Gramellini su La Stampa di oggi perde un po’ il controllo:


Dirò una cosa aristocratica solo in apparenza. Neppure le sacrosante primarie bastano a garantire la selezione dei migliori. Per realizzare una democrazia compiuta occorre avere il coraggio di rimettere in discussione il diritto di voto. Non posso guidare un aeroplano appellandomi al principio di uguaglianza: devo prima superare un esame di volo. Perché quindi il voto, attività non meno affascinante e pericolosa, dovrebbe essere sottratta a un esame preventivo di educazione civica e di conoscenza minima della Costituzione? E adesso lapidatemi pure.


47 commenti a “Il brevetto di volo come diritto universale”

  1. a. dice:

    io dico la stessa cosa da anni…

  2. massimo mantellini dice:

    @a. pensa che io lo dico da anni, riferendomi al diritto alla procreazione, quando sento i bambini urlare

  3. vinz dice:

    anch’io: lo penso da sempre. perche’ per guidare un auto devo fare un esame e per scegliere chi guida il paese no?

  4. Federico Bolsoman dice:

    Sono d’accordo sia sulla procreazione (e successiva educazione) che sul diritto di voto. Qualche straccio di educazione civica e capacità di informarti vorrai averle prima di mettere quella maledetta corcetta?

  5. J.A.Brady dice:

    E’ quello che ho sempre pensato una volta superata la soglia dei cinquant’anni. Il che fa di me un vecchio elitario che la fa fuori dal vaso. Ma vedo che sono in ottima e numerosa compagnia.

  6. Paolo dice:

    Ma che genio. . da qui alla dittatura è un attimo.

  7. valentinaa dice:

    anche i migliori alle volte sparano delle cazzate inguardabili. e neanche una volta sola. è la vita.

  8. Daniele Minotti dice:

    Curioso che certe tesi escano fuori proprio quando c’e’ il rischio che vinca l’avversario (che sia chiama Renzi, ovviamente). E che supponenza nel ritenere di poter dispensare patenti, peraltro di voto.
    PD, Partito Democratico… Bah…

  9. Daniele Minotti dice:

    Eppoi: ma chi e’ ‘sto Massimo Gramellini?

  10. gregor dice:

    Le dittature sono arrivate al potere proprio grazie alle derive populiste delle democrazie, studiare il nazzismo e il fascismo…

    Allora perchè non permettiamo anche ai carcerati di votare? Forse perchè tutti loro voterebbero in base alla loro scarcerazione? E se applichiamo il concetto ai milioni di ignoranti che votano in base alla puzza e non al cervello, capiamo che Gramellini ha solennemente ragione, ma capisco che è una bestemmia…

  11. valentinaa dice:

    @gregor scusa forse è una battuta e io non l’ho capita, ma i detenuti votano, e ci mancherebbe altro. a dire il vero, non è l’unica cosa che non ho capito di quel che dicetti.

  12. xarface dice:

    io sono per il doppio voto a punti:
    si esprimono due voti, uno in positivo e uno in negativo
    entrambi questi voti hanno un peso differente sulla base di diversi parametri; partendo da peso 20, direi:
    – hai votato per mastella? il peso del tuo voto è zero
    – sei/sei stato amico/parente di mastella? il peso del tuo voto è zero
    – eri d’accordo sulla cura di bella? il peso è due
    – sei un fedele di padre pio? il peso è doppio, ma a rovescio
    – ascolti cacate newage? peso cinque, non di più
    – etc etc

  13. inismor dice:

    @valentinaa forse cerca gia’ di autoescludersi

  14. Nicola Mattina dice:

    Perché l’educazione civica fa parte (almeno formalmente) del curriculum scolastico della scuola dell’obbligo.
    Anche ammesso che si sappia tutto sul funzionamento delle istituzioni, servirebbe a poco, perché si vota in base ad opinioni che abbracciano uno spettro molto più ampio di materie.

    Un esame di educazione civica (anzi di diritto pubblico) lo si dovrebbe invece imporre ai candidati. Avrebbe molto più senso.

