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Su Eraclito e altrove stiamo cercando di immaginare idee concrete per ridurre il digital divide culturale in questo Paese. Se hai una idea è benvenuta.

Su Eraclito e altrove stiamo cercando di immaginare idee concrete per ridurre il digital divide culturale in questo Paese. Se hai una idea è benvenuta.

novembre 3rd, 2011 at 11:52
Prima idea: non linkare le pagine private dei social network :D
novembre 3rd, 2011 at 12:10
la fibra. il resto è fuffa.
portare la fibra in tutte le case, poi la gente trova il modo di usarla .
è stato così per tutto, dalle strade dell’impero romano in avanti. in un paese come l’italia non c’e problema per nessuno per comprarsi un computer.
E ovviamente reinvistere sul sistema educazionale. Altrimenti ti tocca andare all’unversità sotto casa a fare scienza della comunicazione o peggio invece di seguire le lezione del MIT o del Max planck o del polimi.
novembre 3rd, 2011 at 12:13
Altra idea: non chiamarlo “digital divide culturale”.
novembre 3rd, 2011 at 12:50
@Trunk, colpa mia. L’ho aperto.
novembre 3rd, 2011 at 14:19
[...] divide culturale Published by gigicogo on novembre 3rd, 2011 TweetMi fa piacere che Mante abbia riportato all’attenzione il tema del Digital Divide Culturale. Cade a fagiolo come [...]
novembre 3rd, 2011 at 14:19
Si potrebbe dotare ogni classe dall’asilo attraverso elementari, medie e superiori e università di un sito.
Il sito servirebbe per le interazioni tra studenti e insegnanti ma anche genitori. Con link, materiali, comunicazioni, programmi, forum per organizzare la gita :) etc.
I genitori che non lo sanno usare sarebbero invitati a seguire dei corsi serali presso la scuola, per acquisire le competenze per interagire col sito della scuola e per estensione imparare ad utilizzare i principali strumenti per muoversi nella rete: comunità sociali, e-mail, forum, blog…
novembre 3rd, 2011 at 15:44
1) fibra per tutti;
2) non imporre la via digitale (il Comune di Roma impone – ad esempio – le dichiarazioni ICI online);
3) dedicarsi alle scuole senza perdere tempo e risorse ad “addestrare” le generazioni più anziane.. il divide è culturale, appunto. A un a certa età non si cambia.
novembre 3rd, 2011 at 16:51
Nazionalizzare la Telecom e dividerla in 18 aziende…
novembre 3rd, 2011 at 17:18
obbligando gli esercenti che gestiscono i night club ad emettere gli scontrini fiscali relativi alle consumazioni e destinando quella montagna di quattrini a tal uopo(radendo al suolo il il debito pubblico con il resto)
http://gadsc-musica.transcampos.com.br/1001%20albuns%20para%20ouvir%20antes%20de%20morrer/0097.%20The%20Kinks%20-%20Something%20Else%20by%20the%20Kinks%20%5b1967%5d/02.%20The%20Kinks%20-%20Death%20Of%20A%20Clown%20(stereo).mp3
novembre 3rd, 2011 at 17:20
Una distribuzione linux (una derivative di ubuntu per esempio) appositamente per vecchi.
Font size enormi, poche icone, niente tasto destro del mouse, il sito della CIGL con home page di firefox…
GerontUbuntu.
novembre 3rd, 2011 at 18:43
educare, insegnare e magari anche un po’ di connettività in più (ma è secondaria)
novembre 3rd, 2011 at 21:00
attendere fiduciosi che mediaset decida di entrare nel busniess della iptv e allora vai con gli investimenti…
novembre 4th, 2011 at 12:31
sostituire l’ora di religione (ma e’ vero che in certi istituti sono 2, a partire dalle elementari?) con un ora di ‘Educazione all’uso del Web’ o qualcosa di simile, chiamatelo come volete ma ci siamo capiti…
novembre 4th, 2011 at 19:12
Resuscitare Steve Jobs e dare a lui l’incarico.
Scherzi a parte.
Per ammodernarci un po’ mettere wifi libero ovunque e nel mentre stendere la fibra con i costi suddivisi tra provider/telefonia. (anche perché telefonia e provider al momento guadagnano senza aver speso 1 euro, fastweb escluso ma non troppo)
Accredito al WIFI solo per quelli che rilasciano i loro dati veri (esempio tessera sanitaria per quanto riguarda Milano, ha il chip quindi è abbastanza sicura)
novembre 5th, 2011 at 00:16
Condivido quello che hanno scritto AL e barbaro. Mi sembrano suggerimenti complementari. Ma ricordiamoci che anche nella scuola ci sono insegnanti che non sono in grado di gestire quanto suggerito e parlo per conoscenza personale. Certamente la scuola può e dovrebbe fare molto, investendo in progetti e tempo, ma da sola può farcela? E per gli altri non raggiunti? Incentivi per acquisto pc, connessioni a internet? Promuovere il più possibile l’utilizzo dei servizi pubblici attraverso internet? Un nuovo maestro Manzi per lezioni in TV sull’uso della rete? Tutte cose che si possono fare e magari anche utili. Ma se avesse ragione Camillo e se ci fosse un digital divide culturale davvero non rimmediabile completamente?
febbraio 11th, 2012 at 14:47
[...] fa piacere che Mante abbia riportato all’attenzione il tema del Digital Divide Culturale. Cade a fagiolo come [...]