdf che faccia un controllo. E come lo so io il valore di un Riva o di un Ferretti, lo posson sapere anche loro.

  5. marco dice:

    E vogliamo parlare del superbollo solo per le auto con più di 185 kw, che volontariamente esclude la maggior parte di berlinone/suv/auto di lusso con prezzi compresi tra i minimo 50.000 e gli oltre 100.000? Quando 200 cv, cioè 149 e rotti kw, sono già uno sproposito per qualsiasi impiego che non siano i rally e la F1, indicano una elevatissima capacità (in molti casi voglia) di spesa e un’ottima inclinazione al consumo fine a se stesso e all’inquinamento.
    @IngSoc portami un pensionato minimo onesto con Audi A6 3.0 tdi da 230 cv. Ti è mai sorto il dubbio che la tassazione indiretta oltre a numerosi profili di equità (esempio dell’auto: è più grande, pesa di più, consuma di più e perciò inquina di più obbligandomi in qualche modo a risarcire la collettività di uno scempio maggiore che io faccia delle risorse comuni) presenti la caratteristica di essere uno strumento per colpire chi nasconde parzialmente/totalmente la propria capacità contributiva?

  6. alessandro longo dice:

    Tutto sommato credo che le ingiustizie veri siano altre. Su quelli senza barca, per intenderci

  7. IngSoc dice:

    @marco, perchè vuoi prendere un Audi A6, prendi semplicemente un litro di benzina. Le tasse che ci sono su un litro di benzina vengono pagate nello stesso modo dal pensionato e dal miliardario e questo non è sicuramente giusto.

  8. marco dice:

    @IngSoc, quello che dici è parzialmente vero, ma nel caso della benzina si possono trovare anche giustificazioni per una tassazione indifferenziata. La verità è che non c’è nessuna calibrazione dei prelievi indiretti (e qui siamo al post di Soldini) ma non che siano inutili/ingiusti/ingiustificabili.

  9. Carlo M dice:

    ci vorrebbe una tassa sullo snobismo del velista.

  10. pierluigi tolardo dice:

    L’alternativa e’ dichiarare guerra a Panama e non mi sembra il caso.

  11. Atos dice:

    Comunque la giri, qualcuno s’inc… qui non c’è verso di far pagare nessuno al fuori da chi prende una busta paga.

    E in più, beffa delle beffe, Silvio vede già i sondaggi salire su .

    A riprova che il problema non era lui, e nemmeno il berlusconismo, ma la testa dell’italiano medio.

  12. ZeusFaber dice:

    @atos
    in parte vero pero’ cosi’ lo prende in quel posto quello con la busta paga che sta in cantiere e le barche le costruisce. Nonostante siamo quasi un isola siamo gli ultimi pure nella classifica del diportismo e riusciamo a spararci sulle palle massacrando pure l’industria nautica

  13. tiziana serenella dice:

    stavo pensando a 2 amici che possiedono barche a vela di 12 metri con posto barca nel porto di lavagna: uno fa il dentista, l’altro il farmacista. vorrà forse dire qualcosa?

  14. Trentasei dice:

    @Tiziana : si, vorrà dire che tu non vai per mare e vivi di luoghi comuni e superficialità. Certo che ci sono persone benestanti, con la barca, e che ci son 12m splendidi e costosi a vela (a motore, in proporzione, un 12m è un mostro). Se vivessi un porto, pero, ti accorgeresti come
    Ci siano anche tanti appassionati che piuttosto non si prendono un’auto, ma
    Con dei sacrifici spendono 20.000€ (un camper non mi pare sia
    Considerato un lusso) per una vela usata. E equiparare i Briatore, i dentisti e gli avvocati -che pur ci sono, con barche da favola- a chi va per mare per passione, perdonami, è qualcosa che chi va per mare e appartiene alla seconda categoria mal sopporta, soprattutto se la tassa che devono pagare è uguale indipendentemente dal valore e dal reddito. Ci sono anche impiegati, per mare, e pensionati che si regalano il sogno di una vita e chi preferisce andare col vento piuttosto che col motore del camper. A mio avviso, ripeto, c’è uno stereotipo della
    Barca Che deriva da tutti quelli Che non sono mai andati per mare e vivono nelle città la barca
    Come un lusso. Se poi per tuo credo vuoi equiparare chi ha un camper a
    Chi ha una Ferrari, ben venga la libertà. Io no. -e con questo non dico che il lusso della barca non vada tassato, ma solo equiparato al lusso reale che rappresenta, e non sullo stesso piano dentisti, avvocati, imprese, pensionati ed impiegati-. Ciao.