  15. pasquino dice:

    Beh, che ogni pirla possa votare da una parte è giusto, dall’altra è la dimostrazione implicita che la democrazia rappresentativa è un po’ una cazzata. Se non c’è informazione, se non c’è istruzione, le scelte della maggioranza valgono zero. Come ricordava De André, la maggioranza è soltanto la maggioranza, e può anche essere – e sta succedendo – la maggioranza dei coglioni. Concordo: xarface, mettiamo un coefficiente in base alla cultura e all’istruzione, così il voto ha un peso più equilibrato. :)

  16. Narno Pinotti dice:

    Mah. Sembrerebbe giusto, ma di quelle giustizie illusorie perché impossibili – e se la giustizia non si fa applicazione concreta, diventa perciò stesso ingiustizia.

    Prima di tutto, chi decide e applica i criteri? E direi che già qui siamo nel pantano. Forse sarebbe più pratico il censo.

    Poi, immaginiamo questi famosi «esami di voto», con i loro bravi coefficienti e graduatorie, chessò, a Napoli. O, per ragioni diverse, a Barbata (Bg).

    Ancora: e quando venisse fuori che ha diritto di voto il 49,99% dei cittadini maggiorenni? La chiamiamo ancora democrazia? Qualcuno fa qualcosa per aumentare la quota di elettori, o ci sta bene così perché c’è un certificato?

    Infine: ma perché io non posso votare con la pancia, per scambio, clientela, simpatia, vendetta? Perché Cristo, o il sol dell’avvenire, o legge e ordine sì e altri motivi no? Perché voto la Rsu in base ai vantaggi che promette di strappare al datore di lavoro a favore mio e invece devo dimenticare queste cose brutte e sporche alle politiche?

    Soprattutto: a che serve l’educazione civica? Ossia, quando mai si vota in base alle funzioni del parlamento, considerando che da vent’anni si fa votare gente che parla di riformarlo e non l’ha ancora fatto? Perché vorrei vedere se su qualsiasi altra materia si raggiunge una parvenza di concordia.

    A mio parere l’educazione e l’informazione sono come l’acqua: vanno diffuse il più possibile, e poi che ciascuno la usi come vuole. In linea di massima, da quando tutte le case hanno acqua corrente, la gente è diventata più pulita e più sana.

  17. Giancarlo dice:

    Solita cazzata elitarista. Basta pensare che si creerebbero cittadini di serie A e cittadini di serie B. Senza contare che alcuni deciderebbero per altri senza che questi glielo abbiano delegato.
    Poi esistono dei coglioni inenarrabili con un istruzione impeccabile e dei pressochè analfabeti in grado di scegliere meglio di molti altri.
    Senza contare che siamo in Italia e dopo cinque minuti partirebbe il mercato della patente voto. Potrei continuare per ore, mi limito a una battuta: con questa affermazione Gramellini e i commentatori suoi estimatori non passerebbero l’esame di educazione civica. Caso mai potrebbero prendere la patente di caccia alla volpe, che come ben si sa, viene rilasciato solo a nobili intelligentissimi.

  18. Randolph Carter dice:

    Il parallelo dell’aereo è una cazzata.
    Io decido se salire sull’aereo, mentre in Italia ci sono nato, non ho alternativa se subire o no le scelte politiche.
    Poi che la gente abbia diritto ad una corretta informazione è un altro capitolo, che non c’entra nulla con la sparata di Gramellini.

  19. Ale dice:

    Non ho capito una cosa: vogliono far fare esami di conoscenza di lingua e Costituzione italiane agli immigrati per farli rimanere, e non ci scandalizziamo.
    Poi qualcuno dice che sarebbe il caso di farli fare anche agli italiani, e ci scandalizziamo.

    Io penso sia molto più importante che noi, aventi diritto al voto, si faccia questi test, piuttosto che gli immigrati.

  20. Guido Gonzato dice:

    Chi non sa che cosa è una legge, che cosa sono i diritti civili, quali sono i doveri del cittadino, che cos’è la Costituzione, che cosa sono e cosa fanno Parlamento, Senato, Governo, eccetera eccetera, non vedo perché possa votare.

    Sono perfettamente d’accordo con Gramellini, e da anni: per votare bisogna dimostrare di avere i requisiti minimi. Esamino di educazione civica per tutti.

    Sennò è solo tifo calcistico.

  21. Daniele Minotti dice:

    A pensarci bene, certe sortite sono in stretto rapporto di parentela con quella di Berlusconi circa la presunta coglionaggine dell’elettore di sinistra.

