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Dic

Esiste una espressione gergale che utilizzavamo da piccoli, quando per giocare a flipper, di nascosto dai genitori, dovevi metterti in punta di piedi. Non so se si tratti di una espressione tipica della mia zona – non credo – o se sia uno di quegli arzigogoli verbali che si utilizzano per un certo periodo e poi vengono dimenticati. Quella espressione era “Morire grassi”.

Eri morto grasso, tipicamente, quando, giocando a flipper, l’ultima pallina scendeva dolorosamente in buca mentre il punteggio era a un passo dal bonus. A 10mila punti avresti vinto una extraball ma la tua partita finiva, come nella Guerra di Piero, a novemilanovecentoequalcosa. Tu guardavi sconsolato il vetro del flipper e poi alzavi lo sguardo sul contatore con le mani ancora sui tasti ed il tuo amico spettatore, appostato sul lato lungo del flipper, usciva dal suo concentrato silenzio e annunciava: “Ecco, sei morto grasso”.

L’espressione mi è tornata in mente in questi giorni. Intorno a me moltissime persone discutono di pensioni, degli anni mancanti, delle finestre di uscita, dei 40 anni di contributi e delle indiscrezioni terrorizzanti sulla riforma che verrà presentata lunedì. Il rischio per molti è, ovviamente, quello di “morire grassi” e di vedere allontanarsi di alcuni anni il momento mille volte calcolato della uscita dal lavoro. Lunedì sapremo meglio, io – che notoriamente ho scarsa attitudine all’autocontrollo – dirò: “ecco, visto? Siete morti grassi”. Loro, probabilmente, non capiranno.

4 commenti a “Morire grassi”

  1. ArgiaSbolenfi dice:

    Posso confermarti che quella espressione la usavamo, una ventina di chilometri più ad ovest sulla via emilia :)
    Comunque questi moriranno grassi, ma quelli che sono arrivati dopo hanno trovato un altro gioco con una fila lunghissima e senza extra balls..

  2. Dan Galvano dice:

    che io sappia dalle mia parti (puglia centro nord) non si usa.
    ma da quanto ho capito dalle ultime conversazioni, dev’essere esattamente come mio padre si sente in questi giorni.

  3. gregor dice:

    Secondo me moriranno in piedi altro che grassi.. Almeno loro la pensione la riceveranno..

  4. marco dice:

    io invece credo che moriremo magri molto magri. ma davvero il problema è: quando andremo in pensione ?
    Se perdi il lavoro a 50 anni come lo ritrovi ? e anche se lo ritrovi come fai a versare i contributi se il massimo che trovi è un tempo determinato con cui ti devi pagare anche malattie e, vivaddio, le ferie?
    Se ci garantiscono un sussidio decente che consenta di campare nei momenti di non lavoro e che in caso di malattia grave (perchè come dice Zalone: “le malattie arrivano”) la pensione diventa automatica, allora potremmo continuare a lavorare fino ad 80 anni.
    Un altro punto è la pensione dovrebbe essere uguale per tutti, perchè mentre si lavora ha senso che ciascuno riceva secondo l’impegno e le capacità ma in pensione finalmente potremmo essere finalmente tutti uguali…
    marco