  15. Roby10 dice:

    Io sarei per un cambiamento ancora più estremo.

    Al di la delle tasse, ogni sanzione che tocca il campo economico dovrebbe essere calcolata in base al reddito: si avrebbe un maggior introito e allo stesso tempo una maggiore uguaglianza nell’educazione dei cittadini.

    Nell’infanzia, un bambino si punisce per educare, non certo per il piacere della punizione; lo stesso dovrebbe essere per le sanzioni.

    Se faccio multe per fare cassa, avrò sempre interesse ad avere cittadini che commettono infrazioni, se faccio multe per educare, col passare del tempo avrò cittadini più onesti.

    Io se parcheggio in doppia fila per prendere mio figlio all’asilo, prendo una multa e può darsi che questo mese non lo possa portare al cinema. Se un Briatore parcheggia in doppia fila ogni giorno dell’anno, anche 4 volte al giorno, e gli fanno una multa tutte le volte, il suo stile di vita non cambia minimamente.

    In questo modo ci sarà sempre una società classista in cui c’è chi può permettersi di vivere “sopra le righe” e fare quello che gli pare (vedi Corona che gira in Ferrari a 200 all’ora dopo gli hanno ritirato patente n volte, tanto paga).

    Probabilmente è anticostituzionale, ma se vogliamo una società migliore è una strada da provare.

  16. tiziana serenella dice:

    @trentasei: forse la mia sintesi ti ha indotto ad una incomprensione Non sostengo per nulla che tutti i possessori di barche siano uguali anzi sfondi una porta aperta, nella mia famiglia abbiamo rinunciato ad una macchina per avere una barca a vela di 6,50 m. che teniamo alla boa perchè un posto barca ci costa troppo. La mia constatazione comunque è vera e non è un pregiudizio.
    buon vento!

  17. Trentasei dice:

    @Tiziana scusami Tiziana, non volevo essere troppo indisponente, ma in proporzione capirai allora quanto dico: è un lusso avere una barca, sì, ma equiparare il possesso di un camper a una Ferrari mi sembra iniquo, tutto qui. Buon vento anche a te! (quanto è bello il momento in cui si spegne il motore per muoversi solo col vento? ;-) ) -e lo dico anch’io al di sotto dei 10m, ma consapevole di quel che c’è in un porto, e degli stipendi che servono solo per un piccolo giro su alcuni mostri a motore… –

  18. Claudio dice:

    Ma è così difficile tassare il lusso all’acquisto? Chiunque compri un bene per tot euro paga tot di tasse + una super tassa visto il momento catastrofico. Sulle auto sarebbe facilissimo sulle barche un po’ meno. In generale sul lusso verrebbe molto facile. Tanto costa un bene tanto lo si tassa. Immatricolazioni all’estero dei beni di lusso? Ok quando vieni in Italia con suddetto bene o dimostri di essere straniero o PAGHI! Gli stranieri veri sarebbero protetti e i Briatore dalla chiacchiera facile pagherebbero. Una persona che diventa ricca in Italia deve ridare al Paese ciò che il Paese gli ha permesso di fare. Le infrastrutture hanno permesso a tanti di diventare ricchi ed è ora che questi ridiano al Paese parte dei proventi, no? Tanto comunque delocalizzano e fanno le peggio porcate lo stesso ma almeno sull’ostentazione prenderebbero delle legnate nei denti. Un bene si deteriora e tassare una barca che realmente vale 20mila euro in base alla misure metriche lo trovo ridicolo, per fortuna è un governo di tecnici.