  22. carlo dice:

    sono daccordissimo. non posso pensare che il voto di una persona attenta ed informata valga quanto quello di un bifolco ignorante. chiamatemi stronzo, elitarista ma ne ho pieni i coglioni di questielettori del pdl/lega

  23. Edoloz dice:

    A me fa venire in mente la cittadinanza in “fanteria della spazio”.

    Personalmente più che il dover avere un brevetto rafforzerei l’insegnamento dell’educazione civica e sopratutto l’informazione libera dalla politica

  24. diamonds dice:

    per me solo elezioni legate al sorteggio integrale potrebbero risolvere una volta per tutte il problema della casta.Basta ricordarsi degli scudetti vinti dal Verona e dalla Samp

    http://www.cs.columbia.edu/~bert/demos/Moon%20River%20(Instrumental).mp3

  25. worm dice:

    basterebbero anche solo 3 domandine prima del voto. tipo chi è il presidente della repubblica e cose del genere. se sbagli non voti.

    io aggiungerei anche che il voto sotto i 35 anni dovrebbe valere doppio.

  26. Davide dice:

    Secondo me sbaglia l’ indirizzo.

    Non va fatta una patente di voto per i cittadini, ma una patente di integrità per chi si vuole candidare a qualsiasi incarico pubblico.

    Se non hai un punteggio maggiore di tot, non puoi candidarti. Questo stroncherebbe questo “leaderismo del simpaticone di turno” che adesca milioni di persone poco informate e che ama lasciarsti tentare da facili promesse.

    Introdurrei invece una disparità di voto a livello parlamentare. Ogni volta che l’ opposizione perde, guadagna un bonus di “punti voto”, spendibili a suo piacimento in successive votazioni. In questo modo ogni X votazione la maggioranza sarebbe costretta ad un maggior dialogo con l’ opposizione, a maggior tutela di tutti i cittadini e non solo di quelli che “hanno vinto”

  27. anvedi dice:

    ‘perde un po’ il controllo’, siamo ancora all’immunità ideologica del PCI: se uno è di sinistra merita sempre comprensione, è un compagno che sbaglia.

  28. Fabrizio dice:

    …bravo carlo, votate solo voi intelligentissimi e informatissimi sinistrorsi, così finalmente riuscirete a vincere un’elezione. Siete in confusionde totale.

  29. Gabbo dice:

    Era una vecchia idea di Ferrara.
    Invece basterebbe fare come in America: tutti possono votare ma per farlo devono iscriversi alle liste elettorali. Se non lo fai per tempo non voti.
    Qui invece ti prendono per mano, ti danno una matita di gaberiana memoria, ti danno delle schede, tu ci metti sopra dei segni senza avere la piu’ pallida idea di cosa tu stia facendo ma, cazzo, almeno ti senti cittadino. E quando il giorno dopo la banca ti alza il mutuo magari protesti pure.

  30. worm dice:

    bravo gabbo stavo giusto pensando al sistema americano. se fosse così anche qui, la mia collega che mi disse una volta che lei votava B perchè prodi era brutto, semplicemente non sarebbe mai andata a votare.

  31. Matec73 dice:

    Purtroppo Gramellini ha una parte di ragione non trasurabile. Nella zona i cui vivo le votazioni della maggioranza delle persone avviene per esclusivo voto di scambio, inteso anche come vero e proprio acquisto del voto (con meno di 50 €, o la spesa al supermercato o la bolletta della luce). Limitandoci alle elezioni comunali, questo significa che molti consiglieri vengono messi lì da faccendieri, collusi con le organizzazioni criminali, amministratori corrotti, etc. etc. Le persone che non si lasciano comprare (vuoi perché non hanno bisogno o per serietà) sono la minoranza. In questa condizione che valore ha il voto della maggioranza delle persone? 0, esattamente quello che dice Gramellini.

    Saluti

    Allora secondo voi che valenza ha il voto

  32. gregor dice:

    @valentinaa
    In Italia i condannati con una pena superiore ai 5 anni sono interdetti dai pubblici uffici e NON POSSONO votare… art. 29 del codice penale..

  33. robben7 dice:

    “Il limite della democrazia: troppi co****** alle urne”
    Michele Serra

  34. rafeli dice:

    intanto questa volta come nel 92 il paese lo salverà un governo NON eletto.

    gramellini ha ragionissima.

