Ho occupato parte del pomeriggio leggendo la dotta (ed inutilmente acida) recensione che Evgeny Morozov ha dedicato all’ultimo libro di Jeff Jarvis “Public Parts”. La pubblica New Republic e sono 40000 battute che raccontano molto del recensore (che oggi si è agitato molto al riguardo anche su Twitter) e molto anche del libro recensito. Poi ho visto che Jarvis ha risposto all’attacco frontale (dove c’è un po’ di tutto dalle confutazioni antropologiche alle cifre che Jarvis chiede per seminari nelle grandi aziende) prima bollandola come attacco personale e poi argomentando estesamente con un articolo su Google Docs di altre 40000 battute. La leggerò (certamente non oggi) perchè mi incuriosiscono i flame fra i guru della Internet americana ma devo in ogni caso dedurne che l’amore per la sintesi non sia roba di quel mondo.

3 commenti a “Il tempo degli altri”

  1. Gaspar dice:

    eh

  2. Santiago dice:

    oh

  3. Daniele Minotti dice:

    Uno che scrive 40.000 caratteri, ancorche’ spazi inclusi, su certi argomenti e su Internet e’ un perfetto ciarlatano che, come giustamente osservato, non ha neppure il divin dono della sintesi. E mi chiedo come si possa considerarlo *guru*.
    Bah, ho proprio sbagliato tutto…