  35. Faber dice:

    Oppure mettere i seggi alla fine di un sentiero. Possibilmente senza copertura cellulare :)
    Una bella camminata di due ore in compagnia per andare a votare (escludendo ovviamente i disabili).
    E magari in quelle ore di passeggio ci si confronta, si riflette e si chiariscono le idee.

  36. Claudio dice:

    Ecco il solito IMPARATO italiano che ha a cuore solo il suo deretano.

    Se il diritto al voto l’hanno tutti è perché tutti concorrono al paese Italia.

    In ogni caso se domani dovessero togliermi il voto mi togliessero pure il codice fiscale così le tasse le paga il Votante di turno.

    Certe kazzate la gente se le dovrebbe tenere per sé.

  37. Roof dice:

    Gregor, ma l’hai letto l’articolo 29 prima di sparlare? O è come il naZZismo?

    Articolo 29. Casi nei quali alla condanna consegue l’interdizione dai pubblici uffici. La condanna all’ergastolo e la condanna alla reclusione per un tempo non inferiore a cinque anni importano l’interdizione perpetua del condannato dai pubblici uffici; e la condanna alla reclusione per un tempo non inferiore a tre anni importa l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di anni cinque.
    La dichiarazione di abitualità o di professionalità nel delitto, ovvero di tendenza a delinquere, importa l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

  38. Matteo R dice:

    E la sintesi della sinistra: ad una corretta individuazione del problema segue una soluzione impresentabile.

    (E adesso lapidate anche me ;-))

  39. gregor dice:

    @Roof
    1) e tu hai capito la legge? L’interdizione dai pubblici uffici ti fa perdere anche il diritto di voto…

    2) Hitler è arrivato al potere cavalcando lo scontento dei tedeschi vincendo le elezioni… Cosa non è chiaro?

  40. valentinaa dice:

    @gregor – e pure @insimor
    Bene, allora si scrive “i condannati ecc ecc” (in via definitiva, ricordo). La detenzione non comporta di per sé la sospensione dei diritti politici. Infatti anche nelle carceri ci sono seggi elettorali. Inoltre vi sono condannati che hanno perso tali diritti che non sono detenuti. Dire “i carcerati non possono votare” è una cazzata, punto.

  41. Daniele Minotti dice:

    valentinaa ha ragione

  42. Daniele Minotti dice:

    Per il resto, mi chiedo cosa ci sia da discutere.
    La perifrasi demagogica è palesemente fondata sulla sabbia, se non sul nulla, frutto di quello che Massimo ha saputo dire subito, in una riga (secondo la mia risoluzione ;-)): perdita di controllo.
    Vogliamo parlare di cose serie? Ne abbiamo, molte.

  43. antonio dice:

    Semplici proposte per migliorare i nostri rappresentanti parlamentari:
    1. massimo due mandati
    2. nessuna condanna penale

    Elimineremmo metà parlamento scelto da 5 segretari di partito.

  44. fabrizio dice:

    La conoscenza di nozioni non implica necessariamente avere capacità critiche razionali. Wikipedia risponde a tutte le domande ma non è in grado di votare. Per chi vuole domandine prima del seggio.
    Analizzare le capacità razionali di una persona non è semplice e questa attività si presterebbe, questa sì, alle peggiori strumentalizzazioni. Ci sono Nobel che non hanno mai passato il test del Mensa, per esempio.
    http://wp.me/p8bsB-238

  45. Daniele Minotti dice:

    Un’altra riflessione, soltanto il frutto di un’aggregazione di opionioni espresse da altri.
    Per migliorare (e di tanto) il risultato delle elezioni, si badi all’elettorato passivo, non a quello attivo.
    Esistono criteri neppure lontanamente antidemocratici (es.: fedina penale).

  46. VOrefice dice:

    Tutt’altro che bizzarro vale la pena di farle queste consideazioni.

  47. Giordano dice:

    Il problema sta alla radice. Se c’è qualcuno che non ha le informazioni di base, il probelma non è solo suo e non possiamo dargli fuoco (per quanto molto spesso darei tentato davani a certe dimostrazioni di ignoranza ed egoismo).
    Quanti tra quelli che vanno oggi a scuola saprebbero rispondere a minime domande sulla costituzone o su camera e senato?
    Quanti, all’interno della Camera e del Senato saprebbero rispondere alle stesse domande?
    Il problema in questo paese non è la nozione, è la cultura che è meno ‘misurabile’.